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Maturità 2026, la riforma cambia tutto: orale su 4 materie, commissioni ridotte e scena muta vietata
Scuola

Maturità 2026, la riforma cambia tutto: orale su 4 materie, commissioni ridotte e scena muta vietata

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L'ordinanza del ministro Valditara ridisegna l'esame di Stato 2026: colloquio su quattro discipline, commissioni a 5 membri e bocciatura per chi non risponde. Ecco tutte le novità.

Sommario

Le novità principali dell'ordinanza

A meno di tre mesi dalla prima prova, la Maturità 2026 prende forma definitiva. Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha firmato l'ordinanza che recepisce le modifiche introdotte dal Dl 127/2025, ridisegnando in modo sostanziale l'esame di Stato. Le novità sono profonde e toccano ogni aspetto della prova finale: dal colloquio orale, ora circoscritto a quattro discipline specifiche, alla composizione delle commissioni, ridotte da sette a cinque membri con due interni, due esterni e un presidente esterno. Ma il cambiamento che ha già acceso il dibattito tra studenti e docenti riguarda il divieto assoluto di fare scena muta durante l'orale. Chi si presenta al colloquio e non risponde rischia concretamente la bocciatura, un'eventualità che l'ordinanza richiama in modo esplicito. Rispetto agli anni precedenti, come già emerso dalle novità sulla Maturità 2025, il percorso di riforma dell'esame prosegue nella direzione di una maggiore selettività. La stretta riguarda anche il voto in condotta, che diventa un filtro determinante sia per l'ammissione sia per il punteggio finale. Le candidature per commissari esterni e presidenti restano aperte fino al 13 aprile, mentre la prima riunione delle commissioni è fissata per il 16 giugno 2026 alle ore 8:30.

Ammissione e condotta: le regole si fanno più severe

Per accedere all'esame di Stato gli studenti dovranno soddisfare requisiti precisi e non negoziabili. Serve aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, aver partecipato alle prove Invalsi e aver completato le ore previste di formazione scuola-lavoro. Sul fronte del profitto, la sufficienza in tutte le discipline resta il requisito base, anche se il consiglio di classe conserva la facoltà di ammettere, con adeguata motivazione, uno studente con un singolo cinque in pagella. La vera novità riguarda però il comportamento. Un voto in condotta pari a 6 non preclude l'accesso all'esame, ma comporta un obbligo aggiuntivo pesante: il consiglio di classe assegnerà un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale che lo studente dovrà presentare e discutere durante il colloquio orale. Chi invece ottiene un 5 in condotta non viene ammesso, punto e basta. È una linea netta, che traduce in pratica la volontà politica di restituire centralità al rispetto delle regole scolastiche. Per i candidati esterni resta obbligatorio l'esame preliminare. Il messaggio del Ministero appare chiaro: la Maturità torna a essere un banco di prova autentico, dove preparazione e comportamento pesano in egual misura. Chi ha seguito l'evoluzione normativa attraverso la guida completa alla Maturità riconoscerà in queste misure un'accelerazione decisa.

Due prove scritte: calendario e materie d'indirizzo

La struttura delle prove scritte mantiene l'impianto tradizionale, ma con alcune precisazioni rilevanti. La prima prova, quella di italiano, si terrà il 18 giugno alle ore 8:30 con una durata massima di sei ore. Ha carattere nazionale e mira ad accertare la padronanza linguistica, le capacità espressive, logico-argomentative e critiche del candidato. I maturandi dovranno cimentarsi con diverse tipologie testuali che spaziano dall'ambito artistico e letterario a quello scientifico, storico, economico e tecnologico. La prova potrà essere articolata in più sezioni per verificare competenze differenti, dalla comprensione del testo alla riflessione critica. Il giorno successivo, 19 giugno, sarà la volta della seconda prova scritta, quella d'indirizzo, anch'essa decisa a livello ministeriale. Le materie sono note agli studenti già dalla fine di gennaio: Latino al Liceo classico, Matematica allo scientifico, Scienze umane al Liceo delle Scienze umane, Economia aziendale per l'indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing degli istituti tecnici, Discipline turistiche e aziendali per l'indirizzo Turismo e Progettazione, costruzioni e impianti per Costruzioni, Ambiente e Territorio. Ciascuna prova scritta vale un massimo di 20 punti, per un totale di 40 punti complessivi dalle prove scritte. La scelta di comunicare le materie con largo anticipo risponde alla volontà di dare agli studenti il tempo necessario per una preparazione mirata.

Il colloquio orale cambia volto

È il colloquio la parte dell'esame che subisce la trasformazione più radicale. Fino all'anno scorso l'orale si apriva con un materiale scelto dalla commissione, da cui il candidato doveva sviluppare un percorso interdisciplinare. Dal 2026 il meccanismo è diverso: lo studente inizierà con una breve riflessione sul proprio percorso scolastico e personale, una sorta di autoritratto formativo che dovrebbe ridurre l'ansia da prestazione dei primi minuti. Subito dopo si entra nel vivo, con domande e approfondimenti sulle quattro discipline stabilite per ciascun indirizzo. Al Liceo classico, oltre a Italiano e Latino delle prove scritte, le materie del colloquio includono Storia e Matematica. Allo scientifico, accanto a Italiano e Matematica, si aggiunge Storia e Scienze. Il colloquio prosegue poi con le componenti già consolidate: la presentazione delle esperienze di formazione scuola-lavoro tramite relazione o elaborato multimediale, le competenze di educazione civica e la discussione sulle prove scritte. Per chi ha ottenuto 6 in condotta si aggiunge la presentazione dell'elaborato critico sulla cittadinanza attiva. La commissione valuterà anche il curriculum dello studente, il documento che raccoglie attività, progetti ed esperienze curriculari ed extracurriculari. Il punto più discusso resta il divieto di scena muta: l'ordinanza lo esplicita senza ambiguità, e le commissioni, ora composte da cinque membri con una formazione specifica prevista per i componenti, dovranno applicarlo con rigore.

