Indice: In breve | Perché le api sono in crisi: i dati italiani | Il movimento del prato non tagliato: dal Regno Unito alle città italiane | Come creare un angolo verde per le api | Errori comuni nella gestione del verde per le api | Domande frequenti
In Italia vivono 151 specie di api native: 34 di esse sono minacciate, secondo i dati ISPRA sugli impollinatori. Il loro declino pesa sull'economia: il servizio di impollinazione vale circa 3 miliardi di euro l'anno per l'agricoltura italiana. Da alcuni anni diversi Comuni, tra cui Milano, Bergamo e Parma, hanno avviato programmi di sfalcio differenziato che lasciano crescere l'erba e i fiori spontanei in alcune zone del verde pubblico. Le api in città hanno bisogno di fiori, e i prati rasati al millimetro non ne producono.
In breve
- In Italia vivono 151 specie di api native; 34 sono minacciate secondo l'ISPRA
- Il servizio di impollinazione vale circa 3 miliardi di euro l'anno per l'agricoltura italiana
- Il 75% delle colture alimentari mondiali dipende dagli impollinatori (dato FAO)
- Lasciare crescere un'area non falciata fornisce cibo diretto ad api solitarie e bombi
- Alcune città italiane (Milano, Bergamo, Parma) hanno già adottato programmi di sfalcio differenziato
Perché le api sono in crisi: i dati italiani
L'ISPRA monitora regolarmente lo stato degli impollinatori in Italia. I suoi rapporti mostrano che 1 specie su 3 in Europa è in declino e che 1 su 10 tra api e farfalle è minacciata di estinzione. In Italia la situazione rispecchia questo trend: tra le 151 specie di api censite, 34 rientrano nelle categorie a rischio secondo la Lista Rossa nazionale.
Le cause del declino si sovrappongono. La perdita di habitat, cioè la riduzione di fiori, prati e siepi spontanee, è la principale. A essa si aggiunge l'uso di alcuni pesticidi, in particolare i neonicotinoidi, che possono compromettere il sistema di orientamento delle api e ridurre la loro capacità di sopravvivenza. Il riscaldamento globale, poi, ostacola la loro capacità di tenere una temperatura ottimale. I Comuni che mantengono il verde urbano completamente rasato eliminano di fatto le fioriture spontanee che servirebbero da nutrimento.
Il dato economico aiuta a capire perché il tema riguarda tutti. Secondo le stime ISPRA, gli impollinatori contribuiscono a un servizio ecosistemico del valore di circa 3 miliardi di euro l'anno per l'agricoltura italiana. A livello europeo la cifra sale a 15 miliardi. Fragole, mele, ciliegie, mandorle e decine di altre colture dipendono direttamente da questo servizio.
Il movimento del prato non tagliato: dal Regno Unito alle città italiane
Il 'No Mow May', letteralmente 'Non falciare a maggio', è un'iniziativa nata nel Regno Unito nel 2019 che invita i proprietari di giardini a lasciare l'erba crescere per un mese intero durante la primavera, il periodo in cui gli impollinatori hanno più bisogno di nutrimento. L'idea si è diffusa in tutta Europa e ha trovato applicazione anche nelle politiche di gestione del verde pubblico.
In Italia il concetto si traduce nello 'sfalcio differenziato': invece di tagliare uniformemente tutto il verde, i Comuni individuano zone da lasciare più selvatiche per alcune settimane. Milano, Bergamo e Parma hanno già avviato sperimentazioni in questa direzione. L'approccio non richiede interventi costosi: basta ridurre la frequenza degli sfalci in aree specifiche e permettere ai fiori spontanei come tarassaco, trifoglio e margherite di completare il loro ciclo.
Il principio alla base è che le api urbane hanno spesso meno accesso al cibo rispetto a quanto si immagina. I giardini curati e i parchi perfettamente rasati offrono poco polline e nettare. Al contrario, anche una piccola area non falciata di 1-2 metri quadrati può ospitare decine di specie vegetali spontanee e diventare una fonte di nutrimento per bombi e api solitarie.
