Loading...
Asteroide Ryugu, la scoperta che cambia tutto: trovate tutte le lettere del codice genetico
Ricerca

Asteroide Ryugu, la scoperta che cambia tutto: trovate tutte le lettere del codice genetico

Disponibile in formato audio

Uno studio su Nature Astronomy conferma la presenza delle cinque basi azotate del DNA e dell'RNA nei campioni raccolti dall'asteroide. Il confronto con Bennu apre nuovi scenari sull'origine della vita

Le cinque lettere della vita, tutte su un asteroide

C'è un sasso cosmico che vaga nel sistema solare e che porta con sé, incise nella sua composizione chimica, tutte le lettere dell'alfabeto della vita. Non è una metafora azzardata: sull'asteroide Ryugu sono state identificate tutte e cinque le basi azotate che compongono il DNA e l'RNA, i mattoni molecolari su cui si regge l'intero codice genetico di ogni essere vivente sulla Terra.

La conferma arriva da uno studio appena pubblicato su Nature Astronomy, una delle riviste scientifiche più autorevoli al mondo. I ricercatori hanno analizzato i campioni riportati a Terra dalla missione giapponese Hayabusa2 e il risultato non lascia margini di ambiguità: adenina, guanina, citosina, timina e uracile — le cinque basi azotate fondamentali — sono tutte presenti nel materiale estratto da Ryugu.

Una scoperta che, a ben guardare, non nasce dal nulla. Già nel 2022 tracce di alcune di queste molecole erano state individuate nei campioni dell'asteroide. Ma trovare l'intero set, tutte e cinque le basi, è un salto qualitativo enorme. Significa che un corpo celeste formatosi miliardi di anni fa, lontano dalla Terra, conteneva già gli ingredienti chimici necessari per assemblare le molecole dell'eredità biologica.

Ryugu e Bennu a confronto: differenze che contano

Lo studio non si è limitato a catalogare le molecole trovate su Ryugu. I ricercatori hanno messo a confronto questi campioni con quelli dell'asteroide Bennu, raccolti dalla missione NASA OSIRIS-REx, e con il celebre meteorite di Orgueil, caduto in Francia nel 1864 e da sempre considerato una pietra miliare della cosmochimica.

Stando a quanto emerge dall'analisi comparativa, le differenze sono tutt'altro che trascurabili. Su Ryugu le quantità di purine (adenina e guanina) e pirimidine (citosina, timina e uracile) risultano sostanzialmente equilibrate. Un dato notevole, perché nel DNA e nell'RNA terrestre queste due famiglie di molecole si accoppiano sempre in proporzioni precise.

Bennu e Orgueil, al contrario, mostrano un profilo sbilanciato: sono significativamente più ricchi di pirimidine rispetto alle purine. Una differenza che potrebbe sembrare un dettaglio tecnico, ma che in realtà racconta storie geologiche e chimiche profondamente diverse.

Chi segue le scoperte che arrivano dallo spazio profondo sa bene come anche fenomeni apparentemente distanti — come il Sole e il suo impatto sull'attività sismica della Terra — rivelino connessioni inattese tra corpi celesti e processi terrestri. Il confronto tra Ryugu e Bennu si inserisce in questa stessa logica: capire come l'ambiente cosmico modella la chimica della materia.

Il ruolo dell'ammoniaca nella chimica prebiotica

Perché asteroidi apparentemente simili presentano composizioni così diverse? La risposta, secondo gli autori dello studio, va cercata nei livelli di ammoniaca presenti nei campioni.

L'ammoniaca — molecola semplice ma chimicamente versatile — agisce come catalizzatore e come fonte di azoto nelle reazioni che portano alla formazione delle basi azotate. I campioni di Ryugu, Bennu e Orgueil presentano concentrazioni di ammoniaca marcatamente differenti, e queste variazioni correlano in modo significativo con il rapporto tra purine e pirimidine osservato.

