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Referendum giustizia, Riccardo Merlo (Maie): "Italiani all'estero voteranno Sì alla separazione delle carriere". Possono essere decisivi!
Editoriali

Referendum giustizia, Riccardo Merlo (Maie): "Italiani all'estero voteranno Sì alla separazione delle carriere". Possono essere decisivi!

Referendum giustizia, Riccardo Merlo (Maie): "Gli italiani all'estero voteranno Sì alla separazione delle carriere. Non è una questione ideologica, ma di buon senso: milioni di connazionali vivono già in Paesi dove questa riforma è realtà". L'America Latina è decisiva per la vittoria del Si

Il presidente del Maie spiega perché la riforma della giustizia italiana non è una questione ideologica e annuncia il sostegno al referendum. "Molti connazionali vivono già in Paesi dove la separazione è realtà"

La riforma della giustizia italiana torna al centro del dibattito politico in vista del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. A prendere posizione con chiarezza è Riccardo Merlo, presidente del Maie (Movimento Associativo Italiani all'Estero), fondatore del movimento e senatore, che in un'intervista rilasciata a Il Tempo il 27 febbraio 2026 ha dichiarato senza esitazioni: "Voteremo Sì al referendum".

Perché gli italiani all'estero sono favorevoli alla separazione delle carriere

Secondo Merlo, la posizione del Maie nasce da una constatazione concreta: milioni di italiani residenti all'estero vivono già in Paesi dove la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è una realtà consolidata. Brasile, Argentina, Stati Uniti e Canada sono solo alcuni degli esempi citati dal presidente del Maie.

"Noi come Maie siamo assolutamente convinti che questa è una riforma necessaria e buona per l'Italia e per tutti gli italiani", ha affermato Merlo. "Molti di noi vivono in Paesi dove la separazione delle carriere c'è già. Questo la rende tutto per noi cosa più naturale".

La riforma della giustizia non è una questione di destra o sinistra

Uno dei passaggi più significativi dell'intervista riguarda la depoliticizzazione del tema. Merlo ha sottolineato come il Maie non consideri la separazione delle carriere una questione politica o ideologica: "Non prendiamo questa riforma come una questione né politica, né di destra o sinistra. Ci interessa solo che sia positiva per l'Italia".

Il senatore ha inoltre criticato chi ha tentato di polarizzare il dibattito: "Sbaglia chi sta colorando politicamente questa riforma, perché non c'è niente di ideologico. Bisognerebbe solo valutare se è positiva o negativa per il sistema italiano".

Il peso del voto degli italiani all'estero al referendum

Sul fronte elettorale, Merlo ha fornito una stima significativa dell'impatto che il voto degli italiani all'estero potrebbe avere sull'esito referendario. Secondo il presidente del Maie, la partecipazione potrebbe coinvolgere un milione di persone, con un minimo di un milione e duecentomila elettori sparsi in tutto il mondo.

"Seguiamo soprattutto in Europa e in Sudamerica, dove vivono la moltissimi degli italiani all'estero", ha spiegato. La stima è che tra il 40 e il 50 per cento dei connazionali residenti fuori dall'Italia che andranno a votare si esprimeranno favorevolmente, con circa il 180 per cento dei voti complessivi provenienti dalle regioni con maggiore presenza italiana all'estero.

Merlo si è detto convinto che la maggioranza degli italiani all'estero voterà Sì, proprio perché molti di loro vivono in Stati dove i cardini della riforma proposta sono già una realtà quotidiana.

Come si voterà dall'estero

Sul piano pratico, il presidente del Maie ha ricordato che il voto si svolgerà per corrispondenza, con le schede che arriveranno direttamente a casa. Ha inoltre rivelato che il Maie ha presentato una proposta al governo per riformare il sistema di votazione dall'estero, coinvolgendo milioni di italiani che, tra schede non recapitate e votanti effettivi, rappresentano un bacino elettorale ancora in parte inespresso.

Un punto rilevante riguarda la possibilità per chi cambia idea di votare direttamente nei consolati, un'innovazione che secondo Merlo potrebbe far risparmiare risorse e aumentare al tempo stesso la sicurezza delle votazioni.

Perché gli italiani in America Latina possono decidere la vittoria del Sì al referendum

Il referendum sulla separazione delle carriere si preannuncia come una delle consultazioni più combattute degli ultimi anni. Secondo gli ultimi sondaggi, in Italia il voto si presenta come un sostanziale testa a testa tra il fronte del Sì e quello del No, con margini ridottissimi che rendono impossibile prevedere un esito certo basandosi solo sul voto interno.

Un quadro simile emerge anche tra gli italiani residenti in Europa, dove la comunità appare spaccata e il risultato tutt'altro che scontato. È proprio in questo scenario di estremo equilibrio che entra in gioco una variabile potenzialmente decisiva: il voto degli italiani residenti in America Latina.

Le comunità italiane di Brasile, Argentina, Uruguay e Venezuela rappresentano un bacino elettorale storicamente molto attivo e con caratteristiche peculiari. A differenza dei connazionali europei, gli italiani in Sudamerica vivono da generazioni in contesti giuridici dove la separazione tra chi giudica e chi accusa è un principio consolidato e mai messo in discussione.

Questa familiarità con il modello della separazione delle carriere, unita a un forte senso di appartenenza alle radici italiane, rende queste comunità naturalmente orientate verso il Sì. Come ha sottolineato lo stesso Riccardo Merlo, presidente del Maie e profondo conoscitore delle dinamiche elettorali sudamericane, si stima che tra il 40 e il 50 per cento degli italiani all'estero che andranno a votare si esprimerà favorevolmente alla riforma.

Con oltre un milione di potenziali elettori sparsi tra Europa e Americhe, il voto dall'estero non è più un dettaglio marginale ma un fattore strutturale. In un referendum dove ogni punto percentuale conta, anche poche decine di migliaia di voti in più dal Sudamerica potrebbero ribaltare un risultato altrimenti in bilico.

La storia recente dei referendum italiani insegna che le consultazioni si vincono o si perdono spesso sui margini. E in questo caso, il margine potrebbe parlare con accento portoghese o rioplatense. Se il fronte del Sì riuscirà a mobilitare efficacemente le comunità latinoamericane, avrà in mano la chiave per trasformare un testa a testa in una vittoria netta.

Il messaggio di Merlo è chiaro: non si tratta di una battaglia ideologica, ma di una riforma che per milioni di italiani nel mondo è già vita quotidiana. E proprio loro, da migliaia di chilometri di distanza, potrebbero scrivere un capitolo decisivo nella storia della giustizia italiana.

Cosa prevede il referendum sulla separazione delle carriere

Il referendum sulla giustizia chiede ai cittadini italiani di esprimersi sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, ovvero tra i giudici che emettono le sentenze e i pubblici ministeri che sostengono l'accusa nei processi. Si tratta di una delle riforme più discusse degli ultimi decenni nel panorama giuridico italiano, sostenuta trasversalmente da esponenti sia di centrodestra che di centrosinistra.

Pubblicato il: 27 febbraio 2026 alle ore 09:08

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

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