Loading...
Incendio alla scuola Nando Martellini di Roma, plesso chiuso per fumo: "Quarto episodio in pochi mesi"
Scuola

Incendio alla scuola Nando Martellini di Roma, plesso chiuso per fumo: "Quarto episodio in pochi mesi"

Disponibile in formato audio

Il rogo nella notte tra venerdì e sabato ha coinvolto un'aula dell'istituto in zona Massimina. Lezioni sospese. Dalla Lega l'ipotesi dolosa: "Scuola presa di mira dai vandali"

Cosa è successo alla scuola Nando Martellini

Ancora un rogo in una scuola romana. Questa volta è toccato all'istituto Nando Martellini di via Ildebrando della Giovanna, nel quartiere Massimina, periferia ovest della Capitale. L'incendio si è sviluppato nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 marzo, interessando un'aula del plesso. Le fiamme, domate dall'intervento dei vigili del fuoco, hanno lasciato dietro di sé danni strutturali e, soprattutto, una pesante coltre di fumo che ha reso l'edificio inagibile.

Le cause del rogo sono ancora al vaglio degli investigatori. Gli accertamenti tecnici dovranno stabilire l'origine dell'incendio — se accidentale o, come in molti sospettano, di natura dolosa. Ma il quadro che emerge dalle dichiarazioni politiche e dalle cronache recenti lascia poco spazio all'ottimismo.

Le lezioni sospese e i disagi per le famiglie

L'istituto è rimasto chiuso già nella giornata del 17 marzo. La presenza di fumo all'interno dei locali ha reso impossibile garantire condizioni minime di sicurezza e salubrità per studenti e personale. Le lezioni sono state sospese, con inevitabili ripercussioni sulle famiglie del quartiere, costrette a riorganizzare la giornata dei propri figli con pochissimo preavviso.

Non è ancora chiaro quando il plesso potrà riaprire i battenti. Molto dipenderà dall'esito delle verifiche tecniche sulla qualità dell'aria e sull'integrità dei locali. Per una comunità scolastica già provata, si tratta dell'ennesima interruzione in un anno scolastico che, a Massimina, sta diventando un percorso a ostacoli.

La questione dei servizi scolastici nella Capitale resta del resto un tema caldo, tra problemi infrastrutturali, carenze di organico e, in alcune zone, vere e proprie emergenze di sicurezza. Solo poche settimane fa, La Regina Camilla a Roma: una visita all'istituto Alessandro Manzoni aveva acceso i riflettori su una delle realtà più virtuose del panorama scolastico capitolino — un'immagine ben diversa da quella che arriva dalla periferia ovest.

L'ipotesi dolosa e i precedenti

A rendere la vicenda particolarmente allarmante è il contesto in cui si inserisce. Stando a quanto denunciato da due esponenti della Lega, quello della notte tra il 13 e il 14 marzo sarebbe un incendio doloso — il quarto episodio analogo che colpisce la scuola Nando Martellini nell'arco di pochi mesi.

"L'istituto è preso di mira dai vandali", è l'accusa che arriva dal centrodestra. Quattro roghi in così poco tempo rendono difficile parlare di coincidenza. Il sospetto, sempre più concreto, è che la scuola sia diventata un bersaglio sistematico, forse da parte di bande che agiscono nelle ore notturne approfittando della mancanza di sorveglianza.

Se l'ipotesi dolosa trovasse conferma nelle indagini, ci si troverebbe di fronte a un caso di vandalismo seriale contro un'istituzione pubblica — un fenomeno che, purtroppo, non è isolato nel panorama delle periferie italiane ma che, per la sua reiterazione, merita un'attenzione investigativa e istituzionale ben diversa da quella riservata a un episodio singolo.

Sicurezza nelle scuole romane: una questione aperta

Il caso della Nando Martellini riaccende il dibattito sulla sicurezza degli istituti scolastici a Roma, in particolare nelle aree periferiche. Sistemi di videosorveglianza, illuminazione adeguata degli spazi esterni, vigilanza notturna: sono strumenti che potrebbero fare la differenza, ma che troppo spesso restano in fondo alla lista delle priorità di bilancio.

Il Municipio XIII, competente per la zona di Massimina, e il Comune di Roma dovranno ora rispondere a domande precise. Cosa è stato fatto dopo i primi tre episodi? Quali misure di prevenzione sono state adottate? Perché, dopo il secondo o il terzo incendio, non si è intervenuti con presidi di sicurezza più incisivi?

La scuola italiana affronta sfide su molti fronti — dalla riforma della didattica, come evidenziato dal recente confronto sulle Prove Invalsi e le Indicazioni Nazionali, all'integrazione delle nuove tecnologie nel percorso educativo. Ma nessuna innovazione può attecchire in un contesto dove gli edifici vengono dati alle fiamme con cadenza regolare e dove le famiglie non sanno se, il giorno dopo, troveranno la porta della scuola dei propri figli aperta o sbarrata.

Per gli studenti e i docenti della Nando Martellini, ora, la priorità è una sola: tornare in classe. E avere la certezza che non accadrà di nuovo.

Pubblicato il: 18 marzo 2026 alle ore 15:22

Domande frequenti

Cosa è successo alla scuola Nando Martellini di Roma?

Un incendio ha colpito l'istituto Nando Martellini nella notte tra il 13 e il 14 marzo, causando danni strutturali e una forte presenza di fumo che ha reso l'edificio inagibile.

Le lezioni sono state sospese e quando riaprirà la scuola?

Le lezioni sono state sospese a causa dell'inagibilità dei locali e della presenza di fumo. La riapertura dipenderà dagli esiti delle verifiche tecniche sulla qualità dell’aria e sulla sicurezza dell’edificio.

L'incendio è stato doloso e ci sono stati altri episodi simili?

Si sospetta che l'incendio sia stato doloso, dato che si tratta del quarto episodio simile in pochi mesi nella stessa scuola, facendo pensare a un attacco sistematico da parte di vandali.

Quali sono i principali disagi per le famiglie e la comunità scolastica?

La chiusura improvvisa ha costretto le famiglie a riorganizzare le proprie giornate con poco preavviso, causando disagi sia per la gestione dei figli sia per la continuità didattica degli studenti.

Quali misure di sicurezza vengono discusse per prevenire futuri episodi?

Si parla della necessità di sistemi di videosorveglianza, maggiore illuminazione e vigilanza notturna, strumenti spesso trascurati ma fondamentali per aumentare la sicurezza nelle scuole, soprattutto nelle aree periferiche.

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

Articoli Correlati