- La nota 7766 e il quadro normativo
- Chi può essere confermato e a quali condizioni
- Il ruolo delle famiglie e la scadenza del 31 maggio
- Quando il docente sceglie: l'istanza POLIS come snodo decisivo
- Conferma biennale: la novità che guarda al 2027/28
- Cosa cambia nella pratica per scuole e supplenti
- Domande frequenti
La nota 7766 e il quadro normativo
Con la nota 7766 del 26 marzo 2026, il Ministero dell'Istruzione ha messo nero su bianco le regole per la continuità didattica sul sostegno nell'anno scolastico 2026/2027. Il documento, atteso da settimane negli uffici scolastici e nelle segreterie di tutta Italia, disciplina nel dettaglio la procedura attraverso cui un docente supplente di sostegno può essere confermato sul medesimo posto, evitando quel turnover che, anno dopo anno, rappresenta una delle criticità più denunciate dalle famiglie di alunni con disabilità.
La ratio è chiara: garantire stabilità al percorso educativo degli studenti più fragili. Una finalità che il legislatore persegue ormai da tempo, come dimostrano anche i recenti interventi economici in materia. Vale la pena ricordare, a questo proposito, che il governo aveva già stanziato risorse significative con il Nuovo decreto per la continuità didattica: 30 milioni per sostenere i docenti, a conferma di un'attenzione crescente verso il tema.
Chi può essere confermato e a quali condizioni
Non tutti i supplenti di sostegno possono beneficiare della conferma. La nota ministeriale circoscrive con precisione la platea dei docenti interessati. Possono accedere alla procedura:
- Docenti specializzati sul sostegno, in possesso del titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico;
- Docenti inseriti negli elenchi specifici previsti dalla normativa vigente, anche se non ancora specializzati ma collocati nelle graduatorie utilizzate per le supplenze su posti di sostegno.
La conferma, dunque, non è automatica né generalizzata. Serve un profilo coerente con i requisiti fissati dal Ministero, e il docente deve aver prestato effettivo servizio sull'alunno per il quale la famiglia presenta la richiesta.
È bene ricordare che il panorama dei posti di sostegno è in costante evoluzione. Chi volesse approfondire le dinamiche più recenti può consultare l'analisi sulla Riorganizzazione del Corpo Docente: Tagli e Incrementi nei Posti di Sostegno per il 2025/26, che offre un quadro aggiornato degli organici.
Il ruolo delle famiglie e la scadenza del 31 maggio
Il meccanismo si attiva dal basso. È la famiglia dell'alunno con disabilità a dover presentare formale richiesta di conferma del docente di sostegno. Senza questa istanza, nessuna conferma è possibile, indipendentemente dalla volontà del docente o della scuola.
I dirigenti scolastici sono tenuti ad acquisire le richieste delle famiglie entro il 31 maggio 2026. Si tratta di un termine perentorio, e le segreterie dovranno attivarsi per tempo, informando i genitori della possibilità e raccogliendo le domande nei modi previsti.
Stando a quanto emerge dalla nota, il dirigente non ha un potere discrezionale sulla conferma: il suo compito è verificare la sussistenza dei requisiti del docente e la regolarità della richiesta familiare, trasmettendo poi la documentazione agli uffici competenti.
Una precisazione importante: la richiesta della famiglia non obbliga il docente ad accettare. Il supplente mantiene piena libertà di scelta, ma il momento in cui questa libertà si esercita concretamente è un altro.
Quando il docente sceglie: l'istanza POLIS come snodo decisivo
Ecco il passaggio che molti docenti supplenti attendevano di vedere chiarito. La scelta del docente diventa vincolante nel momento in cui presenta l'istanza POLIS per le supplenze. È in quella fase, successiva alla raccolta delle richieste familiari, che il supplente decide se accettare la conferma sul posto di sostegno o se preferire il normale scorrimento delle graduatorie.
In pratica funziona così: quando il sistema delle supplenze si apre per l'anno scolastico successivo, il docente che ha ricevuto una proposta di conferma dovrà indicare, tramite la piattaforma Istanze On Line (POLIS), se intende accettarla. Una volta confermata la scelta nel sistema, questa diventa irreversibile.
Chi invece preferisce non essere confermato, magari perché punta a una sede diversa o a una cattedra su posto comune, potrà semplicemente non aderire alla proposta e partecipare alle operazioni ordinarie di attribuzione delle supplenze.
Il meccanismo, va detto, tenta di bilanciare due esigenze: da un lato la continuità per l'alunno, dall'altro la libertà professionale del docente. Un equilibrio non sempre facile da raggiungere.
Conferma biennale: la novità che guarda al 2027/28
La nota 7766 introduce un elemento di particolare rilievo. La conferma non si limita a un solo anno scolastico: il docente di sostegno supplente può essere confermato per un massimo di due anni scolastici consecutivi, a condizione che la famiglia rinnovi la richiesta anche per l'annualità successiva.
Questo significa che un supplente confermato per il 2026/2027 potrebbe restare sullo stesso alunno anche nel 2027/2028, senza dover passare nuovamente attraverso le graduatorie. Una prospettiva che offre maggiore stabilità sia al docente sia, soprattutto, allo studente.
Naturalmente, la conferma per il secondo anno non è automatica. Dovrà essere nuovamente richiesta dalla famiglia e dovrà sussistere ancora il rapporto di supplenza. Se il docente nel frattempo ottiene il ruolo o cambia posizione in graduatoria, le condizioni potrebbero mutare.
Cosa cambia nella pratica per scuole e supplenti
Per le scuole, la procedura impone un lavoro organizzativo non banale. Le segreterie devono:
- Informare tempestivamente le famiglie degli alunni con disabilità seguiti da supplenti;
- Raccogliere le richieste di conferma entro la scadenza del 31 maggio;
- Verificare i requisiti del docente interessato;
- Trasmettere la documentazione agli uffici scolastici territoriali.
Per i docenti supplenti, il messaggio è altrettanto chiaro: chi desidera essere confermato deve assicurarsi che la famiglia abbia presentato la richiesta nei tempi previsti, e poi formalizzare la propria adesione attraverso l'istanza POLIS. Chi invece non è interessato alla conferma, non deve fare nulla di particolare, se non procedere con le normali operazioni di supplenza.
Resta da vedere, nei prossimi mesi, come gli uffici scolastici regionali interpreteranno le indicazioni ministeriali nei casi limite: docenti con supplenze su più alunni, situazioni di incompatibilità tra conferma e aspirazioni di graduatoria, eventuali rinunce tardive. La nota fissa il perimetro, ma la casistica concreta, come spesso accade nella scuola italiana, riserverà probabilmente qualche zona grigia da affrontare caso per caso.