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Competenze introvabili: il divario che rallenta le PMI manifatturiere lombarde
Formazione

Competenze introvabili: il divario che rallenta le PMI manifatturiere lombarde

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Il 78% delle PMI fatica a trovare profili adeguati. A Milano, A.P.I. e Ordine degli Ingegneri lanciano una partnership per colmare il gap di competenze che frena la crescita industriale.

Sommario

Il gap di competenze come freno strutturale

Non è più un allarme teorico, ma un dato di fatto che pesa sui bilanci. Il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese manifatturiere e quelle disponibili sul mercato del lavoro sta erodendo la capacità produttiva delle piccole e medie industrie lombarde, rallentando i tempi di produzione e compromettendo l'accesso a nuovi mercati. A fotografare la situazione è stata la tavola rotonda "PMI: il ruolo strategico delle competenze", ospitata il 27 marzo 2026 presso la sede dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e organizzata da A.P.I., Associazione Piccole e Medie Industrie, in partnership con lo stesso Ordine. La presidente di A.P.I., Luciana Ciceri, ha aperto i lavori con parole nette: il gap di competenze si traduce in "mancata crescita, difficoltà nel presidiare nuovi mercati e una minore capacità di cogliere le opportunità della trasformazione tecnologica e sostenibile". Un quadro aggravato dalla questione del passaggio generazionale, che in molte realtà manifatturiere resta irrisolto sia a livello imprenditoriale sia tra i lavoratori specializzati. Milano e la Lombardia, dove la competizione corre più veloce, avvertono il problema con particolare intensità.

I numeri che fotografano l'emergenza

Le cifre emerse durante l'incontro lasciano poco spazio alle interpretazioni. Una rilevazione flash condotta da A.P.I. sulle proprie associate rivela che il 78% delle PMI dichiara difficoltà concrete nel selezionare figure professionali specifiche. Non si tratta di generiche lamentele sulla carenza di manodopera: le imprese cercano profili che combinino competenze tecniche, digitali, gestionali e soft skill, una combinazione sempre più rara da reperire. Eppure la voglia di investire non manca. Il 67% delle imprese intervistate prevede nuove assunzioni nei prossimi due anni, nonostante le turbolenze geopolitiche e le oscillazioni dei mercati internazionali. Il paradosso è evidente: c'è domanda di lavoro qualificato, ci sono risorse da destinare alla crescita, ma manca l'offerta formativa capace di colmare il divario. Questo scollamento genera un circolo vizioso particolarmente dannoso per le PMI, che a differenza dei grandi gruppi non dispongono di accademie interne né di budget formativi illimitati. Il risultato è una progressiva desertificazione industriale che rischia di consegnare intere filiere produttive a multinazionali estere.

Istituzioni e professioni tecniche a confronto

La tavola rotonda, moderata dal direttore generale di A.P.I. Stefano Valvason, ha riunito voci istituzionali e tecniche attorno a un tavolo comune. Elena Buscemi, presidente del Consiglio Comunale di Milano, ha richiamato la memoria storica dell'associazione, ricordando l'attentato terroristico del 1976 e i valori di dedizione e solidarietà che permisero ad Apimilano di reagire. "Quegli stessi valori furono gli anticorpi che permisero al Paese di uscire da uno dei momenti più difficili della nostra storia", ha sottolineato Buscemi, collegando quella resilienza alla sfida attuale delle competenze. Dal versante delle professioni tecniche, Carlotta Penati, presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Milano, ha spostato il fuoco sulla vera posta in gioco: "Il fattore competitivo non è la tecnologia in sé, ma la capacità delle persone di comprenderla, governarla e integrarla nei processi produttivi". Al tavolo hanno partecipato anche Carmelo Iannicelli, tesoriere dell'Ordine, insieme a Raffaella Folgieri per la Commissione Intelligenza Artificiale e Vito Savino per la Commissione Start-up e Innovazione.