In altre parole, non è il caso a determinare quale mix di basi azotate si forma su un asteroide. È la chimica locale — la disponibilità di ammoniaca, le condizioni di temperatura, il grado di alterazione acquosa subita dal corpo celeste nei suoi primi milioni di anni di vita — a dettare le regole del gioco.

Questa correlazione apre un capitolo nuovo nella comprensione della chimica prebiotica extraterrestre. Se la composizione delle basi azotate dipende da parametri ambientali misurabili, diventa possibile, almeno in linea di principio, prevedere quali asteroidi potrebbero ospitare i precursori molecolari della vita.

Cosa significa per la ricerca sull'origine della vita

La domanda di fondo resta quella che accompagna l'umanità da sempre: come è nata la vita? E, soprattutto, i suoi ingredienti sono un'esclusiva terrestre o sono disseminati nello spazio?

I dati provenienti da Ryugu spingono decisamente verso la seconda ipotesi. Se un asteroide carbonaceo può contenere tutte e cinque le basi azotate in proporzioni equilibrate, allora il materiale necessario per costruire DNA e RNA era disponibile nel sistema solare ben prima che la Terra si raffreddasse abbastanza da ospitare i primi oceani.

Non significa, naturalmente, che la vita sia nata nello spazio. Ma rafforza l'idea — già sostenuta dalla teoria della panspermia nelle sue versioni più moderate — che i bombardamenti asteroidali dei primi miliardi di anni abbiano consegnato al nostro pianeta un corredo chimico prezioso, forse indispensabile.

La ricerca genetica, del resto, continua a riservare sorprese anche in ambiti molto più vicini a noi. Come dimostra il recente lavoro in cui studiosi dell'Università di Cambridge svelano il legame genetico tra obesità nei cani e negli esseri umani, il codice della vita riserva connessioni inaspettate a ogni scala, dalla doppia elica del DNA alla polvere cosmica di un asteroide.

Quel che è certo è che la missione Hayabusa2 e il suo carico di pochi grammi di regolite asteroidale continuano a produrre risultati scientifici di portata straordinaria. E la questione resta aperta: se tutte le lettere del codice genetico vagano nello spazio, quante volte, e in quanti luoghi, la vita potrebbe aver trovato il modo di scriversi da sola?

Pubblicato il: 18 marzo 2026 alle ore 15:47

Domande frequenti

Quali sono le cinque basi azotate trovate sull’asteroide Ryugu?

Le cinque basi azotate individuate sono adenina, guanina, citosina, timina e uracile, ovvero tutte quelle che compongono il DNA e l’RNA di ogni essere vivente sulla Terra.

In cosa si differenziano i campioni di Ryugu rispetto a quelli di Bennu e del meteorite Orgueil?

I campioni di Ryugu mostrano un equilibrio tra purine e pirimidine, mentre quelli di Bennu e Orgueil sono più ricchi di pirimidine. Questa differenza riflette storie chimiche e geologiche diverse tra i corpi celesti esaminati.

Qual è il ruolo dell’ammoniaca nella formazione delle basi azotate sugli asteroidi?

L’ammoniaca, presente in quantità variabili nei diversi campioni, agisce sia come catalizzatore sia come fonte di azoto, influenzando così la proporzione e la formazione delle basi azotate nelle reazioni chimiche prebiotiche.

Cosa implica questa scoperta per la ricerca sull’origine della vita?

La scoperta suggerisce che gli ingredienti chimici fondamentali per la vita non sono un’esclusiva terrestre, ma potrebbero essere stati presenti nello spazio e arrivati sulla Terra attraverso gli asteroidi, rafforzando alcune ipotesi sulla panspermia.

È possibile prevedere quali asteroidi potrebbero contenere i precursori della vita?

Sì, poiché la composizione delle basi azotate sembra dipendere da parametri ambientali misurabili come la disponibilità di ammoniaca e le condizioni locali, in linea di principio è possibile identificare asteroidi candidati a ospitare molecole prebiotiche.

Redazione EduNews24

Articolo creato da

Redazione EduNews24

Articoli pubblicati da parte della redazione di EduNews24.it

Articoli Correlati