Il cuore dello squalo della Groenlandia è gravemente malato. Fibrosi diffusa nel miocardio, lipofuscina accumulata nelle cellule cardiache, mitocondri danneggiati, segni estesi di stress ossidativo: lesioni che in un paziente umano segnalerebbero una cardiopatia avanzata. Eppure questi animali cacciano e si riproducono per secoli nelle acque gelide del nord Atlantico, con esemplari stimati tra i 100 e i 300 anni di vita.
Lo studio della Scuola Normale di Pisa
Un team internazionale guidato da Alessandro Cellerino, professore di Fisiologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha analizzato nel 2025 i tessuti cardiaci di 10 esemplari di Somniosus microcephalus, tutti oltre i 3 metri di lunghezza e stimati tra i 100 e i 150 anni di vita. La ricerca, condotta con colleghi del Leibniz Institute on Aging di Jena, della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e dell'Universita di Genova, e disponibile come preprint su bioRxiv ed e in attesa di pubblicazione su Aging Cell.
I cuori degli squali sono stati confrontati con quelli di due specie di riferimento: lo squalo lanterna (Etmopterus spinax), che vive nelle profondita del mar Ligure fino a 11 anni, e il killifish turchese (Nothobranchius furzeri), la cui vita si esaurisce in pochi mesi. Tre specie, tre aspettative di vita radicalmente diverse - da alcuni mesi a tre secoli - per capire cosa rende unico il cuore del vertebrato piu longevo del pianeta.
"Quando ho messo il primo vetrino sotto al microscopio non ho creduto ai miei occhi", ricorda Elena Chiavacci, assegnista di ricerca alla Normale. "Ho subito pensato a un errore tecnico: non era possibile tutta quella fibrosi in un animale vivente. I dati dei mesi successivi hanno confermato quello che sembrava impossibile."
Non resistenza, ma resilienza: il cambio di paradigma
La ricerca sull'aging ha cercato per decenni di capire come bloccare o rallentare i danni cellulari che si accumulano con l'eta. Lo squalo di questa specie suggerisce che la domanda, forse, era mal posta.
"La chiave e il fenomeno della resilienza, che in fisiologia indica la capacita di un organismo di mantenere le sue funzioni anche in presenza di una patologia", spiega Cellerino. "Qui abbiamo il caso di un vertebrato il cui cuore puo convivere con lesioni cardiache letali per la specie umana. Se riuscissimo a comprendere i meccanismi molecolari che consentono questa capacita di adattarsi, avremo la possibilita di identificare vie sinora inesplorate per favorire un invecchiamento in salute anche nell'uomo."
La distinzione tra resilienza e resistenza e il cuore scientifico della scoperta. Non si tratta di un cuore che invecchia meno: e un cuore che invecchia normalmente, anzi gravemente, ma continua a funzionare. Il prossimo step sara individuare nel genoma del Somniosus microcephalus, gia mappato dal gruppo di ricerca di Cellerino negli anni precedenti, i meccanismi molecolari alla base di questa convivenza. Il principio di sopravvivere al danno anziche evitarlo sta emergendo come tema anche in altri settori: come l'AI di Google lavora sull'asfalto autoriparante mostra come lo stesso approccio ispiri oggi l'ingegneria dei materiali.
Cosa puo cambiare per la ricerca medica
Nel 2016 uno studio pubblicato su Science stimo l'esemplare di squalo della Groenlandia piu vecchio analizzato a 392 anni, con margine statistico fino a 512. Allora il dato impressionava per se. Questo nuovo studio sposta il focus: da quanto vivono questi animali a come quella longevita sia biologicamente sostenuta.
Se si riuscisse a identificare i geni che garantiscono la tolleranza al danno cardiaco, si potrebbero sviluppare strategie terapeutiche per rendere il cuore umano piu resistente al declino funzionale legato all'eta, non fermando i danni strutturali ma limitandone le conseguenze. Una prospettiva nuova per le terapie cardiovascolari degli anziani. La ricerca di base si intreccia sempre piu con l'innovazione computazionale avanzata: fino a dove puo spingersi il quantum computing di Microsoft nella ricerca scientifica e una delle domande aperte nel campo delle scienze computazionali applicate alla biologia molecolare.
Il 2026 porta scoperte che spaziano da l'esplorazione lunare con il lander Blue Ghost alla biologia profonda degli oceani. Il cuore malato dello squalo della Groenlandia, in fondo, non chiede di fermare l'orologio biologico: chiede di imparare a tenerlo in piedi anche quando scricchiola.