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I giovani reinventano il club del libro: silent, retreat e club tematici
Editoriali

I giovani reinventano il club del libro: silent, retreat e club tematici

Disponibile in formato audio

Gen Z (21%) e Millennial (29%) sono nei club del libro. Silent book club, reading retreat, club tematici: i nuovi format che cambiano la lettura.

Indice: In breve | Il club del libro non è più quello di una volta | Il dato che sorprende: Gen Z e Millennial nei club del libro | Silent book club: leggere insieme in silenzio | Reading retreat: un weekend senza schermo | Club tematici: quando il genere diventa comunità | Errori comuni nel leggere questo fenomeno | Domande frequenti

Per anni l'immagine del club del libro ha evocato un salotto borghese, qualche bottiglia di vino rosso e lettori d'età avanzata intenti a discutere di classici. Oggi quell'immagine è superata dai dati: il 21% della Gen Z e il 29% dei Millennial dichiara di far parte di un club del libro. Per generazioni cresciute con lo scroll infinito, non è una cifra trascurabile.

In breve

  • Il 21% della Gen Z e il 29% dei Millennial appartiene a un club del libro, secondo il Generational Reading Survey di Library Journal
  • La lettura ricreativa registra un calo strutturale da vent'anni: nel 2022 solo il 39,3% degli italiani ha letto almeno un libro per piacere (ISTAT)
  • Gli eventi di silent book club sono cresciuti del 223% su Eventbrite nel 2024 e del 460% nel Regno Unito nel 2025
  • Le ricerche Pinterest legate al "reading retreat" sono aumentate del 265%
  • I club tematici, da fantasy a saggistica, attirano lettori con una forte identità di genere

Il club del libro non è più quello di una volta

L'immagine classica del gruppo di lettura ha resistito a lungo nell'immaginario collettivo: qualcuno propone un libro, ci si ritrova una volta al mese a casa di qualcuno, si scambiano qualche opinione e poi si saluta. Quel modello non è sparito, ma non è più l'unico. Le giovani generazioni hanno reimpostato le coordinate del club del libro giovani: il luogo cambia (bar, librerie, parchi), il formato cambia (silenzio collettivo o tematismo di genere), e cambia anche la motivazione. Non solo amore per i libri, ma ricerca di comunità fisica in un'epoca di relazioni sempre più mediate dagli schermi.

Il dato che sorprende: Gen Z e Millennial nei club del libro

Secondo il Generational Reading Survey di Library Journal, il 29% dei Millennial partecipa a un club del libro, in persona o online. Per la Gen Z la percentuale scende al 21%, comunque significativa se confrontata con il declino della lettura ricreativa. In Italia, secondo i dati ISTAT su cultura e tempo libero, nel 2022 solo il 39,3% della popolazione dai sei anni in su ha letto almeno un libro per piacere nel corso dell'anno, il dato più basso degli ultimi venticinque anni. I lettori deboli, cioè chi legge da uno a tre libri l'anno, sono in calo costante da due decenni. Eppure una parte consistente dei giovani non solo legge, ma sceglie di farlo in gruppo. Il club del libro è diventato anche un dispositivo di socialità: un modo per ritrovare un contatto reale con persone che condividono un interesse, lontano dalla mediazione algoritmica dei social network.

Silent book club: leggere insieme in silenzio

Il silent book club ribalta la logica del club tradizionale: ci si trova in un bar, in una libreria o in un locale, ognuno porta il libro che preferisce, e si legge in silenzio per circa un'ora. Nessuna discussione obbligatoria, nessun testo imposto, nessuna performance da lettore informato. Chi vuole, alla fine, socializza. Nel 2024, gli eventi di silent book club su Eventbrite sono cresciuti del 223% negli Stati Uniti. Nel Regno Unito, tra il 2024 e il 2025, la crescita è stata del 460%, secondo un rapporto BBC. Il format risponde a un bisogno preciso: condividere uno spazio di concentrazione in un'epoca in cui l'attenzione è diventata una risorsa scarsa. Leggere da soli, ma non in solitudine.

Reading retreat: un weekend senza schermo

Il reading retreat è l'evoluzione del silent book club su scala di weekend: si organizza un soggiorno di due o tre giorni fuori città, senza telefono, con tempo strutturato per leggere, conversare sui libri, fare yoga o passeggiate. Secondo dati raccolti da Pinterest, le ricerche legate al "reading retreat" sono aumentate del 265% negli ultimi due anni. La domanda viene principalmente da Millennial che cercano una forma di vacanza alternativa, lontana dai ritmi del turismo tradizionale. Il reading retreat funziona come digital detox ma ha anche una componente comunitaria forte: si condivide il tempo, la quiete, e spesso ci si scambiano consigli di lettura. Diversi resort e agriturismi hanno iniziato a strutturare pacchetti dedicati, segno che il fenomeno ha raggiunto una massa critica sufficiente per diventare un'offerta di mercato.

Club tematici: quando il genere diventa comunità

Il terzo filone è quello dei club tematici, che raccolgono lettori attorno a un genere preciso: fantasy, romance, mystery, saggistica, horror, fumetto. La specificità è un vantaggio strutturale: chi partecipa sa già di trovarsi con persone che condividono un gusto, e la discussione diventa più densa perché parte da premesse comuni. I club fantasy, in particolare, sono cresciuti anche grazie all'ecosistema BookTok, il segmento di TikTok dedicato ai libri. Titoli come quelli di Brandon Sanderson o Sarah J. Maas hanno costruito comunità di lettura globali che poi si organizzano anche localmente. Il club tematico permette di esplorare un genere in profondità: non si legge un libro isolato, ma si segue un autore nel tempo, un sottogenere, una serie.

