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WhatsApp nell’occhio del ciclone: Canali sopra i 50 milioni di utenti e l’Unione Europea prepara la stretta con il Digital Services Act
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WhatsApp nell’occhio del ciclone: Canali sopra i 50 milioni di utenti e l’Unione Europea prepara la stretta con il Digital Services Act

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La crescita dei Canali WhatsApp porta la piattaforma sotto la lente della Commissione Europea, che valuta l’applicazione delle norme più stringenti del Digital Services Act – cosa cambierà per utenti e Meta

WhatsApp nell’occhio del ciclone: Canali sopra i 50 milioni di utenti e l’UE prepara la stretta con il Digital Services Act

Indice dei paragrafi

  • Introduzione: l’accelerazione di WhatsApp nell’Unione Europea
  • Il Digital Services Act e la soglia cruciale dei 45 milioni di utenti
  • I Canali WhatsApp: numeri record e nuova centralità in Europa
  • Che cosa significa diventare una "VLOP" secondo l’UE
  • Le nuove regole per le grandi piattaforme online
  • Le possibili sanzioni e i rischi per Meta
  • Come cambia la moderazione dei contenuti su WhatsApp
  • Verso una maggiore trasparenza degli algoritmi
  • Impatti su privacy e sicurezza degli utenti europei
  • La posizione della Commissione Europea e le prossime tappe
  • Risposta di Meta: sfide e strategie future
  • Conclusioni: verso un ecosistema digitale europeo più sicuro e responsabile

Introduzione: l’accelerazione di WhatsApp nell’Unione Europea

Negli ultimi mesi, WhatsApp ha registrato una vera e propria impennata di popolarità grazie soprattutto ai suoi "Canali", una funzionalità che consente la trasmissione di messaggi e contenuti a un vasto pubblico. Secondo gli ultimi dati, la piattaforma ha raggiunto i 51,7 milioni di utenti attivi mensili nell’Unione Europea nei primi sei mesi del 2025, superando così ampiamente la soglia cruciale dei 45 milioni di utenti fissata dall’Unione Europea.

Questa crescita esponenziale ha portato Bruxelles a puntare i riflettori su WhatsApp, valutando la possibilità di designare il servizio come Very Large Online Platform (VLOP), secondo le rigide disposizioni previste dal Digital Services Act (DSA). Quali conseguenze potrebbe avere questa decisione, sia per Meta – il colosso tecnologico proprietario di WhatsApp – sia per i cittadini e le imprese che utilizzano il servizio ogni giorno? Questa inchiesta analizza i dettagli della normativa, le motivazioni della Commissione Europea e gli impatti concreti della potenziale stretta regolatoria.

Il Digital Services Act e la soglia cruciale dei 45 milioni di utenti

Il Digital Services Act rappresenta la nuova frontiera della regolamentazione digitale in Europa. Varato ufficialmente dalla Commissione Europea come pilastro della strategia per uno spazio digitale più sicuro, trasparente e responsabile, il DSA introduce una serie di obblighi differenziati in base alla taglia e all’impatto delle piattaforme online.

Tra i criteri chiave vi è quello del numero di utenti mensili: se una piattaforma supera la soglia dei 45 milioni di utenti attivi mensili (pari circa al 10% della popolazione UE), viene automaticamente considerata tra le Very Large Online Platforms (VLOP). Questo status comporta l’applicazione di regole e controlli molto più severi rispetto a quelli previsti per i servizi digitali di minori dimensioni.

La crescita vertiginosa dei Canali WhatsApp oltre il limite stabilito diventa quindi un punto di svolta negli equilibri della regolamentazione europea.

I Canali WhatsApp: numeri record e nuova centralità in Europa

Introdotti come risposta alla crescente domanda di canali di comunicazione one-to-many, i Canali WhatsApp hanno trovato terreno fertile soprattutto in Europa. In pochi mesi, la funzionalità ha visto una crescita record, raggiungendo 51,7 milioni di utenti attivi e diventando uno dei servizi più utilizzati per l’informazione, la promozione e la condivisione di contenuti in tempo reale.

I dati ufficiali, confermati da fonti interne a Meta, raccontano di numeri superiori anche rispetto a piattaforme storiche come Twitter/X – oggi sempre più marginalizzate nei paesi UE – e una propensione crescente da parte di media, enti pubblici, aziende e influencer ad utilizzare questo strumento come canale diretto di contatto con le proprie community.

