Burnout: il gioco da tavolo che trasforma stress da lavoro e vita in ufficio in una partita
Il gioco da tavolo "Burnout", lanciato nel 2026 da Laughing Sticks su Kickstarter, rappresenta una metafora potente e autobiografica del mondo del lavoro contemporaneo e del fenomeno del burnout. Creato da due ex impiegati, Jannis Lim e Suren Rastogi, il gioco sfida i partecipanti a gestire produttività e benessere mentale, simulando le scelte difficili e le pressioni della vita d'ufficio. La rapida riuscita della campagna Kickstarter, con l'obiettivo raggiunto in dieci minuti, testimonia un vasto pubblico pronto a riconoscersi nelle dinamiche rappresentate. Il burnout è ormai riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come un fenomeno occupazionale rilevante, caratterizzato da esaurimento energetico, distacco mentale e calo di efficacia lavorativa, nonché da un impatto profondo sulla salute mentale. Le statistiche globali evidenziano che solo una minoranza di lavoratori si sente pienamente coinvolta, con le giovani generazioni particolarmente colpite da iperconnessione e pressioni crescenti. In questo contesto, "Burnout" si inserisce in una tradizione di giochi e narrazioni ludiche che affrontano tematiche legate allo stress e all'alienazione, rivolgendosi però a un pubblico di lavoratori più che di gamer tradizionali. Il gioco usa l'umorismo e la simulazione per elaborare e condividere l'esperienza di stress lavorativo, creando uno spazio di riconoscimento collettivo. Rappresenta anche un monito contro gli errori comuni di sottovalutazione, come considerare il burnout una semplice stanchezza o pensare che interessi solo gli amanti dei giochi. Riconoscere il burnout come problema sistemico e non individuale diventa cruciale, così come l'importanza di dialogare e intervenire attivamente sia a livello personale che organizzativo per prevenire questa «epidemia silenziosa».