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Caro carburante, dirigente scolastico paga di tasca sua i fringe benefit per il personale ATA pendolare
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Caro carburante, dirigente scolastico paga di tasca sua i fringe benefit per il personale ATA pendolare

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A Valenza, in provincia di Alessandria, Maurizio Primo Carandini ha riconosciuto cinquanta euro al mese per tre mesi a quattro assistenti amministrativi costretti a fare i pendolari. Un gesto che riapre il dibattito sulle condizioni economiche di chi lavora nella scuola.

Il gesto del dirigente di Valenza

Non capita spesso che un dirigente scolastico metta mano al proprio portafoglio per aiutare i collaboratori. Eppure è esattamente quello che ha fatto Maurizio Primo Carandini, preside a Valenza, in provincia di Alessandria, che ha deciso di riconoscere un fringe benefit a quattro assistenti amministrativi pendolari, pagandolo interamente di tasca propria.

La motivazione è semplice e, proprio per questo, eloquente: il caro carburante sta erodendo stipendi già modesti.

Cinquanta euro al mese per tre mesi: i dettagli del contributo

L'iniziativa riguarda quattro assistenti amministrativi che risiedono fuori dal comune di Valenza e che ogni giorno percorrono diversi chilometri per raggiungere la sede di lavoro. Tutti impiegati a 36 ore settimanali, il monte orario pieno previsto per il personale ATA.

Il contributo ammonta a cinquanta euro mensili per tre mesi, per un totale di centocinquanta euro a persona. Cifre che, nel bilancio di una famiglia, possono sembrare contenute, ma che in rapporto agli stipendi del comparto scuola assumono un peso diverso. Per chi guadagna poco più di mille euro netti al mese, centocinquanta euro rappresentano quasi il costo di un pieno e mezzo di benzina, a seconda della distanza percorsa.

Va precisato che il dirigente ha finanziato l'operazione con risorse personali, non attingendo a fondi dell'istituto. Una scelta che rende il gesto ancora più significativo, ma che al tempo stesso pone una domanda scomoda: perché deve essere un singolo preside a farsi carico di un problema sistemico?

Fringe benefit nella scuola: un istituto poco conosciuto

Il termine fringe benefit indica quei compensi in natura o sotto forma di contributi aggiuntivi che il datore di lavoro può riconoscere ai dipendenti, spesso con vantaggi fiscali per entrambe le parti. Nel settore privato sono ormai prassi consolidata: buoni pasto, auto aziendali, rimborsi per il trasporto. Nella pubblica amministrazione, e in particolare nella scuola, la loro applicazione resta marginale.

La contrattazione collettiva del comparto istruzione e ricerca prevede alcune forme di welfare integrativo, ma le risorse destinate a questo scopo sono cronicamente insufficienti. Il Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa (MOF), principale leva economica a disposizione dei dirigenti, viene assorbito quasi interamente da compensi per attività aggiuntive e progetti, lasciando ben poco margine per interventi di supporto al personale.

Chi lavora come assistente amministrativo o collaboratore scolastico, del resto, conosce bene la realtà: le assegnazioni avvengono spesso in sedi distanti dal luogo di residenza, soprattutto per il personale che accede tramite le graduatorie. Per chi sta valutando l'ingresso in questo percorso, può essere utile approfondire la Presentazione della Domanda per le Graduatorie ATA 24 Mesi: Cosa Sapere, dove vengono illustrati requisiti e modalità.

Il nodo strutturale: stipendi bassi e costi crescenti

La vicenda di Valenza si inserisce in un quadro ben noto a chiunque segua le dinamiche del mondo scolastico italiano. Gli stipendi del personale ATA restano tra i più bassi dell'intero comparto pubblico. Un assistente amministrativo a inizio carriera percepisce circa 1.100-1.200 euro netti al mese, cifra che cresce con una lentezza esasperante nel corso degli anni di servizio.

