Loading...
Classifica QS 2026, La Sapienza ancora prima al mondo in Lettere classiche e Storia antica
Università

Classifica QS 2026, La Sapienza ancora prima al mondo in Lettere classiche e Storia antica

Disponibile in formato audio

Per il sesto anno consecutivo l'ateneo romano domina la disciplina. L'Italia terza nell'UE per numero di università classificate, con 60 atenei presenti nel ranking internazionale

La Sapienza sul tetto del mondo per il sesto anno

Non è un caso isolato, né un risultato effimero. L'Università La Sapienza di Roma si conferma prima al mondo in Lettere classiche e Storia antica nella classifica QS World University Rankings by Subject 2026, consolidando un primato che dura ormai da sei anni consecutivi. Un traguardo che, nella sua ripetitività, racconta qualcosa di più profondo sulla qualità della ricerca e della tradizione umanistica italiana.

Il ranking QS by Subject, pubblicato il 26 marzo 2026, analizza le performance degli atenei globali disciplina per disciplina, incrociando indicatori come la reputazione accademica, l'impatto della ricerca e la valutazione da parte dei datori di lavoro. In questo contesto, il primato della Sapienza non è frutto di un singolo parametro favorevole, ma di una solidità complessiva che la comunità accademica internazionale continua a riconoscere senza esitazioni.

Per l'ateneo romano, il più grande d'Europa per numero di iscritti, si tratta di una conferma che rafforza il posizionamento nel panorama globale degli studi umanistici. Un ambito in cui la tradizione italiana, con le sue scuole filologiche e archeologiche, mantiene un peso specifico difficile da eguagliare.

Italia terza nell'UE: 60 atenei nella classifica

Oltre al dato di eccellenza della Sapienza, il quadro complessivo che emerge dal ranking 2026 restituisce un'immagine positiva, anche se con luci e ombre, del sistema universitario nazionale. L'Italia si colloca al terzo posto nell'Unione Europea per numero di università presenti nella classifica QS by Subject, un dato che merita attenzione.

Sono 60 gli atenei italiani che compaiono nel ranking, per un totale di 769 presenze distribuite tra le varie discipline monitorate. Numeri che testimoniano una copertura ampia e trasversale: non si tratta soltanto dei grandi poli metropolitani, ma di un tessuto accademico diffuso che riesce a farsi notare su scala internazionale.

Va detto, naturalmente, che presenza in classifica e posizione ai vertici sono cose diverse. Stando a quanto emerge dai dati aggregati, molti atenei italiani si collocano in fasce intermedie del ranking, segno di una qualità diffusa ma non sempre di punta. La sfida, per il sistema italiano, resta quella di trasformare la quantità delle presenze in un maggior numero di posizionamenti d'élite.

Politecnico di Milano tra i protagonisti

Tra gli atenei che contribuiscono in modo significativo al posizionamento italiano spicca il Politecnico di Milano, presente nella classifica con ben 26 discipline. Un dato che ne fa uno degli atenei più versatili e competitivi del Paese, capace di coprire un ventaglio ampio di ambiti tecnico-scientifici.

Il Politecnico milanese si conferma così punto di riferimento non solo per ingegneria e architettura, aree in cui tradizionalmente eccelle, ma anche per discipline legate al design, all'informatica e alle scienze dei materiali. La sua capacità di attrarre studenti e ricercatori internazionali, unita a una rete consolidata di collaborazioni con il mondo dell'industria, ne fa un caso di studio interessante per chi ragiona sul rapporto tra università e competitività del sistema Paese.

Il quadro globale: Harvard domina in 14 discipline

Allargando lo sguardo al contesto internazionale, la classifica QS by Subject 2026 conferma dinamiche ormai consolidate. Harvard si posiziona al primo posto in 14 discipline diverse, un dominio trasversale che spazia dalle scienze biomediche al diritto, dall'economia alle scienze sociali. Il sistema statunitense, nel complesso, continua a occupare la maggior parte delle prime posizioni, seguito da quello britannico.

