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Addio a Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, il visionario che ha rivoluzionato il concetto di cibo
Cultura

Addio a Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, il visionario che ha rivoluzionato il concetto di cibo

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Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, è morto il 22 maggio 2026 a Bra. Aveva 76 anni. La sua eredità: Terra Madre e l'Università di Pollenzo.

Carlo Petrini è morto nella notte tra il 21 e il 22 maggio 2026 nella sua casa di Bra, in provincia di Cuneo. Aveva 76 anni. Fondatore del movimento internazionale Slow Food, era noto con il soprannome Carlin tra amici e collaboratori, nome che aveva ereditato dal nonno. In quarant'anni di attività aveva trasformato un'intuizione nata in un piccolo comune piemontese in uno dei movimenti per la cultura alimentare sostenibile più influenti al mondo. Considerava il cibo un atto politico: la battaglia per il giusto prezzo era al centro del suo impegno, con la tutela del produttore e della biodiversità come valori fondanti di ogni progetto. Negli ultimi anni aveva progressivamente lasciato la guida operativa alle nuove generazioni di Slow Food, pur continuando a progettare e riflettere fino alla fine.

Dal 1986 a Parigi: la nascita di Slow Food

Petrini aveva fondato Arcigola il 26 luglio 1986 a Bra, in risposta alla rapida diffusione dei fast food e all'omologazione dei consumi alimentari che stava investendo l'Europa. Tre anni dopo, nel 1989 a Parigi, l'associazione diventò Slow Food con un Manifesto firmato da oltre venti delegazioni internazionali, che poneva il nuovo movimento come alternativa culturale alla fast life. La sua formazione era distante dalla gastronomia: si era iscritto a Sociologia a Trento negli anni Settanta, ma lasciò gli studi a quattro esami dalla fine per aprire uno spaccio alimentare a Bra. Da quella svolta nacque un percorso che lo portò a ridefinire il rapporto tra cibo, cultura e politica, ben prima che la sostenibilità alimentare diventasse tema di dibattito globale.

L'Università di Pollenzo e Terra Madre: l'eredità concreta

Il progetto di cui andava più orgoglioso era l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, prima istituzione accademica mondiale dedicata a questo campo. "L'abbiamo ristrutturata senza soldi. Nessuno ci credeva. E invece sono venuti a studiarci da Harvard", aveva dichiarato in una delle sue ultime interviste. Aveva fondato anche Terra Madre, rete globale che collega produttori locali con l'obiettivo di garantire prezzi equi lungo la filiera alimentare, contrapponendo la logica della comunità a quella del mercato globalizzato. Il suo slogan "Buono, pulito e giusto", coniato nel 2005, è rimasto il principio guida del movimento in quattro decenni di attività: una sintesi del legame tra qualità alimentare, rispetto dell'ambiente e giustizia economica per i produttori.

"Chi semina utopia raccoglie realtà", ripeteva spesso. Alla domanda su cosa sarebbe stato Slow Food senza di lui rispondeva con un sorriso: "Ho lavorato bene. Ce la faranno". Aveva abbandonato l'università pur di seguire la passione per il cibo e le sue tradizioni, convinto che un'idea giusta, coltivata con tenacia, possa sempre diventare realtà. La scomparsa di Petrini segna la fine di un'era per un movimento che ha ridefinito il rapporto tra cibo, sostenibilità e giustizia economica su scala mondiale.

Domande frequenti

Chi era Carlin Petrini e qual è stata la sua principale eredità?

Carlin Petrini, noto anche come Carlo Petrini, è stato il fondatore del movimento internazionale Slow Food e un promotore della cultura alimentare sostenibile. La sua eredità principale è aver trasformato un'intuizione nata a Bra in un movimento globale che promuove qualità, sostenibilità e giustizia economica nel settore alimentare.

Come è nato il movimento Slow Food e qual era il suo obiettivo?

Slow Food è nato nel 1986 a Bra come risposta all'espansione dei fast food e all'omologazione dei consumi alimentari. L'obiettivo era proporre un'alternativa culturale alla 'fast life', difendendo la biodiversità, la cultura locale e il giusto prezzo per i produttori.

Quali sono i principi fondamentali promossi da Slow Food?

Slow Food si fonda sul principio 'Buono, pulito e giusto', che sintetizza la ricerca della qualità alimentare, il rispetto dell'ambiente e la giustizia economica per i produttori. Questi valori guidano tutte le iniziative del movimento da quattro decenni.

Quali progetti concreti ha realizzato Petrini per diffondere i valori di Slow Food?

Tra i progetti più importanti di Petrini ci sono l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la prima al mondo dedicata a questo settore, e la rete globale Terra Madre, che collega produttori locali per garantire prezzi equi e sostenibilità lungo la filiera alimentare.

Come Petrini ha influenzato il rapporto tra cibo, cultura e politica?

Petrini ha considerato il cibo un atto politico e ha lavorato per ridefinire il rapporto tra alimentazione, cultura e giustizia sociale. Ha anticipato il dibattito sulla sostenibilità alimentare, promuovendo una visione in cui scegliere cosa mangiare ha conseguenze etiche e sociali.

Pubblicato il: 22 maggio 2026 alle ore 09:58

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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