A fronte di retribuzioni ferme, o quasi, i costi legati alla mobilità continuano a salire. Il prezzo della benzina, che nel 2026 si mantiene su livelli elevati, incide in modo particolarmente pesante su chi è costretto a spostarsi quotidianamente su tratte extraurbane, spesso mal servite dal trasporto pubblico.

La questione dei pendolari nella scuola non riguarda solo il personale ATA. Migliaia di docenti ogni anno si ritrovano assegnati a sedi lontane decine, talvolta centinaia di chilometri da casa. Ma per gli ATA il problema è amplificato da stipendi mediamente inferiori a quelli degli insegnanti e da minori possibilità di avanzamento.

Chi si trova nella fase di Aggiornamento Graduatorie ATA 24 Mesi: Cosa Sapere per il 2025/26 sa bene quanto il posizionamento in graduatoria possa determinare la distanza tra casa e posto di lavoro, con ricadute dirette sulla qualità della vita e, appunto, sul portafoglio.

Un segnale che interroga il sistema

Il gesto di Carandini ha un valore che va oltre i centocinquanta euro a persona. È un segnale di attenzione verso una categoria spesso invisibile nel dibattito pubblico sull'istruzione, dove i riflettori si accendono quasi esclusivamente sui docenti, sui concorsi e sulle riforme.

Gli assistenti amministrativi, i collaboratori scolastici, gli assistenti tecnici: sono loro a mandare avanti la macchina organizzativa degli istituti, eppure raramente il loro lavoro viene riconosciuto al di là dello stipendio contrattuale. Quando un dirigente decide di intervenire con risorse proprie, il messaggio implicito è chiaro: il sistema non riesce a garantire condizioni dignitose a chi ne fa parte.

Stando a quanto emerge dalla cronaca locale, l'iniziativa ha suscitato reazioni positive nella comunità scolastica di Valenza. Ma sarebbe riduttivo liquidarla come una bella storia. La domanda vera è un'altra: quanto può reggere un modello in cui la tenuta del sistema dipende dalla generosità individuale anziché da politiche strutturali?

Per il personale ATA che si affaccia ora al mondo della scuola, intanto, resta fondamentale conoscere i meccanismi di accesso e i propri diritti. L'Apertura delle Domande per le Graduatorie ATA 24 Mesi rappresenta uno snodo cruciale per chi punta a una stabilizzazione, consapevole però che la strada, in tutti i sensi, potrebbe essere lunga.

Pubblicato il: 17 aprile 2026 alle ore 13:59

Domande frequenti

Chi è il dirigente scolastico che ha deciso di pagare di tasca propria i fringe benefit al personale ATA pendolare?

Il dirigente scolastico è Maurizio Primo Carandini, preside a Valenza, in provincia di Alessandria, che ha scelto di riconoscere un contributo economico personale a quattro assistenti amministrativi pendolari.

A quanto ammonta il contributo economico offerto dal dirigente e a chi è destinato?

Il contributo è di cinquanta euro al mese per tre mesi, per un totale di centocinquanta euro a persona, ed è destinato a quattro assistenti amministrativi che risiedono fuori dal comune di Valenza e lavorano a tempo pieno.

Cosa sono i fringe benefit e come vengono applicati nella scuola?

I fringe benefit sono compensi aggiuntivi o in natura riconosciuti dal datore di lavoro ai dipendenti; nel settore privato sono comuni, mentre nella scuola pubblica la loro applicazione è ancora molto limitata a causa delle scarse risorse disponibili.

Quali sono le principali difficoltà economiche del personale ATA pendolare?

Il personale ATA percepisce stipendi tra i più bassi della pubblica amministrazione e deve spesso sostenere costi crescenti per la mobilità, soprattutto per il carburante, aggravati dall'assegnazione a sedi lontane dal luogo di residenza.

Qual è il significato più ampio del gesto del dirigente scolastico di Valenza?

Il gesto rappresenta un segnale di attenzione verso una categoria poco valorizzata e mette in evidenza i limiti del sistema scolastico, che non riesce a garantire condizioni lavorative dignitose senza dover contare sulla generosità individuale dei singoli dirigenti.

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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