Loading...
Convegno nazionale CESP-COBAS il 22 aprile: disuguaglianze educative, BES e INVALSI al centro del dibattito
Scuola

Convegno nazionale CESP-COBAS il 22 aprile: disuguaglianze educative, BES e INVALSI al centro del dibattito

Disponibile in formato audio

Venticinque città collegate con Roma per discutere le fratture del sistema scolastico italiano, dall'istruzione in carcere ai test standardizzati

Il terzo convegno CESP dell'anno scolastico

Il 22 aprile 2026 il CESP (Centro Studi per la Scuola Pubblica), in collaborazione con i COBAS Scuola, torna a riunire il mondo della scuola attorno a un tema che non smette di interrogare docenti, dirigenti e famiglie: le disuguaglianze educative che attraversano il sistema scolastico italiano. Si tratta del terzo convegno nazionale organizzato dal Centro per quest'anno scolastico, segno di un'attività che non accenna a rallentare e che punta a tenere alta l'attenzione sulle questioni strutturali dell'istruzione pubblica.

Il titolo scelto, "Diseguaglianze educative, BES, INVALSI", mette in fila tre parole chiave che da anni alimentano un confronto spesso aspro tra chi governa la scuola e chi la vive quotidianamente nelle aule. Un confronto che il CESP intende portare avanti con dati, analisi e testimonianze dal territorio.

Venticinque città collegate: la formula del convegno diffuso

La giornata si articolerà secondo un formato ormai consolidato: la Sala Convegni del CESP di Roma fungerà da snodo centrale, con i docenti di venticinque città e province italiane collegati in diretta online. Una scelta che permette di raggiungere una platea ampia senza costringere migliaia di insegnanti a spostamenti e supplenze, e che al tempo stesso restituisce un quadro geograficamente diversificato delle criticità segnalate dal basso.

Dalla Lombardia alla Sicilia, passando per le aree interne del Centro Italia, ogni sede locale potrà portare la propria prospettiva su come le disuguaglianze educative si manifestino concretamente nei diversi contesti territoriali. Perché se c'è un dato ormai acquisito nel dibattito sulla scuola italiana, è che il divario tra Nord e Sud, tra centri urbani e periferie, tra istituti ben finanziati e scuole che faticano a garantire il minimo, non si è affatto ridotto negli ultimi anni.

BES e test INVALSI: i nodi irrisolti

Due i filoni principali della discussione. Il primo riguarda i BES (Bisogni Educativi Speciali), quella categoria introdotta dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 che avrebbe dovuto garantire una risposta personalizzata alle difficoltà di apprendimento. A oltre un decennio dalla sua formalizzazione, le problematiche restano profonde: risorse insufficienti, formazione dei docenti frammentaria, piani didattici personalizzati che troppo spesso rimangono adempimenti burocratici piuttosto che strumenti reali di inclusione. Il convegno si propone di fare il punto su cosa funziona e cosa no, partendo dalle esperienze concrete delle scuole.

Il secondo filone tocca i test INVALSI, da sempre al centro di un dibattito polarizzato. Per i sostenitori, rappresentano l'unico strumento comparativo affidabile per misurare i livelli di apprendimento su scala nazionale. Per i critici, tra cui lo stesso CESP e i COBAS, le prove standardizzate finiscono per fotografare le disuguaglianze senza contribuire a risolverle, quando non le aggravano, spingendo le scuole verso una didattica orientata al teaching to the test a scapito di percorsi formativi più profondi.

Non è un caso che proprio i COBAS abbiano più volte preso posizione contro le prove standardizzate. Sciopero Nazionale della Scuola il 7 Maggio: Prove Invalsi e Indicazioni Nazionali sotto Accusa è stato uno dei momenti di mobilitazione più significativi su questo fronte, a conferma di come la questione INVALSI resti tutt'altro che pacificata nel mondo della scuola. In quella stessa direzione si colloca l'appello lanciato nelle scorse settimane: Sciopero Nazionale del 7 Maggio: I COBAS Scuola Richiedono Supporto.

