Quanto dipende l'Europa dall'auto: la risposta del Car Dependency Index
Lo studio pubblicato nel 2026 da Sony Computer Science Laboratories di Roma con Centro Ricerche Enrico Fermi e Sapienza mette in luce la diffusa dipendenza dall’auto nelle città europee e nordamericane, sfatando il mito che questo fenomeno sia esclusivamente americano. Il Car Dependency Index (CDI) misura il divario di accesso tra auto privata e trasporto pubblico, evidenziando che solo Parigi e Zurigo hanno un valore negativo, cioè una mobilità più efficiente con i mezzi pubblici, mentre città come Roma mostrano un’estrema dipendenza dall’auto, soprattutto nelle periferie. Questo indice si basa su dati geospaziali che confrontano i tempi di accesso a destinazioni essenziali con auto e mezzi pubblici, rivelando un divario netto tra centro e periferia, evidenziato dalle mappe a colori dove il rosso indica aree fortemente dipendenti dall’auto. L’analisi delle città europee mostra sorprese significative: città come Nantes e Bordeaux, spesso sottovalutate, hanno migliori performance rispetto a metropoli reputate sostenibili come Berlino o Vienna. Roma emerge come il caso più critico con un CDI altissimo (0,335), causato da una rete pubblica quasi limitata al centro e periferie scarsamente servite, dove la mobilità senza auto è quasi impossibile. Le simulazioni suggeriscono che espandere la metropolitana può ridurre l’uso di veicoli, ma solo interventi sistemici estesi potranno abbattere l’attuale dipendenza diffusa. Un aspetto cruciale emerso riguarda la mobilità come forma di disuguaglianza urbana: il possesso dell’auto aumenta nei quartieri con un alto CDI indipendentemente dal reddito, indicando che la motorizzazione è più una necessità imposta dall'infrastruttura carente che una scelta. Le periferie mal servite dai trasporti pubblici si trovano così in una condizione di esclusione da opportunità socio-economiche, mentre la possibilità di vivere senza auto diventa un privilegio geografico ed economico. Lo studio invita a investire in reti di trasporto collettivo integrate e capillari per ridurre questa disuguaglianza e migliorare la qualità della vita urbana.