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Tute acetate e Rimbaud: ad Avignone cinque ragazzi di periferia spacciano letteratura tra i palazzoni
Cultura

Tute acetate e Rimbaud: ad Avignone cinque ragazzi di periferia spacciano letteratura tra i palazzoni

Disponibile in formato audio

Cinque giovani della banlieue di Avignone conquistano 627.000 follower su TikTok con battaglie letterarie che smontano i pregiudizi sulle periferie francesi.

Sommario

Scarpe Nike TN sospese sulla copertina di un libro, come se lo stessero salando. Cappellini con visiera piatta, tute acetate, borselli a tracolla. E poi, all'improvviso, i versi di Rimbaud recitati sul tetto di un garage. Succede ad Avignone, nella periferia sud della città, dove cinque ragazzi hanno trasformato un parcheggio tra i palazzoni di cemento nel palcoscenico di un fenomeno culturale che ha conquistato 627.000 follower su TikTok e 360.000 su Instagram. L'account si chiama Geronymonstre, dal nome del fondatore Geronimo, e il suo contenuto è tanto semplice quanto dirompente: battaglie letterarie ambientate nei luoghi che la Francia preferisce ignorare. George Sand, Madame de Lafayette, Simone de Beauvoir, tutti sfidati tra sedie pieghevoli e muri di cemento armato. La Biblioteca nazionale di Francia li ha contattati per una partnership ufficiale, scrittori affermati e professori universitari li definiscono geniali. Eppure questi cinque jeunes de cité, come li chiamano oltralpe, non hanno cambiato nulla del loro aspetto o del loro linguaggio. Sono esattamente ciò che sembrano, e al tempo stesso il contrario.

Chi sono i ragazzi della periferia

Geronimo e i suoi frères sono ciò che in Italia chiameremmo maranza. Ragazzi della periferia popolare, con un'estetica precisa: il broccoli haircut, lo slang di strada, l'abbigliamento che in Francia è diventato un marcatore sociale prima ancora che una scelta di stile. La società li ha etichettati, i social li hanno riscoperti. A settembre dello scorso anno hanno iniziato a pubblicare video in cui abbinano le giacche acetate ai grandi classici della letteratura francese, e il risultato ha spiazzato tutti. Il sociologo Loïc Wacquant ha scritto che i giovani delle periferie moderne vivono in uno stato di marginalità avanzata che va oltre la povertà tradizionale: per il sistema economico sono superflui, quasi invisibili. Non si tratta necessariamente di NEET in senso stretto, perché la loro condizione è spesso imposta più che scelta. L'acronimo che li descrive meglio è un altro, una sorta di DOP, Denominazione di origine periferica, che li inchioda ai pregiudizi del luogo in cui sono nati. Eppure, come dimostra anche il dibattito italiano sul rapporto tra lettura e scuola secondo Simone Giusti, l'accesso alla cultura non dipende dal codice postale. I ragazzi di Geronymonstre ne sono la prova vivente.

Lo spaccio letterario: quando il cliché diventa satira

Nei reel dell'account, spaccio e spintoni diventano licenza poetica. I cinque inscenano risse citando Guy de Maupassant e Gustave Flaubert, simulano il loro fallimento sociale con una precisione che è pura satira. La gente si aspetta violenza, e loro gliela servono, solo che al posto dei pugni arrivano le citazioni. "È solo un club di lettura", dice Geronimo a un certo punto, mentre finge di bloccare un'azzuffata. Il meccanismo è raffinato: spingono sul cliché della violenza di periferia fino a farlo implodere. La morte del cigno è recitata, le cose socialmente accettate sembrano davvero incompatibili con la loro natura. Ma lo spettatore attento capisce in fretta che lo specchio riflette soprattutto chi guarda. "Vogliamo dimostrare che nonostante la tuta abbiamo un cervello", hanno dichiarato in un'intervista a M Le Magazine du Monde. Non c'è istigazione alla violenza, c'è il cortocircuito deliberato tra forma e contenuto. La loro identità non viene mai messa in discussione: è una copertina di Victor Hugo appoggiata sull'asfalto, il punto esatto in cui la strada incontra la letteratura. Anche chi difende il valore delle materie classiche nella formazione troverebbe in questi ragazzi un alleato inaspettato.

Periferie e social: il racconto che cambia la narrazione

Da qualche anno i social network sono diventati l'osservatorio privilegiato della vita nei quartieri popolari francesi. Una scelta consapevole dei residenti stessi, che hanno portato online la routine della periferia: strade, persone, case, quella che chiamano chiennété, la vita da cane. Il precedente più celebre è NasDas, pseudonimo di Nasser Sari, a lungo l'influencer francese più seguito su Snapchat. La cronaca del suo quartiere degradato a Perpignan aveva fatto appassionare milioni di utenti alla quotidianità di Saint-Jacques, sgretolando l'immaginario monolitico delle banlieue. Oggi il suo rapporto con i social è cambiato, ma il suo racconto ha ridimensionato la sineddoche per cui la criminalità rappresenta la parte per il tutto. I ragazzi delle periferie usano TikTok e Instagram come ascensore sociale, ma salgono portandosi dietro la propria appartenenza. Nessuno vuole sradicarsi. Al contrario, il luogo viene esibito. È quello che il sociologo Fabien Truong definisce su Le Monde come il momento in cui i ragazzi trovano il loro posto: non una questione di tempo o integrazione, ma di interazioni. Un désenclavement digitale, un'uscita fai da te dall'isolamento che non censura i problemi ma rivendica la normalità nascosta dietro i racconti risaputi.