Errori comuni nel leggere questo fenomeno

Confondere il fenomeno con una moda passeggera. I dati mostrano una tendenza strutturale, non un trend effimero. Il silent book club esiste dal 2012, i club tematici fantasy hanno radici ancora più lontane. L'aumento di partecipazione giovanile risponde a un bisogno di socialità fisica che non si esaurirà con il prossimo ciclo di tendenze sui social.

Pensare che i giovani leggano solo titoli consigliati dai social. BookTok e Bookstagram hanno un ruolo nella scoperta dei titoli, ma non determinano l'intera mappa dei gusti. Il 38% della Gen Z dichiara di acquistare libri su suggerimento di influencer, ma una percentuale rilevante frequenta i club di lettura anche per esplorare titoli fuori dai circuiti social-driven. La lettura partecipativa a scuola mostra che il bisogno di leggere insieme e di discutere i testi ha radici profonde anche nel percorso scolastico.

Sottovalutare il bisogno di concentrazione come motore del fenomeno. Il silent book club e il reading retreat non esistono nonostante la saturazione digitale: esistono proprio a causa di essa. Chi vi partecipa non cerca solo un libro da leggere, ma un contesto che renda possibile la concentrazione prolungata senza interruzioni. L'ambiente protetto dal telefono è parte integrante dell'offerta.

Ridurre il club del libro a una pratica educativa. L'aumento di partecipazione tra i giovani non è guidato da obiettivi didattici, ma dal piacere e dalla socialità. Trattarlo come uno strumento pedagogico rischia di snaturarne l'attrattiva principale: la scelta libera, il passo personale, la conversazione orizzontale tra pari.

Domande frequenti

Cos'è un silent book club?

Un silent book club è un incontro pubblico in cui i partecipanti si ritrovano in un bar, una libreria o uno spazio condiviso e leggono in silenzio, ognuno il proprio libro, per circa un'ora. Alla fine, in modo del tutto facoltativo, è possibile socializzare con gli altri presenti. Non c'è un testo imposto né una discussione obbligatoria: il formato valorizza la lettura come atto individuale vissuto in compagnia.

Come funziona un reading retreat?

Un reading retreat è un soggiorno di due o tre giorni in una location fuori città, organizzato attorno alla lettura. Il programma include sessioni di lettura silenziosa, momenti di discussione facoltativi e spesso attività complementari come passeggiate o yoga. I telefoni vengono scoraggiati o esclusi. Alcune strutture offrono pacchetti all-inclusive; altri reading retreat sono organizzati in modo informale da gruppi di amici.

I club tematici sono accessibili a chi non legge molto?

Sì. Molti club tematici non richiedono che si abbia letto l'intero libro prima dell'incontro. L'obiettivo non è la verifica della lettura, ma la condivisione di un gusto. Chi inizia a frequentare un club fantasy o mystery spesso riprende il ritmo di lettura proprio grazie alla motivazione di avere qualcosa da portare alla discussione. La comunità diventa un incentivo, non un esame.

La Gen Z legge meno rispetto alle generazioni precedenti?

I dati non confermano questa narrativa in modo univoco. Secondo il Generational Reading Survey di Library Journal, la Gen Z e i Millennial leggono in media tra 3,5 e 4,5 libri l'anno, con una preferenza marcata per il formato cartaceo. L'aspetto che cambia non è la quantità assoluta di lettura, ma il contesto: le giovani generazioni cercano format che integrino socialità e concentrazione, lontani dal modello solitario associato alle generazioni precedenti. I numeri sui club del libro giovanili raccontano qualcosa di più di un semplice cambio di format: mostrano che le nuove generazioni non hanno smesso di leggere, ma hanno ridefinito le condizioni in cui la lettura ha senso per loro. Che si tratti di un'ora silenziosa in un bar affollato o di un weekend senza notifiche, il filo comune è la scelta di proteggere l'attenzione. Per chi lavora sulla lettura ad alta voce in classe come pratica didattica, questi dati offrono un punto di partenza concreto: i ragazzi non hanno perso l'amore per i libri, hanno solo smesso di accettare i formati che non parlano loro.

Pubblicato il: 5 maggio 2026 alle ore 06:03

Tamara Mancini

Articolo creato da

Tamara Mancini

Laureata in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito una laurea triennale in Storia e Relazioni Internazionali e una laurea magistrale in Islamistica e Mediazione Interculturale. È autrice, copywriter ed editor. La formazione umanistica ha contribuito a sviluppare il suo interesse per la scrittura, l’analisi dei testi e la divulgazione, competenze che oggi applica nel lavoro giornalistico e nella produzione di contenuti. Il suo percorso di studi si è concentrato sulle dinamiche culturali, sui processi migratori e sul dialogo tra società e religioni, con particolare attenzione alla comunicazione e alla mediazione. Da circa dieci anni lavora nel campo della scrittura professionale e dell’editoria digitale. Scrive su giornali e testate online occupandosi di informazione e approfondimento. Ha collaborato anche con realtà radiofoniche come speaker, occupandosi inoltre della produzione di contenuti per la programmazione. Nel tempo ha realizzato articoli e contenuti divulgativi destinati al web, collaborando con progetti editoriali e diverse realtà. Parallelamente si occupa di editing e revisione testi, affiancando redazioni e autori nella costruzione di contenuti solidi dal punto di vista editoriale. È autrice di un libro e appassionata di editoria, storia e divulgazione. Su EduNews24.it scrive articoli dedicati ad istruzione, formazione, cultura e cambiamenti sociali, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per comprendere la realtà contemporanea.

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