Le pensioni italiane potrebbero rivalutarsi del 2,8% a partire da gennaio 2027, il doppio del coefficiente applicato nel 2026 (+1,4%). La stima provvisoria emerge dal Documento di Programmazione Finanziaria Pubblica (DPFP), che registra le tensioni inflazionistiche generate dai costi energetici e dall'instabilità geopolitica degli ultimi mesi. Il coefficiente definitivo dipenderà dall'indice FOI senza tabacchi che l'ISTAT calcolerà entro la fine dell'anno.
Come si calcola la rivalutazione delle pensioni
La perequazione automatica adegua le pensioni all'inflazione attraverso un meccanismo a quattro fasce: pensioni fino a 1.522€/mese ricevono il 100% della rivalutazione, la fascia tra 1.522 e 2.030€ il 90%, quella tra 2.030 e 3.038€ il 75%, chi supera 3.038€ mensili solo il 50%.
Con un coefficiente al 2,8%, chi percepisce 1.000€ mensili guadagna 28€ in piu al mese. Chi ha 2.500€/mese applica solo il 75% dell'adeguamento: un incremento di circa 52€ lordi. Per chi supera i 3.038€, il 50% del 2,8% equivale a un adeguamento dell'1,4%, lo stesso valore del 2026: nessun guadagno reale di rivalutazione rispetto all'anno in corso.
Le incertezze sui requisiti previdenziali si intrecciano con queste stime: riforma pensioni 2025 e il blocco dei requisiti offre un quadro aggiornato sulle ultime novità normative.
Gli importi stimati per ogni trattamento nel 2027
Sulla base della stima al 2,8%, questi i principali importi previsti dal 1° gennaio 2027:
- Pensione minima: da 611,85€ a 628,98€/mese (+17,13€)
- Assegno sociale: da 546,24€ a 561,54€/mese (+15,30€)
- Rivalutazione straordinaria sul minimo: 619,80€/mese (incremento dell'1,3%)
- Assegno di invalidità: 347,46€/mese
- Ciechi totali (non ricoverati): 375,77€/mese (+10€ rispetto al 2026)
- Ciechi parziali: 230,58€/mese
- Ipovedenti gravi: 257,88€/mese (+circa 7€)
- Incremento al milione: da 136,44€ a 156,44€/mese (+20€)
L'incremento al milione registra la variazione percentuale più alta tra tutti i trattamenti: +20€ mensili, pari al 14,6% in più rispetto al 2026. I dati ufficiali sugli importi base del 2026 sono disponibili nella comunicazione INPS - pensioni 2026, nuovi importi e date di pagamento.
Per un confronto diretto con gli aumenti dello scorso anno, pensioni 2025 e confronto con il 2024 riepiloga le variazioni degli ultimi due cicli di rivalutazione.
Il divario tra assegno sociale e soglia di povertà ISTAT
L'assegno sociale proiettato a 561,54€/mese nel 2027 resta al di sotto della soglia di povertà assoluta ISTAT per una persona sola. Questa soglia varia da circa 760€ nei piccoli comuni del Sud a oltre 900€ nelle aree metropolitane del Nord. Il calcolatore della soglia di povertà assoluta ISTAT permette di verificare il valore preciso per ogni area geografica e composizione familiare.
Il gap tra l'assegno sociale 2027 e la soglia minima meridionale è di almeno 198€/mese. Il +2,8% aggiunge 15,30€ mensili: riduce il divario strutturale di meno del 9%, lasciando praticamente invariato il rischio povertà per chi dipende dall'assegno come unica fonte di reddito.
Ancora più distanti dalla soglia sono i trattamenti di invalidità: i ciechi parziali con 230,58€/mese e gli ipovedenti gravi con 257,88€ percepiscono meno di un terzo della soglia metropolitana settentrionale. Con il 2,8%, questi importi crescerebbero rispettivamente di circa 6,46€ e 7,22€/mese.
Il confronto con il 2026 chiarisce la progressione: la rivalutazione all'1,4% ha portato all'assegno sociale +7,56€/mese rispetto al 2025. Il 2,8% del 2027 raddoppia la percentuale ma la distanza dalla soglia di povertà resta strutturale. Chi guarda alle riforme di sistema troverà utile la proposta Giorgetti sulla previdenza complementare, che apre un dibattito sul modello previdenziale da costruire.
Il coefficiente definitivo per il 2027 sarà comunicato dall'ISTAT entro l'ultimo trimestre del 2026, con il calcolo dell'indice FOI annuale senza tabacchi. Se la media 2026 risulterà superiore al 2,8%, i pensionati riceveranno un adeguamento piu alto; se scenderà, l'aumento sarà inferiore alle stime DPFP attuali. Per i trattamenti assistenziali piu bassi, la differenza tra i due scenari vale pochi euro mensili, ma incide su bilanci familiari già al limite.
Domande frequenti
Come viene calcolata la rivalutazione delle pensioni nel 2027?
La rivalutazione si basa sull'indice FOI senza tabacchi calcolato dall'ISTAT e applica percentuali diverse a seconda dell'importo della pensione: 100% fino a 1.522€, 90% tra 1.522 e 2.030€, 75% tra 2.030 e 3.038€, e 50% oltre 3.038€ mensili.
Quali sono gli aumenti previsti per i principali trattamenti pensionistici dal 2027?
Con una rivalutazione stimata al 2,8%, la pensione minima salirebbe a 628,98€, l’assegno sociale a 561,54€, l’assegno di invalidità a 347,46€, mentre l’incremento al milione raggiungerà 156,44€ mensili.
Il nuovo importo dell’assegno sociale sarà sufficiente a superare la soglia di povertà ISTAT?
No, anche con la rivalutazione al 2,8%, l’assegno sociale resterà ben al di sotto della soglia di povertà assoluta ISTAT, con un gap minimo di 198€ rispetto alla soglia più bassa.
Quando sarà reso noto il coefficiente definitivo di rivalutazione delle pensioni 2027?
Il coefficiente definitivo sarà comunicato dall’ISTAT entro l’ultimo trimestre del 2026, in base all’indice FOI annuale senza tabacchi.
Come incide la rivalutazione sulle pensioni più alte rispetto agli anni precedenti?
Per le pensioni oltre i 3.038€ mensili, la rivalutazione effettiva sarà pari all’1,4%, identica al 2026, quindi non ci sarà un reale aumento rispetto all’anno in corso.
Che impatto avrà la rivalutazione sulle prestazioni assistenziali più basse?
L’incremento per assegni sociali e trattamenti di invalidità sarà di pochi euro al mese, riducendo solo marginalmente il divario rispetto alla soglia di povertà e incidendo poco sui bilanci delle famiglie più vulnerabili.