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Meta, il tramonto del Metaverso: 19 miliardi di dollari bruciati nel 2025 e la nuova strategia verso AI e smart glasses
Tecnologia

Meta, il tramonto del Metaverso: 19 miliardi di dollari bruciati nel 2025 e la nuova strategia verso AI e smart glasses

Reality Labs registra perdite record: Meta cambia rotta puntando sull’intelligenza artificiale e sui dispositivi indossabili. Cosa cambia per il futuro dell’azienda e dei lavoratori?

Meta, il tramonto del Metaverso: 19 miliardi di dollari bruciati nel 2025 e la nuova strategia verso AI e smart glasses

Indice

  1. Introduzione
  2. La parabola del Metaverso: sogni e delusioni
  3. I numeri che spiegano il tracollo di Reality Labs
  4. I licenziamenti del 2026: una svolta epocale
  5. La rinascita nei dispositivi indossabili: il boom degli smart glasses di Meta
  6. Un nuovo focus strategico: dall’universo virtuale all’intelligenza artificiale
  7. L’impatto su lavoratori e mercato
  8. Meta e il futuro della realtà virtuale: evoluzione o abbandono?
  9. Conclusione: Meta alla ricerca di una nuova identità

Introduzione

Negli ultimi anni, il termine “metaverso” era diventato sinonimo di Meta, la big tech californiana nota in precedenza come Facebook. Annunci faraonici, investimenti multi-miliardari e una vision che prometteva di cambiare il modo in cui lavoriamo, giochiamo e viviamo online. Ma dopo anni di promesse e una campagna globale sulla realtà virtuale, il 2025 ha segnato uno spartiacque per Meta: i conti di Reality Labs hanno registrato perdite operative titaniche, 19,2 miliardi di dollari in un solo anno, mentre i ricavi si sono fermati a 955 milioni di dollari. Gli analisti si interrogano: è la fine del sogno metaverso? E su cosa scommetterà ora l’azienda guidata da Mark Zuckerberg? Le tendenze più recenti mostrano un deciso cambio di rotta: meno realtà virtuale classica, più focus su intelligenza artificiale, occhiali intelligenti e wearable. Un’evoluzione, o forse una rivoluzione, che ridisegna gli equilibri interni ed esterni di una delle aziende più influenti al mondo.

La parabola del Metaverso: sogni e delusioni

Quando nel 2021 Facebook annunciava la propria metamorfosi in Meta, la parola d’ordine era una: rivoluzione. L’azienda di Menlo Park si preparava a scommettere il proprio futuro sul Metaverso, un universo virtuale parallelo fatto di avatar, ambienti 3D e nuove forme di interazione sociale. Migliaia di sviluppatori e ingegneri reclutati, acquisizioni, investimenti in realtà virtuale e mista. Tutto sembrava preludere a una nuova era dell’interazione digitale.

Ma a distanza di pochi anni, la realtà è apparsa ben diversa dalle attese. Reality Labs, il ramo di Meta dedicato proprio allo sviluppo delle tecnologie immersive, ha macinato perdite crescenti senza riuscire a convertire l’entusiasmo iniziale in un prodotto di massa. Le piattaforme VR proposte, come Horizon Worlds, hanno stentato a conquistare utenti oltre la cerchia ristretta degli appassionati, mentre la tecnologia — dagli Oculus agli ambienti digitali — non ha trovato un vero caso d’uso mainstream.

Pur parlando sempre meno di Metaverso, Meta ha continuato a sostenere Reality Labs, ma i risultati finanziari del 2025 hanno messo nero su bianco tutte le difficoltà dell’impresa.

I numeri che spiegano il tracollo di Reality Labs

I dati pubblicati nell’ultimo trimestre 2025 sono eloquenti: Reality Labs ha registrato ricavi complessivi pari a 955 milioni di dollari, una cifra già di per sé non elevata rispetto agli obiettivi iniziali. Di contro, le perdite operative hanno raggiunto l’impressionante soglia di 19,2 miliardi di dollari nel 2025. Un macigno che pesa come mai prima d’ora sul bilancio di Meta.