L'Asia prosegue la sua scalata. Atenei cinesi, singaporiani e coreani guadagnano terreno anno dopo anno, soprattutto nelle discipline STEM, mettendo pressione sui sistemi universitari europei. Una tendenza che non è nuova, ma che nel ranking 2026 appare ancora più marcata.

L'Europa continentale, con la Francia e la Germania oltre all'Italia, mantiene posizioni solide ma raramente ai vertici assoluti, ad eccezione di nicchie di eccellenza come quella, appunto, della Sapienza nelle discipline classiche. La frammentazione dei sistemi di finanziamento e governance, come sottolineato da più osservatori, resta uno degli ostacoli principali alla competizione con i mega-atenei anglosassoni e asiatici.

Cosa significano questi numeri per il sistema universitario italiano

I risultati della classifica QS 2026 offrono spunti di riflessione che vanno oltre la soddisfazione per i singoli primati. L'Italia dimostra di avere un sistema universitario ampio, radicato e riconosciuto a livello internazionale. Sessanta atenei in classifica non sono pochi per un Paese che, sul fronte della spesa pubblica in istruzione superiore e ricerca, si colloca storicamente al di sotto della media OCSE.

Il primato della Sapienza in Lettere classiche e Storia antica è motivo di orgoglio legittimo, ma pone anche una domanda scomoda: perché l'eccellenza italiana tende a concentrarsi in ambiti umanistici tradizionali e fatica a emergere con la stessa forza nei settori tecnologici e scientifici dove si gioca la partita della competitività futura?

Le 26 presenze del Politecnico di Milano indicano che sacche di eccellenza esistono anche nelle discipline STEM. Ma servono investimenti strutturali, politiche di reclutamento più competitive e una semplificazione burocratica che consenta agli atenei italiani di attrarre i migliori talenti internazionali. La questione resta aperta, e i prossimi ranking diranno se il trend positivo sarà confermato o se il Paese rischia di perdere terreno in un contesto globale sempre più agguerrito.

Pubblicato il: 26 marzo 2026 alle ore 14:29

Domande frequenti

Perché La Sapienza è considerata la migliore al mondo in Lettere classiche e Storia antica?

La Sapienza si conferma prima al mondo in Lettere classiche e Storia antica per il sesto anno consecutivo grazie alla qualità della ricerca, alla tradizione umanistica italiana e a una solida reputazione accademica riconosciuta a livello internazionale.

Cosa indica la presenza di 60 atenei italiani nella classifica QS by Subject 2026?

La presenza di 60 università italiane dimostra che il sistema universitario nazionale è ampio e competitivo su scala internazionale, anche se molte di queste si posizionano in fasce intermedie piuttosto che ai vertici assoluti.

Quali sono i punti di forza del Politecnico di Milano nella classifica 2026?

Il Politecnico di Milano si distingue per la sua versatilità, essendo presente in 26 discipline e rappresentando un punto di riferimento sia nelle aree tecnico-scientifiche sia in quelle legate al design e all'informatica.

Come si posiziona l'Italia rispetto ad altri Paesi europei nella classifica QS?

L'Italia è il terzo Paese dell'Unione Europea per numero di università presenti nella classifica QS, confermando un ruolo importante ma con la sfida di aumentare la presenza nelle posizioni di eccellenza.

Quali sfide deve affrontare il sistema universitario italiano per migliorare la propria posizione internazionale?

Il sistema italiano deve investire di più in istruzione e ricerca, adottare politiche di reclutamento più competitive e semplificare la burocrazia per attrarre talenti internazionali, soprattutto nelle discipline STEM dove la competizione globale è più intensa.

Qual è il contesto globale della classifica QS 2026 e quali tendenze emergono?

A livello globale, gli atenei statunitensi e britannici dominano le prime posizioni, con Harvard al vertice in 14 discipline, mentre le università asiatiche aumentano la loro presenza, specie nelle STEM; l'Europa continentale mantiene buoni risultati ma fatica a raggiungere i massimi livelli salvo alcune eccellenze di nicchia.

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

Articoli Correlati