Come creare un angolo verde per le api
- Scegli un'area del giardino di almeno 1 metro quadrato e smetti di tagliarla da aprile a luglio, il periodo critico per la riproduzione degli impollinatori.
- Semina fiori nativi: tarassaco, trifoglio bianco, margherite selvatiche, borragine e calendula sono tra i più apprezzati dalle api locali.
- Se hai solo un balcone, pianta lavanda, rosmarino o timo in vaso: fioriscono a lungo e attirano api e farfalle anche nei mesi estivi.
- Elimina l'uso di erbicidi e pesticidi nell'area prescelta: anche i prodotti commercializzati come naturali possono danneggiare le larve degli impollinatori.
- Lascia qualche zona di terreno nudo o legno morto vicino all'area: molte api solitarie nidificano in piccole cavità nel suolo o nel legno.
Errori comuni nella gestione del verde per le api
Tagliare tutta l'area in primavera: la primavera è il momento più delicato del ciclo degli impollinatori. Tagliare tutto a marzo o aprile elimina le prime fioriture spontanee prima che le api abbiano avuto il tempo di nutrirsi. Se si deve falciare, è preferibile farlo in tardo autunno oppure lasciare almeno un'area intatta per tutta la stagione primaverile.
Scegliere solo piante esotiche: i fiori acquistati nei garden center sono spesso ibridi selezionati per l'estetica, con meno polline e nettare rispetto alle varietà selvatiche. Le api italiane si sono evolute con le specie locali: tarassaco e trifoglio, pur considerati erbacce, sono molto più efficaci di molti fiori ornamentali importati.
Considerare il tarassaco un fastidio: il tarassaco è uno dei fiori più preziosi per le api a inizio primavera, quando le altre fioriture non sono ancora disponibili. Estirparlo sistematicamente o trattarlo con erbicidi riduce la disponibilità di cibo esattamente quando gli impollinatori ne hanno più bisogno.
Domande frequenti
Quante specie di api vivono in Italia?
In Italia sono state censite 151 specie di api native. È una diversità significativa: il Paese ospita una quota rilevante delle specie presenti in Europa, grazie alla sua varietà climatica e vegetazionale che va dalle Alpi al Mediterraneo. Tra queste, 34 sono incluse nelle categorie a rischio secondo i dati ISPRA.
Un giardino piccolo può fare la differenza per le api?
Sì. Molte specie di api solitarie si spostano in un raggio di poche centinaia di metri alla ricerca di cibo. Un balcone con due o tre piante fiorite, o una piccola aiuola non falciata, può essere una fonte di nutrimento significativa per le api del quartiere. Ogni metro quadrato di verde non trattato conta.
Lo sfalcio differenziato è previsto dalla legge italiana?
Non esiste ancora una norma nazionale che obblighi i Comuni ad adottare lo sfalcio differenziato. Alcune amministrazioni lo hanno introdotto per iniziativa propria o in risposta alle indicazioni europee sulla biodiversità urbana. La Strategia UE per la Biodiversità 2030 indica la gestione del verde come uno dei fattori per aumentare la presenza degli impollinatori nelle aree urbane.
I neonicotinoidi sono ancora usati in Italia?
L'Unione Europea ha vietato l'uso esterno dei tre principali neonicotinoidi (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam) dal 2018. Alcuni usi in serra rimangono consentiti. I residui di questi composti possono essere presenti nel suolo di aree agricole intensive, il che rende i giardini urbani non trattati potenzialmente più sicuri per le api rispetto a molte campagne. La gestione del verde urbano sta diventando un tema di scelta politica concreta, non solo di sensibilità ambientale. I dati ISPRA mostrano che l'Italia ospita una biodiversità di impollinatori significativa a livello europeo, e che le scelte quotidiane, da un vaso sul balcone a una delibera comunale, producono effetti misurabili sulla sopravvivenza di queste specie.