Crediti, punteggi e votazione finale

Il sistema di valutazione complessivo conferma l'impianto in centesimi, ma le sfumature contano. Il credito scolastico, maturato nel secondo biennio e nell'ultimo anno, può raggiungere un massimo di 40 punti: 12 per il terzo anno, 13 per il quarto e 15 per il quinto. Anche qui il comportamento fa la differenza, perché il punteggio massimo nella fascia di credito può essere attribuito solo se il voto di condotta è pari o superiore a 9 decimi. Le due prove scritte valgono fino a 20 punti ciascuna, il colloquio orale altrettanto: il totale massimo raggiungibile è dunque 100. La soglia minima per il superamento dell'esame resta fissata a 60 centesimi. La commissione dispone inoltre della facoltà di integrare il punteggio fino a un massimo di 3 punti, ma questa possibilità si attiva esclusivamente a partire da un punteggio di 97. Per ottenere la lode serve l'unanimità della commissione, un traguardo riservato a chi ha dimostrato eccellenza costante lungo tutto il triennio e nelle prove d'esame. Nel complesso, la Maturità 2026 segna un cambio di passo evidente. La combinazione di commissioni più snelle, colloquio strutturato su discipline definite, divieto di scena muta e peso crescente della condotta restituisce all'esame di Stato quella funzione selettiva che negli ultimi anni sembrava essersi attenuata. Per circa 500mila studenti italiani, il conto alla rovescia è cominciato.

Pubblicato il: 31 marzo 2026 alle ore 11:01

Domande frequenti

Quali sono le principali novità introdotte dalla riforma della Maturità 2026?

Le principali novità riguardano il colloquio orale su quattro materie specifiche, la riduzione delle commissioni a cinque membri, il divieto assoluto di scena muta e regole più severe su ammissione e condotta. Viene inoltre rafforzato il peso del comportamento sia per l'ammissione che per il punteggio finale.

Come cambia il colloquio orale con la nuova ordinanza?

Il colloquio orale si focalizza su quattro discipline specifiche per ogni indirizzo. Si apre con una riflessione personale dello studente, seguita da domande sulle materie, la presentazione delle esperienze scuola-lavoro, l’educazione civica e la discussione delle prove scritte; è vietato fare scena muta, pena la bocciatura.

Quali sono i requisiti per essere ammessi all’esame di Stato?

Gli studenti devono aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale, partecipato alle prove Invalsi e completato la formazione scuola-lavoro. È richiesta la sufficienza in tutte le materie, salvo eccezioni motivate dal consiglio di classe, e almeno 6 in condotta; chi ottiene 5 in condotta non è ammesso.

Come si articolano le prove scritte e quali materie sono coinvolte?

La prima prova scritta, di italiano, si svolge il 18 giugno e verifica le competenze linguistiche e critiche; la seconda prova, il 19 giugno, riguarda la materia d’indirizzo scelta dal Ministero, come Latino al classico o Matematica allo scientifico. Ogni prova vale fino a 20 punti, per un totale di 40 punti dalle prove scritte.

Qual è il sistema di valutazione e come vengono assegnati i crediti?

La valutazione è in centesimi: fino a 40 punti di credito scolastico maturati nel triennio, 40 punti dalle prove scritte e 20 dal colloquio orale. Il comportamento influisce sia sull’assegnazione dei crediti che sull’ammissione; la lode viene attribuita solo con l’unanimità della commissione per risultati eccellenti.

Cosa succede agli studenti che prendono 6 in condotta?

Gli studenti con 6 in condotta sono ammessi all’esame, ma devono presentare e discutere un elaborato critico su tematiche di cittadinanza attiva durante il colloquio orale. Questa misura sottolinea l’importanza attribuita al comportamento nel percorso scolastico.

Simona Alba

Articolo creato da

Simona Alba

Giornalista Pubblicista Simona Alba è una professionista dell’editoria, giornalista ed esperta in comunicazione con una solida specializzazione nella gestione di processi culturali e innovazione digitale. Laureata in Progettazione e gestione di eventi e imprese culturali a Firenze, ha proseguito il suo percorso accademico a Roma, presso l’Università La Sapienza, dove ha conseguito la laurea magistrale in Editoria e Giornalismo, focalizzandosi sull'analisi del panorama informativo contemporaneo e sul giornalismo d’inchiesta. Attualmente redattrice presso Edunews24, dove sviluppa contenuti focalizzati su istruzione, formazione, ricerca e nuove tecnologie. Nella sua attività professionale, coniuga il rigore dell'approfondimento giornalistico con le più avanzate strategie di analisi SEO e dinamiche del web, con l'obiettivo di rendere la divulgazione scientifica e culturale uno strumento accessibile per lo sviluppo dello spirito critico. Nel corso della sua carriera ha maturato esperienza all'interno di redazioni giornalistiche, distinguendosi per la capacità di interpretare la cultura come motore di cambiamento sociale e organizzativo.

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