Le ragioni di questo bilancio negativo sono molteplici. In primo luogo, i costi sostenuti in ricerca e sviluppo sono stati enormi: personale altamente specializzato, investimenti in hardware e software, acquisizioni strategiche per tentare di tenere il passo con la concorrenza — in primis Apple e le sue soluzioni AR.

Nonostante gli sforzi, la domanda di dispositivi VR come Oculus Quest non ha risposto alle aspettative. La fetta di mercato coperta resta piccola, e i margini di guadagno si sono rivelati inferiori rispetto alle tradizionali attività di Meta nel settore social. L’azienda si è ritrovata così a fare i conti con una iniziativa che, almeno per ora, sembra lontana dal diventare sostenibile.

Una perdita da 19 miliardi di dollari in un solo anno non solo minaccia la redditività complessiva del gruppo, ma obbliga anche a una riflessione strategica profonda su quali settori mantenere, ridimensionare o, eventualmente, abbandonare.

I licenziamenti del 2026: una svolta epocale

A rafforzare il senso di cambiamento radicale è giunta, a inizio 2026, la notizia di massicci licenziamenti nell’organico di Reality Labs. Più di 1.000 dipendenti — tra sviluppatori, ingegneri e personale gestionale — sono stati lasciati a casa, segnalando non solo una riduzione degli investimenti nel settore realtà virtuale, ma anche un vero e proprio cambiamento d’identità per l’azienda.

Meta, che negli scorsi anni era cresciuta incessantemente sul fronte del personale, è stata costretta a seguire il trend più generale delle big tech mondiali, che nel triennio 2023-2026, sotto la pressione di una congiuntura meno favorevole e davanti alla necessità di efficientamento, hanno avviato piani di ristrutturazione su larga scala.

I licenziamenti di Reality Labs sono il sintomo più evidente della ridefinizione delle priorità interne a Meta. L’azienda, infatti, ha di fatto ridotto l’impegno nel settore della realtà virtuale tradizionale per focalizzarsi maggiormente su comparti più promettenti, come l’intelligenza artificiale e i dispositivi indossabili di nuova generazione.

Il mercato del lavoro tecnologico si interroga ora sulle prospettive per i professionisti della realtà virtuale e mista. Se alcune competenze saranno ancora richieste per progetti specifici, molte altre si troveranno costrette ad aggiornarsi o a orientarsi verso nuovi ambiti come il machine learning, la computer vision e l’elaborazione di dati.

La rinascita nei dispositivi indossabili: il boom degli smart glasses di Meta

Se per la realtà virtuale tradizionale il tempo della crescita sfrenata sembra essersi concluso, un segnale positivo arriva dal fronte degli smart glasses. Meta, infatti, ha registrato un vero e proprio boom nelle vendite dei propri occhiali intelligenti nel corso del 2025: le vendite sono più che triplicate rispetto all’anno precedente.

Gli smart glasses rappresentano uno degli assi strategici su cui Meta intende puntare nel breve e medio periodo. L’integrazione di funzionalità avanzate di intelligenza artificiale, assistenza vocale, realtà aumentata leggera e connettività sempre attiva rendono questi dispositivi sempre più allettanti sia per il pubblico consumer che per i professionisti.

Tra i punti di forza degli occhiali intelligenti Meta citiamo:

  • Design sempre più leggero e discreto, adatto alla vita quotidiana
  • Esperienze AR accessibili, con overlay informativi contestualizzati
  • Funzionalità di assistenza personale grazie a chatbot AI sempre più raffinati
  • Fotocamere miniaturizzate e servizi di video capturing immediato
  • Integrazione proattiva con le piattaforme social di Meta

Questa virata sugli indossabili sembra offrire nuove prospettive di crescita per Meta, con margini di espansione legati non solo al mercato consumer ma anche a settori come salute, sicurezza e formazione.