Tale successo, però, non è passato inosservato a Bruxelles, che ha subito acceso l’allerta per la necessità di sorvegliare la diffusione di fake news, la moderazione dei contenuti e la tutela dei dati personali.

Che cosa significa diventare una "VLOP" secondo l’UE

Se la Commissione Europea deciderà ufficialmente di designare WhatsApp come VLOP, per la piattaforma scatteranno una serie di obblighi specifici previsti dal Digital Services Act. In sintesi, diventare una Very Large Online Platform significa essere sottoposti a:

  • Controlli periodici delle strategie di mitigazione dei rischi
  • Procedure più trasparenti nella moderazione e nella rimozione dei contenuti
  • Obblighi di trasparenza sugli algoritmi e le logiche di raccomandazione
  • Collaborazione attiva con le autorità di regolamentazione nazionali e comunitarie
  • Maggior rendicontazione su come vengono gestiti i dati personali
  • Processi più rigorosi per combattere la disinformazione, i discorsi d’odio e i contenuti illegali

Non rispettare questi obblighi può comportare sanzioni multimiliardarie, fra le più alte mai previste in Europa per i giganti del digitale.

Le nuove regole per le grandi piattaforme online

La ratio del Digital Services Act è quella di assicurare che i cittadini europei abbiano accesso a servizi digitali più trasparenti, sicuri e liberi da contenuti dannosi. Nel dettaglio, le regole per le piattaforme come WhatsApp VLOP prevedono:

  1. Obbligo di valutazione dei rischi: le piattaforme devono identificare e mitigare i rischi sistemici, inclusa la diffusione di contenuti illegali o dannosi.
  2. Maggiore collaborazione con le autorità: piattaforme e regolatori devono lavorare insieme per risolvere tempestivamente situazioni di crisi o emergenze informative.
  3. Accesso agli algoritmi: la Commissione e gli enti di supervisione possono chiedere informazioni dettagliate sugli algoritmi che determinano la visibilità dei contenuti.
  4. Tracciabilità degli inserzionisti: per combattere la disinformazione a fini commerciali e politici, chi fa pubblicità dovrà essere sempre tracciabile.
  5. Report annuali di trasparenza: le VLOP dovranno fornire regolarmente rapporti completi su contenuti rimossi, segnalazioni, azioni correttive intraprese e rischi rilevati.

Queste misure rappresentano una rivoluzione per la governance delle piattaforme digitali in Europa.

Le possibili sanzioni e i rischi per Meta

Il mancato rispetto delle norme del Digital Services Act comporterà per le piattaforme conseguenze economiche molto rilevanti. In particolare, la Commissione Europea potrà applicare sanzioni fino al 6% del fatturato annuo mondiale di Meta per ciascuna violazione grave e sistematica.

Si stima che, nel caso peggiore, le multe potrebbero raggiungere cifre da capogiro. Oltre alle sanzioni pecuniarie, sono previsti anche:

  • Obblighi di immediata rettifica delle pratiche scorrette
  • Limitazione temporanea delle attività sul territorio europeo
  • Nel caso di violazioni persistenti, la possibilità di bloccare alcuni servizi

Tali rischi sono presi molto sul serio dagli analisti finanziari, che valutano l’evoluzione normativa come un nodo cruciale per il futuro delle strategie europee di Meta.

Come cambia la moderazione dei contenuti su WhatsApp

Uno degli aspetti centrali della nuova regolamentazione riguarda lo sviluppo di sistemi di moderazione più avanzati. A differenza delle tradizionali chat private, i Canali WhatsApp operano in modalità broadcast, rendendo particolarmente complesso monitorare la qualità e la legalità dei contenuti condivisi.

Il DSA chiede alle VLOP di:

  • Implementare strumenti automatici di rilevazione e cancellazione dei contenuti illegali
  • Potenziare il servizio di segnalazione per gli utenti
  • Fornire meccanismi di appello trasparenti per chi si vede rimuovere un contenuto
  • Attivare una collaborazione strutturata con fact-checker, organismi di mediazione e autorità di polizia

Questo obbliga Meta a ripensare l’intera architettura della gestione dei contenuti per garantire maggiore sicurezza per gli utenti e protezione da abusi (discorso d’odio, disinformazione, contrabbando digitale).

