Loading...
Maturità 2026, cambia tutto: commissioni ridotte, colloquio su quattro materie e il ritorno della formazione scuola-lavoro. Tutte le informazioni utili
Editoriali

Maturità 2026, cambia tutto: commissioni ridotte, colloquio su quattro materie e il ritorno della formazione scuola-lavoro. Tutte le informazioni utili

L'esame di Stato del 2026 introduce novità profonde: nuova composizione delle commissioni, colloquio orale su quattro discipline scelte dal Ministero e il rilancio del legame tra scuola e mondo del lavoro.

Cosa cambia nell'esame di maturità 2026

Non è un semplice ritocco. La maturità 2026 ridisegna l'architettura dell'esame di Stato con interventi che toccano la struttura delle commissioni, il formato del colloquio orale e il peso attribuito alle esperienze maturate fuori dall'aula. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha pubblicato sul proprio portale il quadro completo delle novità, delineando un esame che intende verificare non solo conoscenze e abilità specifiche di ciascun indirizzo, ma anche il grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità degli studenti.

La riforma si inserisce in un contesto più ampio di ripensamento del rapporto tra formazione scolastica e mondo del lavoro, con l'obiettivo dichiarato di rendere l'esame finale un momento di orientamento concreto per le scelte post-diploma.

Il colloquio orale rinnovato: quattro discipline ministeriali

È forse la novità più visibile. A partire dalla maturità 2026, il colloquio orale non sarà più una prova a tutto campo sulle materie dell'ultimo anno, ma si concentrerà su quattro discipline individuate annualmente dal Ministero. Entro il mese di gennaio di ogni anno scolastico, il Ministero comunicherà:

  • le discipline oggetto della seconda prova scritta, scelte tra le materie caratterizzanti i percorsi di studio;
  • la disciplina oggetto di un'eventuale terza prova scritta, prevista per specifici indirizzi;
  • le quattro discipline del colloquio orale e le relative modalità organizzative.

Per gli istituti professionali continueranno ad applicarsi le disposizioni specifiche già vigenti.

Il colloquio mira a verificare l'apprendimento in ciascuna delle quattro discipline, la capacità di raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale. Non si tratta però di un'interrogazione tradizionale: la commissione terrà conto dell'impegno dimostrato in ambito scolastico, delle attività coerenti con il percorso di studio e di eventuali azioni particolarmente meritevoli, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.

Commissioni d'esame: cinque membri, formazione obbligatoria

Cambia in modo significativo anche la composizione delle commissioni. La riforma prevede una commissione ogni due classi, composta da cinque membri: un presidente esterno, due commissari esterni e due commissari interni. Si riduce quindi il numero complessivo dei componenti rispetto al modello precedente.

L'altra novità rilevante riguarda la preparazione dei commissari. La riforma introduce una formazione specifica obbligatoria per chi siede in commissione, un elemento che punta a garantire maggiore uniformità nei criteri di valutazione su tutto il territorio nazionale. È un aspetto che risponde a una critica ricorrente: la disparità di giudizio tra commissioni di regioni e istituti diversi.

Dai PCTO alla formazione scuola-lavoro

I percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento, noti con l'acronimo PCTO, cambiano nome. La nuova denominazione è "formazione scuola-lavoro", una scelta terminologica che vuole sottolineare la stretta relazione tra esperienza formativa e contesto professionale.

Non si tratta solo di un'etichetta diversa. La formazione scuola-lavoro assume un ruolo più rilevante nell'economia complessiva dell'esame: testimonia l'impegno dello studente in esperienze coerenti con il proprio percorso di studi e si connette direttamente alla funzione orientativa della nuova maturità. In sostanza, le ore svolte in azienda, ente pubblico o realtà del terzo settore diventano un elemento di valutazione più strutturato.

La funzione orientativa della nuova maturità

Uno dei pilastri concettuali della riforma è il superamento dell'idea di maturità come semplice verifica finale. L'esame di Stato 2026 assume esplicitamente una funzione orientativa: accompagna lo studente nelle scelte future, aiutandolo a valutare con maggiore consapevolezza se proseguire gli studi a livello universitario, nelle istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) o negli ITS Academy, oppure se intraprendere direttamente un percorso professionale.

Questa impostazione si riflette nella struttura stessa delle prove. Il colloquio, ad esempio, non è pensato solo per misurare quanto lo studente ha appreso, ma anche per far emergere inclinazioni, competenze trasversali e capacità di ragionamento autonomo. La formazione scuola-lavoro, con la sua nuova centralità, rientra pienamente in questa logica.

Valutazione e punteggio: le regole per l'integrazione

Il sistema di valutazione prevede una novità che premia l'eccellenza. Per i candidati che raggiungano almeno 90 punti complessivi tra credito scolastico e prove d'esame, la commissione può integrare il punteggio fino a un massimo di tre punti aggiuntivi. Si tratta di un meccanismo che consente di valorizzare percorsi particolarmente brillanti senza stravolgere la scala di valutazione.

Resta fermo il principio secondo cui l'esame è considerato valido solo se il candidato svolge regolarmente tutte le prove previste. Nessuna eccezione, nessuna scorciatoia.

Curriculum dello studente e competenze digitali

Il Curriculum dello studente diventa un elemento di valorizzazione specifico durante il colloquio orale. Questo documento, che raccoglie il percorso formativo, le esperienze extrascolastiche e le certificazioni acquisite, offre alla commissione un quadro più completo del candidato.

Tra le competenze che il nuovo esame intende verificare figurano anche quelle digitali e quelle maturate nell'ambito dell'educazione civica. È il segnale di un esame che guarda oltre le singole discipline, cercando di fotografare lo studente nella sua complessità.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

La maturità 2026 rappresenta un cambio di passo significativo per circa mezzo milione di studenti che ogni anno affrontano l'esame di Stato. Le scuole dovranno adeguare la programmazione didattica dell'ultimo anno, i docenti prepararsi alla nuova struttura del colloquio, gli studenti familiarizzare con un formato d'esame diverso da quello dei loro predecessori.

I punti fermi sono chiari: commissioni più snelle con cinque membri, colloquio orale su quattro discipline scelte dal Ministero entro gennaio, formazione scuola-lavoro come elemento qualificante del percorso, possibilità di integrazione del punteggio fino a tre punti per chi supera i 90 punti complessivi. Il Curriculum dello studente acquisisce peso reale nella valutazione. Resta da vedere come le singole scuole tradurranno queste indicazioni nella pratica quotidiana, e soprattutto quale sarà l'impatto concreto sulla preparazione degli studenti che, a partire dall'anno scolastico 2025-2026, si troveranno di fronte a un esame profondamente rinnovato.

Pubblicato il: 28 marzo 2026 alle ore 12:16

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

Articoli Correlati