La domanda di fondo che il convegno del 22 aprile intende porre è semplice nella formulazione, complessa nella risposta: i test INVALSI sono uno strumento al servizio dell'equità educativa o contribuiscono, paradossalmente, a cristallizzare le differenze?

L'istruzione in carcere, il capitolo dimenticato

Tra i temi in agenda figura anche lo stato dell'istruzione negli istituti penitenziari, un capitolo che raramente conquista le prime pagine ma che racconta molto della qualità complessiva di un sistema educativo. In Italia l'istruzione in carcere è garantita dalla normativa vigente, dal DPR 230/2000 fino ai più recenti protocolli tra MIUR e Ministero della Giustizia, eppure le condizioni in cui si svolge restano spesso precarie: organici ridotti, spazi inadeguati, offerta formativa limitata.

Portare questo tema all'interno di un convegno sulle disuguaglianze educative è una scelta significativa. Significa riconoscere che le fratture del sistema scolastico non si fermano alle mura delle scuole tradizionali, ma si estendono a tutti i contesti in cui il diritto all'istruzione dovrebbe essere garantito, inclusi quelli più marginali e meno visibili.

Un dibattito che si allarga oltre il convegno

L'iniziativa del CESP-COBAS si inserisce in una stagione particolarmente vivace di riflessione collettiva sulla scuola pubblica. Nelle scorse settimane anche altre realtà associative hanno promosso momenti di confronto su temi complementari, come testimonia il recente Educazione all'aperto e rigenerazione urbana: i risultati del Convegno Nazionale A.N.DI.S., che ha affrontato il rapporto tra spazi educativi e qualità dell'apprendimento.

Stando a quanto emerge dal panorama delle iniziative in corso, il mondo della scuola non si limita a subire le riforme calate dall'alto, ma prova a costruire un proprio spazio di elaborazione critica. Il convegno del 22 aprile rappresenta un tassello di questo mosaico: non offrirà soluzioni definitive, ma almeno porrà le domande giuste. E in un sistema che troppo spesso preferisce le risposte facili, già questo è qualcosa.

Pubblicato il: 26 marzo 2026 alle ore 15:09

Domande frequenti

Quali sono i temi principali affrontati dal convegno nazionale CESP-COBAS del 22 aprile?

I temi principali sono le disuguaglianze educative nel sistema scolastico italiano, i BES (Bisogni Educativi Speciali), le criticità dei test INVALSI e lo stato dell'istruzione nelle carceri.

In cosa consiste la formula del 'convegno diffuso' adottata dal CESP?

Il convegno si svolge con la sede centrale di Roma collegata in diretta con docenti di venticinque città italiane, permettendo una partecipazione ampia e una discussione arricchita da prospettive territorialmente diverse.

Quali sono le principali criticità emerse riguardo ai BES (Bisogni Educativi Speciali)?

Le criticità includono risorse insufficienti, formazione dei docenti spesso frammentaria e piani didattici personalizzati che rischiano di rimanere solo adempimenti burocratici, senza diventare veri strumenti di inclusione.

Perché i test INVALSI sono oggetto di dibattito e contestazione?

I sostenitori li considerano strumenti utili per misurare i livelli di apprendimento, mentre i critici sostengono che fotografano le disuguaglianze senza risolverle e possono spingere verso una didattica superficiale orientata solo al superamento dei test.

Per quale motivo l'istruzione in carcere è stata inclusa tra i temi del convegno?

L'istruzione in carcere rappresenta una delle aree più trascurate del sistema educativo italiano, con condizioni spesso precarie. Affrontare questo tema significa riconoscere che il diritto all'istruzione deve essere garantito anche nei contesti più marginali.

Qual è l'obiettivo generale del convegno rispetto al dibattito sulla scuola italiana?

L'obiettivo è stimolare una riflessione critica e collettiva sulle principali diseguaglianze del sistema scolastico, offrendo dati, analisi e testimonianze senza pretendere soluzioni facili, ma ponendo domande fondamentali per il futuro della scuola pubblica.

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

Articoli Correlati