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Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028: l'annuncio del Ministro Giuli
Cultura

Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028: l'annuncio del Ministro Giuli

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La giuria ha premiato la solidità del dossier di candidatura della città marchigiana, che riceverà un contributo di un milione di euro per le iniziative culturali

Ancona Capitale della Cultura 2028: l'annuncio al Collegio Romano

Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028. L'annuncio è arrivato oggi, mercoledì 18 marzo 2026, dalla sede storica del Collegio Romano, dove il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha reso nota la decisione della Giuria di selezione. Una notizia attesa da settimane, che premia la città marchigiana al termine di un percorso di candidatura lungo e articolato.

Giuli ha espresso le proprie congratulazioni ad Ancona, sottolineando come il progetto presentato rappresenti una visione ambiziosa e al tempo stesso concreta per la valorizzazione del patrimonio culturale del territorio. Poche parole, ma significative, che confermano il peso istituzionale di un riconoscimento ormai consolidato nel panorama delle politiche culturali italiane.

Il dossier vincente e il giudizio della Giuria

Stando a quanto emerge dalle motivazioni della Giuria, il dossier di candidatura di Ancona si è distinto per la qualità complessiva della proposta. I commissari hanno giudicato il progetto solido e coerente con gli obiettivi di valorizzazione culturale previsti dal bando, apprezzandone in particolare la capacità di intrecciare le specificità identitarie della città adriatica con una programmazione di respiro nazionale.

Non si tratta di un riconoscimento scontato. La competizione per il titolo di Capitale italiana della Cultura — istituita con l'articolo 7 del decreto-legge n. 83/2014 e successivamente regolamentata dal Ministero della Cultura — coinvolge ogni anno decine di comuni che presentano progetti di sviluppo culturale. La selezione passa attraverso una fase di preselezione e una fase finale con audizioni pubbliche, e la Giuria opera sulla base di criteri stringenti: innovazione, sostenibilità, coinvolgimento della comunità locale, capacità di attrarre flussi turistici qualificati.

Ancona, evidentemente, ha saputo rispondere a ciascuno di questi requisiti con una proposta che ha convinto su tutta la linea.

Un milione di euro per il programma culturale

Come previsto dalla normativa vigente, alla città designata viene assegnato un contributo di un milione di euro, destinato a finanziare le iniziative culturali previste nel progetto. Si tratta di risorse che, per quanto non enormi in termini assoluti, rappresentano un volano significativo: l'esperienza delle passate edizioni dimostra che il titolo genera un effetto moltiplicatore sugli investimenti pubblici e privati, oltre a garantire una visibilità mediatica di primo piano.

Per Ancona — città che vanta un patrimonio storico e archeologico spesso sottovalutato rispetto ad altre capitali culturali italiane — l'occasione è duplice. Da un lato, la possibilità di rilanciare l'offerta culturale con eventi, mostre, rassegne e progetti di rigenerazione urbana. Dall'altro, la chance di riposizionarsi nel circuito del turismo culturale italiano, troppo spesso dominato dalle solite grandi destinazioni.

Il programma dettagliato delle iniziative verrà definito nei prossimi mesi, ma le premesse contenute nel dossier lasciano intravedere un anno ricco di appuntamenti capaci di coinvolgere non solo il capoluogo marchigiano, ma l'intero territorio circostante.

Il testimone da Pordenone ad Ancona

Ancona raccoglierà il testimone da Pordenone, che nel 2027 ricoprirà il ruolo di Capitale Italiana della Cultura. Anche in quel caso la designazione aveva suscitato grande entusiasmo istituzionale e cittadino, come testimoniato dalle dichiarazioni del Sindaco di Pordenone all'indomani dell'annuncio.

La continuità del progetto — che dal 2015 ad oggi ha attraversato l'Italia da Nord a Sud, toccando realtà molto diverse tra loro — conferma la vitalità di uno strumento che, pur con tutti i suoi limiti di budget, ha il merito di accendere i riflettori su città che altrimenti resterebbero ai margini del dibattito culturale nazionale. Per Ancona, ora, inizia il lavoro vero: trasformare un dossier vincente in un anno di cultura vissuta.

Pubblicato il: 18 marzo 2026 alle ore 16:26

Domande frequenti

Perché Ancona è stata scelta come Capitale italiana della Cultura 2028?

Ancona è stata selezionata per la qualità del dossier presentato, che ha saputo intrecciare le specificità identitarie della città con una programmazione culturale di respiro nazionale, rispondendo in modo convincente ai criteri di innovazione, sostenibilità e coinvolgimento della comunità.

Quali sono i vantaggi per Ancona derivanti da questo riconoscimento?

Ancona riceverà un milione di euro per finanziare il programma culturale e potrà contare su maggiore visibilità mediatica e un effetto moltiplicatore sugli investimenti pubblici e privati, favorendo lo sviluppo culturale e turistico del territorio.

In cosa consiste il programma culturale previsto ad Ancona?

Il programma culturale comprenderà eventi, mostre, rassegne e progetti di rigenerazione urbana, coinvolgendo non solo il capoluogo ma anche il territorio circostante; il dettaglio delle iniziative sarà definito nei prossimi mesi.

Come avviene la selezione della Capitale italiana della Cultura?

La selezione prevede una fase di preselezione, una fase finale con audizioni pubbliche e il giudizio di una Giuria che valuta i progetti sulla base di criteri come innovazione, sostenibilità e capacità di attrarre turismo qualificato.

Cosa succede ora che Ancona ha ottenuto il titolo?

Ancona dovrà trasformare il dossier vincente in un anno ricco di attività culturali, lavorando per coinvolgere cittadini e istituzioni e consolidare la propria posizione nel panorama culturale e turistico italiano.

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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