Per ogni studente delle scuole superiori la spesa annua in libri di testo supera in media 1.250 euro. Il Movimento di Cooperazione Educativa ha appena istituito un Osservatorio nazionale per capire cosa c'è dentro quei manuali e, soprattutto, cosa manca.
L'osservatorio del MCE: obiettivi e metodo
Il Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) ha costituito l'Osservatorio nazionale del libro di testo durante la sua Assemblea nazionale. A coordinarlo sono Domenico Canciani, segretario nazionale MCE, Giancarlo Cavinato, ex insegnante e dirigente scolastico, e Nerina Vretenar, insegnante e ricercatrice specializzata in narrativa storica e rappresentazione delle diversità.
L'obiettivo dell'Osservatorio non è stilare classifiche né comparare prezzi. È analizzare in modo sistematico non solo ciò che i manuali scolastici contengono, ma soprattutto ciò che omettono. Il MCE porta avanti questa riflessione dagli anni Sessanta, quando esperienze come la biblioteca di lavoro di Mario Lodi proponevano già un modello alternativo al manuale unico.
La nascita dell'Osservatorio arriva mentre le scuole deliberano le adozioni dei libri di testo per il 2026/2027, con scadenze precise per i dirigenti scolastici. Il ministro Valditara ha dichiarato che i manuali dovranno essere conformi alle nuove Indicazioni nazionali, operative dal 1 settembre 2026.
I contenuti che mancano: cosa emerge dalle prime analisi
Le prime analisi dell'Osservatorio rivelano lacune ricorrenti nei manuali di storia. L'emigrazione italiana appare raramente, senza i contesti che l'hanno determinata. Il colonialismo italiano viene ignorato o trattato in modo marginale. Il Risorgimento viene descritto come sequenza di azioni eroiche, senza la prospettiva di chi, soprattutto nel Sud, lo visse in modo radicalmente diverso. Le diversità etniche, quando presenti, lo sono spesso in forma stereotipata.
Nerina Vretenar spiega che la narrazione storica privilegia alcuni eventi e ne ignora altri, spesso molto rilevanti. Se la storia viene presentata come un percorso lineare senza contraddizioni, gli studenti non imparano a porsi domande né a interpretare la complessità del presente.
Per Domenico Canciani il problema non riguarda i singoli autori: ogni libro riflette il punto di vista di chi lo scrive, e quel punto di vista tende verso una visione centrata sull'Occidente, lineare e priva di conflitti. Giancarlo Cavinato identifica tre vantaggi concreti di un approccio plurale: ampliare la visione del mondo, sviluppare la capacità di confrontare fonti diverse e costruire conoscenza in modo cooperativo.
Intanto i costi per le famiglie restano elevati: circa 580 euro annui per la scuola media e oltre 1.250 euro per i libri di testo delle superiori, secondo i dati Federconsumatori 2025. Il Ministero dell'Istruzione ha stanziato 139 milioni per la fornitura gratuita o semigratuita alle famiglie a basso reddito, una misura che copre solo una parte degli studenti. Per la scuola primaria i prezzi sono fissati da decreto ministeriale: per il 2025/2026 il Ministero ha stabilito valori specifici per ogni anno e disciplina.
Cosa cambia per docenti e famiglie
L'Osservatorio MCE non ha potere normativo: non può imporre modifiche agli editori né influenzare le scelte ministeriali. Il suo valore è documentale e culturale. Offre ai docenti riferimenti per integrare il manuale con fonti diverse (documenti storici, testimonianze, testi alternativi) e affrontare le lacune direttamente in aula. Non è un ruolo nuovo per l'MCE, che da decenni promuove questa pedagogia attiva.
Nel 2026 lo strumento dell'osservatorio si è diffuso in più ambiti del sistema scolastico: prima il via libera per l'osservatorio sui corsi di specializzazione per docenti di sostegno, ora quello sui manuali scolastici. Un segnale che il monitoraggio indipendente di qualità ha trovato terreno fertile nella scuola italiana.
Le nuove Indicazioni nazionali stabiliscono obiettivi di apprendimento e struttura disciplinare, ma non intervengono sulla qualità delle narrazioni né sulla completezza delle rappresentazioni culturali. Quel vuoto è lo spazio che l'Osservatorio MCE intende presidiare, analizzando i testi adottati materia per materia.
I rapporti sistematici dell'Osservatorio arriveranno nei prossimi mesi, con analisi manuale per manuale. Per i docenti l'indicazione pratica è già chiara: usare il libro come punto di partenza, non come unica fonte, e affrontare le omissioni con materiali aggiuntivi e prospettive multiple.