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Emilia-Romagna, le scuole primarie aprono dal 31 agosto
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Emilia-Romagna, le scuole primarie aprono dal 31 agosto

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Emilia-Romagna, primarie aperte dal 31 agosto: 3 milioni per 100 mila bambini in 42 comuni. Dal 2027 misura strutturale in tutta la regione.

L'Emilia-Romagna aprirà le scuole primarie dal 31 agosto al 14 settembre 2026 con attività extrascolastiche sportive, culturali ed educative rivolte ai bambini tra i 6 e gli 11 anni. Il progetto, annunciato il 19 maggio dal presidente della Regione Michele de Pascale e dall'assessora all'istruzione Isabella Conti, è finanziato con 3 milioni di euro di risorse regionali per il primo anno e punta a raggiungere una platea potenziale di 100 mila bambini in 42 comuni e unioni di comuni delle principali aree urbane della regione. La Regione la presenta come la prima misura strutturata a livello nazionale per coprire le due settimane di transizione tra estate e inizio anno scolastico per le primarie.

Come funziona la sperimentazione

Le attività saranno condotte da educatori professionali del terzo settore, sul modello del pre-post scuola già operativo in regione, con un focus su supporto ai compiti, sport e iniziative culturali. La partecipazione è completamente volontaria: ogni famiglia decide se aderire senza alcun obbligo. Orari e costi vengono definiti dai singoli Comuni, non a livello centrale, e potranno variare sensibilmente da un territorio all'altro. I servizi riguardano i 42 comuni e unioni di comuni nelle aree ATUSS, le principali zone urbane strategiche della regione.

Il progetto nasce per coprire le due settimane tra la fine di agosto e l'avvio delle lezioni ordinarie, un periodo che Conti ha indicato come «il più critico per molte famiglie», soprattutto quelle con entrambi i genitori occupati. Sul tavolo c'era anche l'ipotesi di modificare il calendario scolastico anticipando il rientro, poi accantonata per non creare tensioni né con le famiglie né con il personale scolastico. Dividendo il budget sulla platea potenziale, il finanziamento corrisponde a circa 30 euro per bambino per le due settimane: una base che i Comuni potranno integrare con risorse proprie.

Dal 2027, misura stabile in tutta la regione

La sperimentazione del 2026 interessa soltanto i 42 comuni nelle aree ATUSS. Dal 2027 la misura diventerà strutturale e si estenderà a tutti i comuni dell'Emilia-Romagna, con un investimento stimato di 10 milioni di euro l'anno, circa tre volte il budget iniziale. Il finanziamento verrà inserito nella legge regionale per la natalità, attualmente in fase di elaborazione. De Pascale ha descritto l'iniziativa come una «risposta strutturale» che «copre due settimane», distinta dalle soluzioni di altre regioni che anticipano di «un paio di giorni» l'apertura. Il progetto prosegue il percorso già avviato con «Scuole aperte», misura analoga dedicata alle scuole secondarie.

Le famiglie nei comuni coinvolti dalla sperimentazione 2026 possono rivolgersi direttamente al proprio Comune per conoscere orari, costi e modalità di adesione: i dettagli operativi non sono ancora stati definiti a livello regionale. Per sapere se il proprio Comune è incluso nella fase sperimentale, è utile consultare l'elenco delle aree ATUSS. Il comunicato ufficiale della Regione Emilia-Romagna riporta i territori coinvolti e i dettagli del progetto.

Domande frequenti

Quando si svolgeranno le attività extrascolastiche nelle scuole primarie dell'Emilia-Romagna?

Le attività si terranno dal 31 agosto al 14 settembre 2026, coprendo il periodo di transizione tra la fine dell'estate e l'inizio dell'anno scolastico.

Chi può partecipare alle iniziative e come si fa ad aderire?

Possono partecipare i bambini tra i 6 e gli 11 anni nei 42 comuni e unioni di comuni coinvolti nella sperimentazione. La partecipazione è volontaria e le famiglie possono rivolgersi direttamente al proprio Comune per informazioni su orari, costi e modalità di adesione.

Che tipo di attività verranno offerte durante queste due settimane?

Le attività proposte includeranno supporto ai compiti, iniziative sportive e culturali, organizzate da educatori professionali del terzo settore sul modello del pre-post scuola.

Quanto costerà il servizio e chi definisce le tariffe?

I costi saranno definiti dai singoli Comuni e potranno variare sensibilmente da un territorio all'altro. Il finanziamento regionale iniziale è di circa 30 euro per bambino per le due settimane, ma i Comuni possono integrare con risorse proprie.

Cosa succederà dopo la sperimentazione del 2026?

Dal 2027 la misura diventerà strutturale e verrà estesa a tutti i comuni dell'Emilia-Romagna, con un investimento regionale stimato di 10 milioni di euro all'anno e un'inclusione nella legge regionale per la natalità.

Come si può sapere se il proprio Comune partecipa alla fase sperimentale?

Per verificare se il proprio Comune è incluso, è consigliato consultare l'elenco delle aree ATUSS o il comunicato ufficiale della Regione Emilia-Romagna, che riportano i territori coinvolti e i dettagli del progetto.

Pubblicato il: 20 maggio 2026 alle ore 14:46

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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