Oltre il BookTok: una doppia punta culturale

Verrebbe spontaneo accostare Geronymonstre al fenomeno #BookTok, l'hashtag nato in America nel 2021 che ha stravolto il mercato editoriale globale. Ma sarebbe un errore. I cinque di Avignone non sono booktoker nel senso tradizionale del termine: non piangono davanti ai libri, non fanno unboxing tra scaffali di fantasy e dark romance disposti su scala cromatica. Manca l'emotività esibita delle creator che scaraventano i romanzi dall'altra parte della stanza per segnalare un colpo di scena devastante. Qui il registro è un altro. Sono semmai una doppia punta del fenomeno, un'appendice che ne ribalta i codici estetici mantenendone la sostanza: far circolare letteratura tra chi normalmente non la frequenta. Come dimostra anche la storia di Caterina Balivo e il suo rapporto con la lettura nonostante la dislessia, le strade per arrivare ai libri sono infinite e spesso imprevedibili. Nel memoir Noi… la cité di Joseph Ponthus, pubblicato da Portatori d'Acqua, quattro ragazzi della periferia parigina raccontano vite incrinate dal peso dei cliché di un non-luogo che continuano comunque a proteggere. La letteratura urbana francese è floridissima, e i ragazzi di Geronymonstre ne sono il prolungamento digitale più autentico.

Il senso di restare: letteratura come presa di coscienza

Ciò che rende il fenomeno Geronymonstre diverso da un semplice esperimento virale è la scelta deliberata di non andarsene. I cinque ragazzi non usano i social come trampolino verso un altrove migliore. Restano incollati alla strada esattamente come i loro libri, sparsi nel parcheggio tra i palazzoni. Non è una disposizione scenografica, è un manifesto. Tra i giovani delle banlieue francesi, la voglia di farcela è statisticamente più alta che altrove, ma la fuga non è l'unica opzione. Anzi, per Geronimo e i suoi, è proprio l'opzione scartata. I social rappresentano una fuga sul posto: non si tratta di andare altrove, ma di farcela lì, con i propri mezzi, forzando i cliché fino a liberarsene. La mandata finale la danno i commenti, dove anche chi non sapeva nulla delle loro vite si ricrede. In fondo, il loro messaggio è elementare nella sua forza: la cultura non ha codice di avviamento postale, e un verso di Rimbaud recitato sul tetto di un garage nella periferia di Avignone vale quanto uno declamato in un'aula della Sorbona. Forse, considerando chi lo pronuncia e da dove, vale anche di più.

Pubblicato il: 13 aprile 2026 alle ore 08:39

Domande frequenti

Chi sono i ragazzi di Geronymonstre e quale messaggio vogliono trasmettere?

I ragazzi di Geronymonstre sono cinque giovani della periferia sud di Avignone, noti per il loro stile maranza e la passione per la letteratura. Il loro messaggio principale è che la cultura e la letteratura non dipendono dal luogo di provenienza e possono essere accessibili a tutti, anche in contesti considerati marginali.

In cosa consiste lo 'spaccio letterario' messo in scena da Geronymonstre?

Lo 'spaccio letterario' è una satira che trasforma i cliché sulla violenza di periferia in battaglie letterarie. Nei loro video, i ragazzi inscenano risse e situazioni tipiche della banlieue sostituendo la violenza fisica con citazioni di grandi autori, creando un cortocircuito tra forma e contenuto.

Come utilizzano i social network i ragazzi delle periferie francesi per cambiare la narrazione del loro contesto?

Attraverso piattaforme come TikTok e Instagram, i giovani delle periferie raccontano la loro vita quotidiana, smontando stereotipi e mostrando la normalità dietro i pregiudizi. Questa presenza online permette loro di rivendicare la propria identità e di uscire dall'isolamento sociale.

In che modo Geronymonstre si differenzia dal fenomeno #BookTok?

A differenza dei tradizionali booktoker, Geronymonstre non punta sull'emotività o sull'estetica tipica del #BookTok, ma ribalta i codici estetici mantenendo la sostanza: promuovere la letteratura tra chi normalmente non la frequenta, con un approccio ironico e legato al proprio contesto urbano.

Qual è il significato della scelta di restare in periferia per Geronymonstre?

Restare in periferia rappresenta per Geronymonstre una scelta consapevole di affermazione e resistenza: vogliono dimostrare che è possibile valorizzare la cultura e avere successo senza abbandonare le proprie radici. I social per loro non sono un trampolino verso l'altrove, ma uno strumento per farcela nel proprio ambiente.

Simona Alba

Articolo creato da

Simona Alba

Giornalista Pubblicista Simona Alba è una professionista dell’editoria, giornalista ed esperta in comunicazione con una solida specializzazione nella gestione di processi culturali e innovazione digitale. Laureata in Progettazione e gestione di eventi e imprese culturali a Firenze, ha proseguito il suo percorso accademico a Roma, presso l’Università La Sapienza, dove ha conseguito la laurea magistrale in Editoria e Giornalismo, focalizzandosi sull'analisi del panorama informativo contemporaneo e sul giornalismo d’inchiesta. Attualmente redattrice presso Edunews24, dove sviluppa contenuti focalizzati su istruzione, formazione, ricerca e nuove tecnologie. Nella sua attività professionale, coniuga il rigore dell'approfondimento giornalistico con le più avanzate strategie di analisi SEO e dinamiche del web, con l'obiettivo di rendere la divulgazione scientifica e culturale uno strumento accessibile per lo sviluppo dello spirito critico. Nel corso della sua carriera ha maturato esperienza all'interno di redazioni giornalistiche, distinguendosi per la capacità di interpretare la cultura come motore di cambiamento sociale e organizzativo.

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