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Fondi pensione e under 35: perche solo 3 giovani su 10 aderiscono
Lavoro

Fondi pensione e under 35: perche solo 3 giovani su 10 aderiscono

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Il 29,9% dei lavoratori under 35 ha un fondo pensione. Il divario con la media nazionale (38,3%) che il portale MdL-MEFOP punta a colmare.

Solo 3 lavoratori under 35 su 10 hanno aperto un fondo pensione complementare. Il dato emerge dalla relazione COVIP 2024: il tasso di adesione per i giovani tra 15 e 34 anni si ferma al 29,9%, contro la media nazionale del 38,3% su quasi 10 milioni di iscritti totali. Per rispondere a questo divario generazionale, il Ministero del Lavoro ha attivato un portale informativo dedicato e firmato un protocollo triennale con MEFOP, il centro di ricerca sulla previdenza complementare.

Il portale del Ministero del Lavoro e il protocollo con MEFOP

Il Ministero ha reso disponibile una nuova sezione dedicata alla previdenza complementare sul portale ministeriale, con schede sui fondi negoziali, fondi aperti e piani individuali pensionistici (PIP). Il protocollo d'intesa triennale con MEFOP prevede campagne di informazione rivolte a lavoratori, imprese e scuole, con materiali aggiornati sulle regole fiscali e sui vantaggi dei diversi strumenti disponibili.

Uno degli aspetti meno noti dei fondi pensione riguarda la loro funzione come strumento ereditario: i capitali accumulati si possono trasmettere ai beneficiari designati senza imposte di successione, e senza che la somma rientri nell'asse ereditario. Chi ha una posizione aperta non e' obbligato a chiuderla al momento della pensione: puo' mantenerla, continuare a versarvi e designare eredi in qualunque momento. Questa caratteristica rende il fondo pensione uno strumento di pianificazione patrimoniale oltre che previdenziale.

Aprire un fondo per i figli minorenni: la strategia dei 58,30 euro

L'Economia, inserto del Corriere della Sera, ha suggerito di versare l'importo minimo dell'assegno unico universale (58,30 euro mensili) in un fondo pensione intestato ai figli minorenni. Il calcolo e' diretto: 58,30 euro al mese per 18 anni equivalgono a 12.593 euro di puro capitale versato, a cui si aggiungono i rendimenti del fondo nel periodo. Per i fondi bilanciati, i rendimenti medi storici si collocano tra il 3% e il 5% annuo, con un montante finale che supera sensibilmente il solo capitale conferito.

L'apertura di un fondo a nome di un minore segue le stesse regole fiscali previste per gli adulti. I versamenti effettuati dai genitori per figli fiscalmente a carico sono deducibili dal reddito imponibile fino a 5.164,57 euro annui (art. 8 del D.lgs. 252/2005). Anche i rendimenti accumulati beneficiano di tassazione agevolata al 20%, contro il 26% applicato agli altri strumenti finanziari. Il fondo resta nella disponibilita' del figlio una volta maggiorenne, che puo' scegliere di proseguire, sospendere o riscattare la posizione.

Perche il 70% dei giovani non aderisce alla previdenza complementare

Il divario tra il 29,9% di adesione under-35 e la media nazionale del 38,3% riflette una difficolta' strutturale: carriere discontinue, contratti a termine e redditi piu' bassi nella fascia 15-34 anni rendono difficile destinare risorse al lungo periodo. La proposta di revisione della previdenza complementare di Giorgetti va in questa direzione, puntando a meccanismi che rendano l'adesione piu' automatica per i nuovi assunti.

I giovani pero' hanno un vantaggio che chi comincia tardi non puo' recuperare: il tempo. Un lavoratore che apre un fondo a 25 anni ha davanti 40 anni di capitalizzazione; uno che inizia a 45 ne ha 20. La differenza nel montante finale, a parita' di contributi mensili, e' di un multiplo e non di pochi punti percentuali. Sul piano della riforma previdenziale pubblica, le incertezze sul blocco dei requisiti pensionistici nel 2025 rendono ancora piu' urgente costruire un secondo pilastro prima possibile.

Con il DEF 2025 che ha respinto l'ipotesi di Quota 41, l'accesso anticipato alla pensione pubblica resta una via stretta. Per i giovani oggi fermi al 30% di copertura complementare, il portale ministeriale e' utile solo se si traduce in iscrizioni reali: il passo atteso dal settore e' rendere l'adesione automatica per i nuovi assunti, sul modello del silenzio-assenso gia' previsto per il TFR.

Domande frequenti

Perché solo 3 giovani su 10 under 35 aderiscono ai fondi pensione?

Il basso tasso di adesione tra i giovani è dovuto principalmente a carriere discontinue, contratti a termine e redditi più bassi nella fascia 15-34 anni, che rendono difficile destinare risorse alla previdenza complementare.

Quali iniziative sono state adottate per aumentare l’adesione dei giovani ai fondi pensione?

Il Ministero del Lavoro ha lanciato una sezione informativa dedicata sul proprio portale e ha firmato un protocollo triennale con MEFOP, prevedendo campagne di informazione e materiali aggiornati per lavoratori, imprese e scuole.

Quali sono i vantaggi fiscali dei fondi pensione, specialmente per i minori?

I versamenti per figli minorenni sono deducibili fino a 5.164,57 euro annui e i rendimenti sono tassati al 20%, rispetto al 26% degli altri strumenti finanziari. Il fondo resta nella disponibilità del figlio una volta maggiorenne.

In che modo i fondi pensione possono essere utilizzati come strumento ereditario?

I capitali accumulati possono essere trasmessi ai beneficiari designati senza imposte di successione e senza rientrare nell’asse ereditario, rendendo il fondo pensione uno strumento di pianificazione patrimoniale oltre che previdenziale.

Quali sono i principali vantaggi di iniziare a versare in un fondo pensione da giovani?

Chi inizia presto beneficia di molti anni di capitalizzazione: a parità di contributi, il montante finale può essere un multiplo rispetto a chi comincia più tardi, grazie alla crescita composta dei rendimenti nel tempo.

Cosa prevede la proposta di riforma per incentivare l’adesione giovanile alla previdenza complementare?

La proposta di revisione mira a rendere l’adesione ai fondi pensione più automatica per i nuovi assunti, adottando meccanismi come il silenzio-assenso già previsto per il TFR.

Pubblicato il: 22 maggio 2026 alle ore 09:25

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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