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Al liceo di Trieste 30 positivi alla TB, ma metà non si è testata
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Al liceo di Trieste 30 positivi alla TB, ma metà non si è testata

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Trenta studenti del liceo Dante Carducci di Trieste con tubercolosi latente. Tutti asintomatici, ma solo metà dell'istituto ha fatto il test. Cosa sapere.

Trenta studenti del liceo Dante Carducci di Trieste sono risultati positivi alla tubercolosi latente: tutti asintomatici, non contagiosi, e già avviati a una profilassi antibiotica di tre mesi. Il dato che resta aperto, però, riguarda chi non si è ancora sottoposto al test: solo un centinaio su tutti gli studenti del plesso ha finora aderito agli accertamenti.

Il focolaio al Dante Carducci: come è iniziato

Tutto è cominciato a dicembre 2025, quando una studentessa ha accusato i primi sintomi. I test successivi hanno individuato altri due compagni con risultati definiti poco chiari. Da lì sono partiti gli accertamenti che, nei mesi seguenti, hanno portato a individuare i trenta casi attuali, resi noti il 21 maggio 2026.

Antonio Poggiana, direttore generale dell'Asp giuliano isontina, ha spiegato all'ANSA che i ragazzi positivi 'hanno un'infezione tubercolare latente': non sono malati, non manifestano sintomi e non trasmettono la malattia. Sono stati avviati alla profilassi antibiotica di tre mesi, al termine della quale sono previsti ulteriori accertamenti clinici. La gestione del caso è affidata al Dipartimento di prevenzione dell'ASP giuliano isontina e alla Struttura complessa di Pneumologia dell'ospedale di Cattinara di Trieste.

La metà che non si è ancora testata

Il punto critico è numerico: a oggi si è sottoposto al test solo un centinaio di studenti del plesso, circa la metà del totale. Chi non è stato ancora controllato resta un'incognita in un focolaio che in sei mesi è passato da tre casi a trenta. Le autorità sanitarie hanno annunciato un'attività di comunicazione rivolta ai genitori, per spingere tutti gli studenti del Dante Carducci a sottoporsi al test e, dove necessario, ad aderire al piano di profilassi.

Il focolaio triestino arriva mentre i dati nazionali segnalano una tendenza in crescita. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità - sorveglianza tubercolosi in Italia, nel 2024 in Italia sono stati notificati 3.150 casi di tubercolosi, l'8,9% in più rispetto al 2023, con un tasso di 5,3 casi ogni 100.000 abitanti. L'Italia resta classificata come Paese a bassa endemia dall'OMS, ma il trend è in risalita dopo il minimo toccato nel 2020 (3,8 per 100.000). La media UE/SEE si attesta a 8,4 per 100.000: l'Italia è al di sotto, ma l'andamento degli ultimi quattro anni indica che il calo strutturale del dopoguerra si è interrotto.

Non è la prima volta che le scuole italiane si trovano al centro di un focolaio simile. A Treviso nel 2019 un insegnante con TB attiva non diagnosticata contagiò 21 dei 22 bambini della propria classe. A Motta di Livenza un episodio analogo coinvolse 56 persone tra casi attivi e latenti. La differenza rispetto a Trieste sta nel punto di partenza: qui il caso indice è stato rilevato in una studentessa che ha mostrato sintomi, consentendo una risposta diagnostica più rapida.

Cosa fare se il proprio figlio frequenta il Dante Carducci

Per i genitori degli studenti che non hanno ancora ricevuto comunicazioni, il primo passo è contattare la scuola per verificare se il proprio figlio rientra tra chi ha già eseguito il test. La tubercolosi latente non è una malattia in senso clinico: il batterio è presente nell'organismo ma contenuto dal sistema immunitario, il ragazzo non ha sintomi né capacità di contagio. La profilassi antibiotica di tre mesi - il trattamento standard in questi casi - è efficace e generalmente ben tollerata.

Il contagio della tubercolosi avviene per via aerea, attraverso un contatto prolungato con una persona con TB attiva. In un contesto scolastico, il rischio è concentrato tra chi ha condiviso ambienti chiusi per molte ore con il caso indice. Per questo gli accertamenti estesi a tutto il plesso hanno senso anche quando molti risultano negativi: l'obiettivo è escludere la TB latente nei contatti esposti, non solo individuare i casi con sintomi attivi. Le scuole italiane si trovano a dover gestire situazioni sempre più complesse, tra le polemiche sullo sciopero del 7 maggio e le prove INVALSI e l'integrazione di nuove sfide didattiche come l'intelligenza artificiale in aula secondo Giannelli: la gestione sanitaria è una delle molte responsabilità affidate agli istituti.

Nei prossimi mesi, gli accertamenti post-profilassi daranno un quadro definitivo. La misura reale del controllo del focolaio sarà la percentuale di adesione alla campagna di sensibilizzazione: la metà degli studenti che non si è ancora testata è l'unico dato ancora mancante. Chi segue le novità scolastiche trova anche gli aggiornamenti sul concorso PNRR 2 per docenti di infanzia e primaria.

Domande frequenti

Cosa significa essere positivi alla tubercolosi latente?

Essere positivi alla tubercolosi latente indica la presenza del batterio nell'organismo senza manifestazione di sintomi e senza capacità di trasmettere la malattia. Non si è malati, ma è importante seguire la profilassi per prevenire lo sviluppo della forma attiva.

Quali sono i passi previsti per gli studenti risultati positivi al test?

Gli studenti positivi sono stati avviati a una profilassi antibiotica di tre mesi. Al termine del trattamento saranno sottoposti a ulteriori accertamenti clinici per verificare l'efficacia della profilassi.

Cosa devono fare i genitori degli studenti che non hanno ancora ricevuto comunicazioni?

I genitori dovrebbero contattare la scuola per verificare se il proprio figlio è stato sottoposto al test. In caso contrario, è consigliabile aderire agli accertamenti per garantire la sicurezza sanitaria dell'intera comunità scolastica.

Come avviene il contagio della tubercolosi in ambito scolastico?

Il contagio della tubercolosi avviene per via aerea, principalmente attraverso un contatto prolungato in ambienti chiusi con una persona affetta da TB attiva. Per questo vengono testati anche studenti senza sintomi che hanno condiviso spazi con il caso indice.

Perché è importante che tutti gli studenti si sottopongano al test?

Testare tutti gli studenti permette di identificare eventuali casi latenti e di prevenire la diffusione della malattia. La percentuale di adesione alla campagna di sensibilizzazione sarà determinante per valutare il reale controllo del focolaio.

Qual è la situazione della tubercolosi in Italia rispetto al resto d'Europa?

L’Italia è classificata dall’OMS come Paese a bassa endemia, con un tasso inferiore alla media UE/SEE. Tuttavia, i dati recenti mostrano una tendenza in crescita dopo il minimo del 2020, sottolineando l’importanza della sorveglianza e della prevenzione.

Pubblicato il: 22 maggio 2026 alle ore 10:19

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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