Un nuovo focus strategico: dall’universo virtuale all’intelligenza artificiale

La virata di Meta dalla realtà virtuale verso l’intelligenza artificiale non è inaspettata, ma rappresenta una svolta cruciale nella strategia del gruppo per il 2026 e oltre. Il rallentamento delle attività su metaverso e VR va di pari passo con una forte accelerazione sull’AI, un settore in cui Meta intende recuperare il terreno perso rispetto a giganti come Google, Microsoft e OpenAI.

Il nuovo piano prevede:

  1. Investimenti crescenti in laboratori di ricerca AI, con team multidisciplinari dedicati allo sviluppo di modelli generativi, NLP e sistemi di raccomandazione
  2. Applicazione trasversale dell’intelligenza artificiale a tutte le piattaforme del gruppo (Facebook, Instagram, WhatsApp), sia per la moderazione automatica che per le funzioni creative
  3. Partnership con aziende e startup innovative per sviluppare soluzioni AI e wearable integrate
  4. Rinnovato interesse nell’intersezione tra AR/AI e realtà mista, in particolare tramite gli smart glasses che diventano hub personali di informazione e interazione

Questo cambiamento strategico dovrebbe aiutare Meta a ridurre progressivamente le perdite operative, contenere i rischi e guadagnare nuove quote di mercato. L’obiettivo principale dichiarato dall’azienda è tornare a una crescita sostenibile dopo anni di investimenti pesanti a fronte di risultati incerti.

L’impatto su lavoratori e mercato

Le ricadute di queste scelte strategiche sono profonde e molteplici. Per i lavoratori di Reality Labs, i licenziamenti sono stati un duro colpo, associati all’incertezza su quali settori avranno una domanda elevata nel futuro prossimo. Molti esperti VR dovranno riqualificarsi o adattare le proprie competenze alle nuove esigenze di intelligenza artificiale, automazione, wearable technology.

Sul fronte del mercato, si assiste a uno spostamento di attenzione dagli ambienti immersivi VR ai prodotti che integrano AI e AR in modo più leggero e “invisibile”. Gli investitori guardano con favore a questa razionalizzazione delle spese da parte di Meta, premiano la crescita del segmento smart glasses e attendono segnali concreti da nuove applicazioni intelligenti, magari meno visionarie ma più aderenti alle esigenze quotidiane di utenti e aziende.

Meta e il futuro della realtà virtuale: evoluzione o abbandono?

La realtà virtuale non è del tutto archiviata per Meta, ma avrà una funzione più specialistica e secondaria rispetto agli anni passati. L’impegno nella ricerca su visori avanzati prosegue, seppur con investimenti ridotti. Secondo le fonti interne, la strategia futura punterà a:

  • Ottimizzare l’esperienza VR in alcune nicchie premium (gaming, eventi, training)
  • Integrare la realtà aumentata come ponte tra fisico e digitale
  • Sfruttare l’intelligenza artificiale sia per la creazione di mondi virtuali che per il miglioramento dell’esperienza utente

Meta sembra aver appreso la lezione: le tecnologie immersive vanno proposte non più come “universi paralleli” slegati dalla realtà quotidiana, ma come strumenti ibridi che potenziano azioni e relazioni nel mondo reale.

Conclusione: Meta alla ricerca di una nuova identità

La crisi di Reality Labs e il drastico ridimensionamento del sogno metaverso rappresentano una pagina cruciale nella storia di Meta. Dopo aver bruciato 19 miliardi di dollari nel 2025, l’azienda ha imboccato una nuova strada: meno realtà virtuale tradizionale e più spazio ad AI, occhiali intelligenti e wearable technology.

Il 2026 segna così una ripartenza e una sfida: riuscirà Meta a reinventarsi e a tornare a una crescita solida? Quale sarà il ruolo dell’intelligenza artificiale nei suoi nuovi prodotti e quanto ampio potrà essere il mercato per gli smart glasses? Le prossime mosse dell’azienda saranno decisive non solo per il suo futuro, ma anche per l’evoluzione dell’intero settore tecnologico.

Pubblicato il: 31 gennaio 2026 alle ore 15:24

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

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