Il 26 maggio 2026, alle ore 11:00, si svolge all'ARAN il secondo incontro sulla parte normativa del contratto scuola (CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027). Il primo si era tenuto il 12 maggio. La parte economica è già stata siglata il 1° aprile con un aumento medio del 6%: adesso il tavolo si sposta sulle regole che disciplinano lavoro, carriera e tutele di docenti, ATA e dirigenti.
Quanto vale il +6% firmato ad aprile
L'aumento medio di 143 euro lordi mensili per i docenti equivale a circa 85 euro netti al mese, applicando l'aliquota media del comparto. Sul triennio 2025-2027 il contratto porta fino a 416 euro lordi complessivi. Per il 2025 sono stati stanziati arretrati una tantum tra 800 e 1.200 euro lordi, in base a categoria e anzianità di servizio.
Per il personale ATA l'aumento medio si ferma a 104 euro lordi mensili. Nella trattativa del 1° aprile sono stati destinati 20 milioni di risorse aggiuntive per ATA e DSGA, cifra che i sindacati giudicano insufficiente. UIL Scuola ha ricordato che la figura degli operatori scolastici "esiste ancora solo sulla carta": un nodo normativo atteso nella parte contrattuale in discussione. La questione si intreccia con le graduatorie di terza fascia ATA: aggiornamenti e scadenze.
Il divario con l'inflazione
Il +6% arriva dopo anni di blocco salariale. Dal 2019 al 2025 i prezzi al consumo sono cresciuti del 23%, secondo i dati ISTAT. Gli aumenti del comparto scuola nel medesimo periodo, inclusi i rinnovi 2022-2024 e il triennio 2025-2027, coprono circa il 13%: un gap di circa 10 punti percentuali che nessuno dei due contratti, da solo, avrebbe potuto colmare.
Secondo Anief, anche sommando entrambi i rinnovi recenti, lo stipendio reale del personale scolastico resta indietro tra il 5% e l'8% rispetto all'inflazione accumulata. Un docente di ruolo all'avvio di carriera percepisce circa 23.700 euro lordi annui dopo l'aumento: in potere d'acquisto reale, il valore è inferiore ai livelli del 2019.
Il nodo del 2013 ancora irrisolto
Il punto che divide di più i sindacati è il recupero degli incrementi del 2013. In quell'anno gli scatti contrattuali previsti non furono applicati per i tagli al Fondo Missioni, e il divario retributivo accumulato non è mai stato recuperato. Marcello D'Aprile (UIL Scuola) lo ha definito "un furto al personale del pubblico impiego". Vito Carlo Castellana (Gilda) ha proposto il ritorno agli scatti biennali con un fondo dedicato a colmare la differenza con le altre categorie della PA a parità di titolo.
Questo punto non è stato incluso nella parte economica già firmata e resta uno degli obiettivi centrali della trattativa normativa. La pressione sindacale si era già manifestata con il sciopero nazionale del 7 maggio 2026 dei Cobas scuola, che aveva tra le motivazioni il mancato recupero salariale e le condizioni di lavoro del comparto.
Contratto scuola parte normativa: i temi del 26 maggio
Oltre al 2013, l'agenda copre diversi temi aperti: l'introduzione dei buoni pasto nel contratto (assenti per molte categorie), le tutele per il personale vittima di violenze nelle scuole, le regole sulle sanzioni disciplinari con la proposta di Gilda di un organismo terzo autonomo rispetto al dirigente scolastico, la progressione di carriera e l'ipotesi di una contrattazione separata per valorizzare docenti e ATA. L'ARAN ha dichiarato l'intenzione di chiudere la parte normativa entro fine 2026.
I sindacati hanno espresso riserve sulla modalità a distanza proposta dall'ARAN per gli incontri tematici, ritenendo che i temi più complessi richiedano confronto in presenza. Tra le questioni monitorate anche il fronte della mobilitazione del 7 maggio contro INVALSI e indicazioni nazionali. D'Aprile stima che entro fine 2026 ci siano le condizioni per chiudere: se il calendario viene rispettato, il contratto completo 2025-2027 potrebbe essere definitivo prima dell'anno scolastico 2027/2028.
Domande frequenti
Quali sono le principali novità economiche del rinnovo CCNL scuola 2025-2027?
La parte economica prevede un aumento medio del 6%, corrispondente a circa 143 euro lordi mensili per i docenti e 104 euro per il personale ATA. Sono inoltre previsti arretrati una tantum tra 800 e 1.200 euro lordi per il 2025, in base alla categoria e all’anzianità.
Cosa significa il nodo del 2013 nel contesto del contratto scuola?
Il nodo del 2013 riguarda il mancato riconoscimento degli scatti contrattuali di quell’anno a causa dei tagli al Fondo Missioni. Il recupero di queste somme resta una delle principali richieste sindacali e sarà discusso nella parte normativa della trattativa.
Quali tematiche saranno affrontate nella parte normativa del contratto dal 26 maggio?
L’agenda include il recupero del 2013, l’introduzione dei buoni pasto, le tutele contro le violenze, nuove regole sulle sanzioni disciplinari, la progressione di carriera e la possibilità di una contrattazione separata per docenti e ATA.
Quanto coprono gli aumenti contrattuali rispetto all’inflazione?
Dal 2019 al 2025 i prezzi sono cresciuti del 23%, mentre gli aumenti salariali complessivi coprono solo il 13%, lasciando un gap di circa 10 punti percentuali. Anche sommando i due rinnovi recenti, il potere d’acquisto reale resta inferiore rispetto al 2019.
Quando si prevede la firma definitiva del contratto scuola 2025-2027?
L’obiettivo dichiarato è chiudere la parte normativa entro la fine del 2026. Se il calendario degli incontri sarà rispettato, il contratto completo potrebbe essere definitivo prima dell’anno scolastico 2027/2028.
Quali sono le principali criticità sollevate dai sindacati nella trattativa?
I sindacati lamentano risorse insufficienti per il personale ATA e DSGA, la mancata soluzione del nodo 2013 e criticano la proposta di svolgere gli incontri più complessi a distanza, chiedendo invece il confronto in presenza per i temi più delicati.