L'Italia sta assistendo a una diminuzione dei casi di influenza stagionale. Tuttavia, l'attenzione degli esperti si concentra ora sulla diffusione di altri virus respiratori, noti come 'virus cugini', che continuano a colpire la popolazione, in particolare i bambini.
Andamento dell'epidemia influenzale
Secondo l'ultimo bollettino RespiVirNet dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), nella settimana dal 9 al 15 febbraio 2026, l'incidenza delle infezioni respiratorie acute è scesa a 8,6 casi per 1.000 assistiti. Questo si traduce in circa 472.000 nuovi casi in sette giorni, portando il totale dall'inizio della sorveglianza a 11,4 milioni di italiani colpiti.
L'emergere dei 'virus cugini'
Con il calo dell'influenza, altri patogeni respiratori stanno guadagnando terreno. Il virologo Fabrizio Pregliasco ha evidenziato che "in questa fase, più che l'influenza, sono molto presenti il virus respiratorio sinciziale e i 'virus cugini', quindi Adenovirus e Rhinovirus". Questi virus possono causare sintomi simili all'influenza e rappresentano una minaccia soprattutto per le persone fragili.
Impatto sui bambini
I bambini sotto i quattro anni continuano a essere la fascia di età più colpita. L'incidenza in questo gruppo è di circa 33 casi per 1.000 assistiti, sebbene in diminuzione rispetto alla settimana precedente, quando era di 38 casi per 1.000 assistiti.
Distribuzione regionale dell'incidenza
L'intensità dell'epidemia varia a livello regionale. Mentre in Veneto, Provincia Autonoma di Trento, Molise e Sardegna l'incidenza è a livello basale, in Basilicata è ancora molto alta.
Conclusione
Sebbene l'epidemia influenzale stia mostrando segnali di calo, la presenza dei 'virus cugini' richiede una continua vigilanza, soprattutto per proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione. È fondamentale mantenere misure preventive e monitorare l'evoluzione della situazione per prevenire ulteriori complicazioni.