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Staffetta generazionale nella legge Pmi: part-time per gli anziani, lavoro per i giovani. Ecco come funziona
Lavoro

Staffetta generazionale nella legge Pmi: part-time per gli anziani, lavoro per i giovani. Ecco come funziona

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Il Parlamento ha approvato la norma che consente ai lavoratori over 60 delle piccole imprese di ridurre l'orario con copertura figurativa, a patto che l'azienda assuma under 35. Un meccanismo valido due anni che potrebbe cambiare il ricambio generazionale

La staffetta generazionale entra nella legge Pmi

Se ne parlava da anni, quasi sempre come ipotesi relegata ai margini del dibattito previdenziale. Ora la staffetta generazionale è legge. Il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge annuale per le piccole e medie imprese, e tra le pieghe del provvedimento si nasconde una misura che potrebbe avere effetti significativi sul mercato del lavoro italiano: un meccanismo strutturato di ricambio generazionale nelle aziende con massimo 50 dipendenti.

L'idea è tanto semplice quanto ambiziosa. Il lavoratore anziano, prossimo alla pensione, riduce il proprio orario passando al part-time. In cambio, l'impresa assume un giovane. Lo Stato copre la differenza contributiva. Tutti guadagnano qualcosa — almeno sulla carta.

La novità arriva in un contesto in cui il sistema previdenziale italiano continua a essere oggetto di tensioni e aggiustamenti. Come emerso dal dibattito sulla Riforma Pensioni 2025: Incertezze sul Blocco dei Requisiti, trovare un equilibrio tra flessibilità in uscita e tenuta dei conti pubblici resta la sfida centrale per qualsiasi intervento legislativo in materia.

Come funziona il meccanismo: part-time e contribuzione figurativa

Il cuore della misura sta in un doppio incentivo, uno rivolto al lavoratore e l'altro all'impresa.

Il lavoratore anziano che sceglie la trasformazione del contratto da tempo pieno a tempo parziale non subisce penalizzazioni sul fronte pensionistico. I contributi previdenziali che normalmente verrebbero versati sulla parte di retribuzione "persa" con il passaggio al part-time vengono sostituiti da contribuzione figurativa a carico dello Stato. Tradotto: ai fini del calcolo della futura pensione, è come se il lavoratore continuasse a lavorare a tempo pieno.

Ma c'è di più. La quota di contributi pensionistici che l'azienda risparmia sul lavoratore anziano — grazie all'esenzione dei contributi — viene erogata direttamente in busta paga al lavoratore stesso. Un incentivo economico immediato, che rende il part-time pre-pensionamento meno oneroso per chi vi aderisce.

Per l'impresa, il vantaggio è duplice: riduce il costo del lavoro sul dipendente senior e beneficia degli incentivi legati all'assunzione di un giovane.

Chi può accedere e quali sono i requisiti

La platea dei potenziali beneficiari è circoscritta, ma non marginale. Stando a quanto emerge dal testo approvato:

  • Possono accedere i lavoratori dipendenti di aziende con un massimo di 50 dipendenti, quindi il tessuto connettivo dell'economia italiana — le Pmi che rappresentano oltre il 90% delle imprese attive nel Paese.
  • La trasformazione del contratto in part-time è su base volontaria: è il lavoratore a dover fare richiesta.
  • L'esenzione contributiva scatta a condizione che l'azienda proceda contestualmente all'assunzione di un lavoratore giovane.
  • Il meccanismo ha una durata biennale, configurandosi come una fase sperimentale.

Resta da chiarire — e i decreti attuativi saranno decisivi — quale soglia anagrafica o contributiva definisca il "lavoratore anziano" ai fini della norma, e quale fascia di età identifichi il "giovane" da assumere. I contorni operativi della misura, insomma, sono ancora da definire con precisione.

L'impatto sulle pensioni e il nodo della sostenibilità

La staffetta generazionale così concepita non è, tecnicamente, una forma di pensione anticipata. Il lavoratore non esce dal mercato del lavoro: ci resta, ma con un carico ridotto. Tuttavia, l'effetto pratico è quello di un accompagnamento graduale verso la quiescenza, un "ponte" che attenua l'impatto del passaggio dal lavoro alla pensione.

