Biobanca di riabilitazione Don Gnocchi: un enorme passo in avanti per la medicina personalizzata
La Fondazione Don Gnocchi ha inaugurato a Milano la prima biobanca italiana specificamente dedicata alla riabilitazione, ospitata presso l'IRCCS Santa Maria Nascente. Questa struttura innovativa si distingue per l'approccio longitudinale alla raccolta di campioni biologici prelevati in vari momenti del percorso riabilitativo del paziente. L'obiettivo è quello di costruire una mappa dinamica del recupero integrando dati biologici e clinici, così da favorire lo sviluppo di terapie sempre più personalizzate e mirate. L'investimento supera gli 800.000 euro, finanziato con il contributo del Ministero della Salute, Banca d'Italia e Fondazione Barbaglia, e la biobanca opera secondo un modello hub e spoke con sedi satelliti a Firenze e Roma, garantendo conservazione a temperature fino a -150°C e tracciabilità digitale continua. Il modello organizzativo hub e spoke consente una raccolta e conservazione standardizzata dei campioni biologici tramite quattro fasi distinte: arruolamento e prelievo nelle sedi spoke, conservazione temporanea sul territorio, trasferimento all'hub centrale per stoccaggio a temperature ultra-basse con monitoraggio continuo e infine tracciabilità e distribuzione alle équipe di ricerca autorizzate. Questo sistema assicura precisione nell'abbinamento dei campioni alle informazioni cliniche e condizioni di trattamento, permettendo studi accurati e affidabili. Le sei aree cliniche coinvolte – malattie neurodegenerative, pneumologiche, cardiovascolari, cerebrovascolari, neuropsichiatria infantile e fragilità senile – riflettono la varietà delle patologie trattate dalla rete Don Gnocchi e sono focalizzate sull’identificazione di biomarcatori predittivi del recupero. L’approccio longitudinale della biobanca rappresenta una novità rispetto alle raccolte tradizionali, permettendo di osservare come i profili biologici mutino nel tempo durante il percorso di riabilitazione, fornendo dati essenziali per sviluppare biomarcatori che predicono la risposta alle terapie. Questo processo richiede anni di studio e grandi volumi di dati, e non produce benefici immediati per i pazienti donatori, ma è essenziale per la personalizzazione futura delle cure. I campioni sono conservati in condizioni rigorose e accessibili solo a gruppi di ricerca autorizzati con protocolli etici approvati, garantendo il rispetto della privacy. La biobanca si inserisce nel contesto europeo della rete BBMRI-ERIC, rafforzando la collaborazione scientifica a livello internazionale e rappresentando un’infrastruttura fondamentale per la ricerca traslazionale in riabilitazione.