Verso una maggiore trasparenza degli algoritmi

Un’altra rivoluzione imposta dal DSA riguarda la trasparenza algoritmica. Fino a oggi, società come Meta hanno mantenuto grande riserbo sulle logiche che regolano la scelta, l’ordine e la visibilità dei contenuti all’interno delle proprie piattaforme.

Ora WhatsApp, una volta VLOP, dovrà spiegare in modo chiaro agli utenti e ai regolatori:

  • Come funzionano i sistemi di raccomandazione dei Canali
  • Che criteri vengono utilizzati per filtrare, promuovere o penalizzare i contenuti
  • Quali sono i fattori che influenzano la viralità di messaggi e news

Questa maggiore chiarezza intende prevenire distorsioni nella formazione dell’opinione pubblica e garantire una concorrenza leale tra fornitori di servizi digitali.

Impatti su privacy e sicurezza degli utenti europei

Il tema della privacy resta fondamentale. WhatsApp è storicamente noto per l’adozione della cifratura end-to-end nelle chat, ma la presenza dei Canali introduce nuove criticità legate:

  • Alla raccolta e all’analisi dei dati a fini di targetizzazione pubblicitaria
  • Alla protezione delle informazioni personali degli amministratori dei canali
  • Al rischio che gli algoritmi favoriscano l’esposizione involontaria di dati sensibili

Il Digital Services Act chiede dunque a Meta una rendicontazione ancora più rigorosa, con audit periodici sull’efficacia delle misure di tutela e un rafforzamento dei canali di assistenza agli utenti in materia di data breach e segnalazione degli abusi.

La posizione della Commissione Europea e le prossime tappe

La Commissione Europea ha già avviato le procedure di valutazione su WhatsApp, e secondo fonti di Bruxelles, l’ufficializzazione dello status di VLOP per la piattaforma potrebbe arrivare nel primo semestre del 2026.

Le istituzioni comunitarie sottolineano che non si tratta di una "crociata contro Meta", ma dell’applicazione uniforme delle regole UE per tutte le grandi piattaforme digitali. Nelle prossime settimane sono previsti incontri tecnici tra Meta e membri delle DG CONNECT e DG Competition, con il coinvolgimento delle autorità di protezione dati dei principali paesi membri.

Risposta di Meta: sfide e strategie future

Da parte sua, Meta sottolinea di voler rispettare le normative europee, pur evidenziando la complessità di implementare alcune delle nuove regole senza impattare sull’esperienza utente. In particolare, la società punta a:

  • Potenziare i processi di moderazione mantenendo privacy e libertà di espressione
  • Realizzare dashboard trasparenti sulla gestione dei segnalati
  • Sviluppare strumenti di intelligenza artificiale per isolare rapidamente attività sospette o contenuti dannosi
  • Coinvolgere enti terzi ed esperti indipendenti per valutare periodicamente il rispetto degli obblighi DSA

Meta, comunque, rimane vigile sulle implicazioni commerciali di ogni ulteriore stretta regolatoria, e non esclude la possibilità di ridefinire alcune strategie di business qualora i costi di conformità aumentassero sensibilmente.

Conclusioni: verso un ecosistema digitale europeo più sicuro e responsabile

La vicenda WhatsApp conferma come regolamentare i grandi colossi digitali in Europa sia diventato una priorità non solo normativa, ma anche sociale ed economica. L’inserimento tra le Very Large Online Platform obbligherà Meta a investire ulteriormente in sicurezza, trasparenza e collaborazione con le istituzioni comunitarie, segnando una svolta fondamentale per il futuro di tutti i principali servizi digitali offerti nello spazio europeo.

Per i cittadini e le imprese, la sfida sarà quella di beneficiare di strumenti evoluti per la comunicazione e l’informazione, potendo contare su regole più chiare per la tutela dei diritti digitali. Sarà compito delle autorità garantire che questa nuova fase non si trasformi in una mera burocratizzazione della rete, ma in una reale opportunità per costruire un Internet europeo più affidabile, inclusivo e sicuro per tutti.

In attesa dell’ufficializzazione della decisione, l’"allerta Bruxelles" è già un segnale inequivocabile che l’epoca dei grandi spazi digitali senza regole è definitivamente alle spalle.

Pubblicato il: 12 gennaio 2026 alle ore 16:26

Redazione EduNews24

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