La partnership tra A.P.I. e Ordine degli Ingegneri

Dall'incontro è emersa una novità operativa significativa: la collaborazione strutturata tra A.P.I. e l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano. Non un protocollo d'intenti generico, ma una partnership pensata per creare sinergie concrete a sostegno del tessuto produttivo lombardo. Penati ha chiarito la filosofia dell'iniziativa: l'Ordine intende porsi come "soggetto di indirizzo e supporto alla collettività", promuovendo qualità e formazione nell'esercizio della professione ingegneristica applicata al mondo delle PMI. L'obiettivo dichiarato è avviare processi di innovazione che rendano le aziende lombarde più competitive e sostenibili. Senza un supporto adeguato, ha avvertito la presidente dell'Ordine, le eccellenze manifatturiere del territorio rischiano di cedere il passo ai grandi gruppi internazionali. La partnership punta dunque a trasferire competenze ingegneristiche avanzate, dalla digitalizzazione all'intelligenza artificiale, direttamente nel cuore dei processi produttivi delle piccole e medie industrie, colmando quel vuoto che il mercato del lavoro da solo non riesce a riempire.

Formazione mirata e collaborazione: la strada obbligata

Il messaggio uscito dalla sede dell'Ordine degli Ingegneri è stato definito "inequivocabile" dalla stessa Ciceri: le imprese manifatturiere hanno bisogno di percorsi formativi mirati, agili e capaci di intercettare le opportunità tecnologiche emergenti. Non corsi generalisti, ma programmi costruiti sulle esigenze reali delle filiere produttive, che integrino competenze tecniche tradizionali con le nuove frontiere del digitale e della sostenibilità. La presidente di A.P.I. ha insistito su un punto centrale: "Solo facendo squadra possiamo affrontare davvero le transizioni in atto e trasformarle in opportunità di crescita". La sfida, in sintesi, non è soltanto trovare le persone giuste, ma costruire un ecosistema in cui imprese, istituzioni e professioni tecniche dialoghino stabilmente. Il capitale umano resta il vero vantaggio competitivo del modello lombardo, quell'esperienza e quel saper fare che nessuna tecnologia può sostituire. Tuttavia, senza investimenti coordinati nella formazione e senza alleanze operative come quella appena avviata, il rischio concreto è che quel patrimonio si disperda, lasciando le PMI italiane ai margini delle grandi trasformazioni industriali in corso.

Pubblicato il: 28 marzo 2026 alle ore 08:30

Domande frequenti

Qual è il principale effetto del gap di competenze sulle PMI manifatturiere lombarde?

Il gap di competenze limita la capacità produttiva delle PMI, rallenta i tempi di produzione, ostacola l'accesso a nuovi mercati e riduce la competitività rispetto alle multinazionali.

Quali sono le figure professionali più difficili da reperire per le PMI secondo l'indagine di A.P.I.?

Le PMI faticano a trovare profili che uniscano competenze tecniche, digitali, gestionali e soft skill, una combinazione sempre più rara da reperire sul mercato del lavoro.

Quali soluzioni sono state proposte per colmare il divario di competenze?

L'articolo sottolinea la necessità di percorsi formativi mirati e di una collaborazione strutturata tra imprese, istituzioni e professioni tecniche, come la partnership tra A.P.I. e Ordine degli Ingegneri di Milano.

In che modo la partnership tra A.P.I. e l'Ordine degli Ingegneri intende supportare le PMI?

La partnership mira a trasferire competenze ingegneristiche avanzate direttamente nei processi produttivi delle PMI, promuovendo formazione di qualità e innovazione, soprattutto nei campi della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale.

Perché la formazione mirata è considerata essenziale per il futuro delle PMI lombarde?

La formazione mirata permette di rispondere alle esigenze reali delle filiere produttive, integrando competenze tradizionali e digitali, e rappresenta l'unico modo per mantenere il capitale umano come vantaggio competitivo nella trasformazione industriale.

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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