Trecento borse di studio, 2,25 milioni di euro complessivi, un obiettivo dichiarato: garantire il diritto allo studio a chi ha ottenuto protezione internazionale in Italia e vuole formarsi nelle discipline artistiche, musicali e linguistiche. Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha pubblicato il 26 marzo 2026 l'Avviso che dà il via a una misura attesa da mesi, rivolta a una platea finora rimasta ai margini delle politiche di sostegno alla formazione superiore.
Il provvedimento del MUR
L'iniziativa porta la firma del Ministro Anna Maria Bernini e si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento dell'inclusione nel sistema della formazione di terzo grado. Il MUR ha scelto di intervenire direttamente sul segmento delle Istituzioni dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) e delle Scuole Superiori per Mediatori Linguistici (SSML), due ambiti che raccolgono migliaia di iscritti ogni anno ma che raramente beneficiano di misure specifiche per studenti con background migratorio.
L'Avviso non si rivolge direttamente agli studenti, bensì alle istituzioni AFAM e alle SSML, che avranno il compito di gestire l'erogazione delle borse, anche avvalendosi della collaborazione con gli enti regionali per il diritto allo studio. Un meccanismo che punta a semplificare la distribuzione delle risorse, affidandola a chi già conosce il tessuto studentesco locale.
A chi sono destinate le borse
I destinatari finali sono studentesse e studenti iscritti nell'anno accademico 2025/2026 che rientrano in una delle seguenti categorie:
- Rifugiati titolari di protezione internazionale
- Beneficiari di protezione sussidiaria
- Titolari di protezione temporanea
Si tratta di persone che, dopo aver ottenuto una forma di tutela giuridica in Italia, hanno intrapreso o intendono proseguire un percorso formativo nel campo delle arti visive, della musica, della danza o della mediazione linguistica. Un segmento di popolazione studentesca che spesso incontra barriere economiche significative, aggravate dalla difficoltà di accedere ai tradizionali canali di sostegno familiare.
Importi e criteri economici
Ogni borsa di studio ha un valore di circa 7.000 euro. Non si tratta però di un importo fisso per tutti: l'Avviso prevede una maggiorazione fino al 15% per gli studenti che dimostrino un ISEE pari o inferiore a 13.974,30 euro. In questi casi, la borsa può raggiungere circa 8.050 euro, una cifra che può coprire buona parte delle spese di mantenimento durante l'anno accademico.
Il finanziamento complessivo della misura ammonta a circa 2,25 milioni di euro, interamente coperti da fondi europei. La scelta di ancorare la maggiorazione alla soglia ISEE risponde a un principio di progressività: chi si trova in condizioni economiche più fragili riceve un sostegno proporzionalmente maggiore.
Il progetto FAMI 1117 e il contesto europeo
Le risorse provengono dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027 dell'Unione europea, nell'ambito del progetto denominato MUR-FAMI 1117, il cui titolo completo è "Capacity building della formazione superiore italiana per l'accoglienza e l'integrazione dei migranti nella formazione di III grado".
L'obiettivo del progetto va oltre la semplice erogazione di borse. Si tratta di rafforzare la capacità strutturale del sistema italiano di formazione superiore nell'accogliere e includere studenti provenienti da Paesi terzi. Questo significa investire non solo in aiuti economici diretti, ma anche in competenze amministrative, servizi di orientamento e reti di supporto all'interno delle istituzioni.
Il FAMI rappresenta uno degli strumenti finanziari principali con cui l'Unione europea sostiene le politiche migratorie degli Stati membri. Nel ciclo di programmazione 2021-2027, l'Italia ha ottenuto risorse significative per progetti legati all'integrazione, e il settore dell'istruzione superiore è stato identificato come uno dei canali più efficaci per costruire percorsi di inclusione duraturi.
Tempistiche e modalità di partecipazione
Il calendario è serrato. Le istituzioni AFAM e le SSML interessate potranno presentare le proprie domande in una finestra temporale ben definita:
- Apertura delle domande: 30 marzo 2026
- Chiusura delle domande: 15 maggio 2026
Una volta selezionate le istituzioni beneficiarie, queste pubblicheranno a loro volta i bandi rivolti agli studenti, con criteri e modalità specifiche per l'assegnazione delle singole borse. Tutta la documentazione, i moduli e le istruzioni operative sono disponibili sul sito ufficiale del Ministero dell'Università e della Ricerca.
È un meccanismo a due livelli che richiede una certa tempestività da parte delle istituzioni: chi non presenta domanda entro il 15 maggio resterà escluso, e con essa i propri studenti potenzialmente eleggibili.
Il precedente universitario
L'iniziativa non nasce dal nulla. Il MUR ha già sperimentato un modello analogo nel comparto universitario, sempre nell'ambito del Fondo FAMI, finanziando 100 borse di studio destinate a studenti universitari con protezione internazionale. Secondo il Ministero, quell'esperienza ha prodotto risultati positivi, contribuendo "a costruire percorsi concreti di inclusione attraverso l'istruzione".
Il passaggio dalle università al sistema AFAM e SSML rappresenta un ampliamento significativo. Le 300 borse previste dal nuovo Avviso triplicano il numero rispetto alla prima tranche universitaria, segno che il modello è stato giudicato replicabile e meritevole di un investimento più consistente.
C'è anche un aspetto qualitativo da considerare. Le istituzioni AFAM, per la natura stessa dei percorsi formativi che offrono, lavorano su competenze espressive, creative e comunicative che possono rappresentare un veicolo di integrazione particolarmente potente. La musica, le arti visive, la danza parlano linguaggi che attraversano le barriere culturali in modo diverso rispetto alle discipline accademiche tradizionali.
Cosa cambia per il sistema AFAM
Per i conservatori, le accademie di belle arti, gli istituti superiori per le industrie artistiche e le SSML, questo Avviso rappresenta un'opportunità concreta ma anche una responsabilità nuova. Gestire borse destinate a studenti con protezione internazionale richiede sensibilità amministrativa, conoscenza delle normative sull'immigrazione e capacità di dialogare con gli enti per il diritto allo studio.
Alcune istituzioni AFAM, soprattutto quelle situate nelle grandi città, hanno già esperienza nell'accoglienza di studenti stranieri. Per altre, specialmente quelle di dimensioni più contenute, potrebbe trattarsi di un primo contatto strutturato con questa tipologia di utenza.
Il quadro complessivo è chiaro: 2,25 milioni di euro, 300 borse da circa 7.000 euro ciascuna, con possibilità di incremento per le fasce economiche più deboli, finanziate dall'Unione europea attraverso il FAMI e destinate a studenti rifugiati o con protezione temporanea iscritti nelle istituzioni AFAM e SSML per l'anno accademico 2025/2026. Le istituzioni hanno tempo fino al 15 maggio 2026 per candidarsi. Una misura circoscritta nei numeri, ma che segna un precedente importante nel rapporto tra formazione artistica e politiche di integrazione in Italia.