È un approccio diverso rispetto alle formule di uscita anticipata che hanno caratterizzato gli ultimi anni — da Quota 100 a Quota 103, fino ad Ape Sociale — e che, come documentato dall'analisi sulla Pensione Prima dei 60 Anni, Un'Era Che Volge al Termine: Il Drastico Calo dell'Accesso alla Quiescenza dopo la Riforma Pensioni 2025, hanno progressivamente ristretto la platea dei beneficiari.

Il ricorso alla contribuzione figurativa comporta un onere per le casse dello Stato. Quanto peserà dipenderà dal numero di adesioni, che a sua volta sarà influenzato dalla chiarezza dei decreti attuativi e dalla capacità delle Pmi di cogliere l'opportunità. Non è un dettaglio secondario: misure simili, in passato, hanno spesso sofferto di una scarsa adesione dovuta a complessità burocratiche eccessive.

Sul fronte più ampio della sostenibilità previdenziale, vale la pena ricordare che il Ministro Giorgetti ha più volte evocato la necessità di ripensare l'intero impianto della previdenza, puntando anche sulla revisione della previdenza complementare come leva per ridurre la pressione sul primo pilastro pubblico.

Due anni di sperimentazione: e poi?

La scelta di limitare la validità della misura a due anni è rivelatrice. Il legislatore ha optato per una fase sperimentale, evidentemente consapevole che il meccanismo va testato sul campo prima di eventualmente estenderlo o renderlo strutturale.

Due anni sono pochi per valutare gli effetti occupazionali profondi, ma sufficienti per capire se il modello regge. Se le adesioni saranno significative e il rapporto costi-benefici favorevole, la staffetta generazionale potrebbe diventare uno strumento permanente della politica del lavoro italiana.

La questione resta aperta anche per un settore specifico che guarda con attenzione a ogni novità previdenziale: la scuola. Il comparto dell'istruzione, con un'età media del personale tra le più alte d'Europa, potrebbe trarre beneficio da un meccanismo analogo, anche se l'attuale norma è calibrata sulle Pmi e non sul pubblico impiego. L'estensione al settore scolastico richiederebbe un intervento normativo ad hoc, ma il precedente ora esiste.

Quel che è certo è che, dopo anni di dibattito teorico, la staffetta generazionale ha smesso di essere un'ipotesi da convegno. È una legge dello Stato. Ora tocca ai decreti attuativi — e alle imprese — trasformarla in realtà.

Pubblicato il: 11 marzo 2026 alle ore 15:24

Domande frequenti

Cos'è la staffetta generazionale prevista dalla legge Pmi?

La staffetta generazionale è un meccanismo che permette ai lavoratori anziani delle Pmi di passare al part-time, mentre l'impresa assume un giovane. Lo Stato copre i contributi figurativi mancanti, consentendo al lavoratore di non subire penalizzazioni sulla futura pensione.

Chi può accedere alla staffetta generazionale e quali sono i requisiti?

Possono accedere i lavoratori dipendenti di aziende con un massimo di 50 dipendenti che scelgono volontariamente la trasformazione del contratto in part-time, a condizione che l'azienda assuma contestualmente un giovane. I dettagli su età e altri requisiti specifici saranno definiti dai decreti attuativi.

Quali sono i vantaggi per lavoratori e imprese che aderiscono alla misura?

Il lavoratore anziano mantiene il diritto alla pensione piena grazie alla contribuzione figurativa e riceve in busta paga la quota di contributi risparmiata dall'azienda. L'impresa, invece, riduce il costo del lavoro sul dipendente senior e beneficia degli incentivi per l'assunzione di giovani.

Questa misura avrà un impatto sulla sostenibilità del sistema pensionistico?

La misura comporta un onere per le casse dello Stato, legato al numero di adesioni e alla gestione della contribuzione figurativa. La sua sostenibilità dipenderà dalla partecipazione effettiva e dalla capacità di semplificare le procedure burocratiche.

Quanto durerà la sperimentazione della staffetta generazionale e cosa succederà dopo?

La misura è stata introdotta in via sperimentale per due anni. Al termine di questo periodo, saranno valutati gli effetti occupazionali e di sostenibilità per decidere se renderla permanente o modificarla.

La staffetta generazionale si applica anche al settore scolastico?

Attualmente la misura è destinata alle Pmi private e non al pubblico impiego, come il settore scolastico. Un'estensione alla scuola richiederebbe una normativa specifica, ma il precedente ora esiste.

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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