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Redditi dichiarati: la classifica dei comuni dove si guadagna di più e il divario Nord-Sud
Editoriali

Redditi dichiarati: la classifica dei comuni dove si guadagna di più e il divario Nord-Sud

I dati MEF 2024 sui redditi dichiarati: Maccastorna guida la classifica, Milano prima tra i capoluoghi. Il divario Nord-Sud in numeri concreti.

Indice: In breve | Maccastorna, Lajatico, Portofino: il podio dei comuni 2024 | I capoluoghi di provincia: la classifica 2024 | Il divario Nord-Sud: i dati per macro-area | Cosa non dice la classifica: tre limiti da conoscere | Domande frequenti

In breve

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Maccastorna, Lajatico, Portofino: il podio dei comuni 2024

Il comune con il reddito complessivo medio pro capite più alto d'Italia nel 2024 si chiama Maccastorna, in provincia di Lodi. Conta appena 76 contribuenti dichiaranti e registra un reddito medio di 72.684 euro. Al secondo posto si trova Lajatico, nel Pisano, con 69.475 euro, dove risiede il tenore Andrea Bocelli. Terza posizione per Portofino, nel Genovese, con 61.616 euro: borgo ligure dove ha trasferito la residenza Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset.

La top 20 nazionale è composta quasi interamente da centri piccoli o medi del Centro-Nord. Tra i più frequenti figurano i comuni lombardi, seguiti da alcune presenze piemontesi (Pino Torinese, Pecetto, Solonghello), liguri (Bonassola), toscane (Forte dei Marmi) e la valdostana Courmayeur. Nessun comune del Sud o delle Isole entra nelle prime venti posizioni.

La spiegazione statistica è semplice. In un comune con poche decine di contribuenti, la residenza di un solo individuo con redditi nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro sposta la media pro capite dell'intero comune verso l'alto in modo significativo. A Maccastorna, 76 contribuenti bastano perché il trasferimento di uno o due soggetti facoltosi triplichi il reddito medio rispetto alla media nazionale. Lo stesso meccanismo vale per Lajatico e per Portofino, dove la presenza di personaggi noti con redditi molto elevati determina il posizionamento in classifica.

I capoluoghi di provincia: la classifica 2024

La classifica dei capoluoghi di provincia è statisticamente più robusta rispetto a quella dei comuni minori, perché si basa su basi di contribuenti molto più ampie. Milano guida la graduatoria con 40.237 euro di reddito complessivo medio pro capite, confermando il primato degli anni precedenti. Seguono, nell'ordine:

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All'estremo opposto della classifica dei capoluoghi si trovano Foggia (14.953 euro), Agrigento (15.059 euro) e Caserta (15.288 euro). Tra Milano e Foggia c'è una differenza di 25.284 euro: il capoluogo lombardo dichiara in media 2,7 volte di più rispetto al capoluogo pugliese. Napoli, pur non collocandosi agli ultimi posti tra i soli capoluoghi, si trova al 2.449° posto nella classifica generale: una distanza abissale da Bologna (115°) e da Milano (9°).

Il divario Nord-Sud: i dati per macro-area

Il confronto per macro-area geografica mostra un gradiente netto. Il Nord-Ovest registra un reddito complessivo medio di 26.950 euro per contribuente, il Nord-Est di 25.370 euro, il Centro di 24.660 euro. Nel Mezzogiorno la media scende a 19.570 euro: 7.380 euro in meno rispetto al Nord-Ovest, un divario del 27% calcolato sul dato dichiarato.

A livello regionale, la Lombardia guida con 29.421 euro, seguita da Trentino-Alto Adige (27.978 euro) ed Emilia-Romagna (27.434 euro). In fondo alla graduatoria regionale si trovano Calabria (18.474 euro), Molise (19.889 euro) e Puglia (19.936 euro). Il divario tra Lombardia e Calabria supera i 10.900 euro, pari a circa il 59% in più del reddito medio calabrese.

A livello provinciale il quadro si precisa ulteriormente. La provincia di Milano registra un reddito complessivo medio di 33.803 euro, quella di Bologna 29.933 euro, quella di Monza e Brianza 29.827 euro. In fondo alla classifica provinciale si trovano Crotone (17.481 euro), Vibo Valentia (17.672 euro) e Ragusa (17.770 euro). Tutte e tre le province sono nel Meridione, a conferma della coerenza geografica del divario.

Cosa non dice la classifica: tre limiti da conoscere

Il reddito dichiarato non coincide con il reddito reale: la classifica MEF si basa sulle dichiarazioni fiscali (modello 730 e Redditi PF) e misura quanto i contribuenti comunicano al fisco, non la ricchezza effettiva. I comuni e le regioni del Sud presentano storicamente tassi di lavoro irregolare e di economia sommersa più elevati rispetto al Nord, il che rende il confronto geografico un indicatore parziale della distribuzione reale del reddito in Italia.

I comuni in testa alla classifica non sono necessariamente i luoghi migliori dove vivere: Maccastorna è il comune con la media più alta, ma conta circa 80 abitanti e non offre i servizi di un centro urbano. La classifica dice dove risiedono contribuenti con redditi elevati, non dove si vive meglio. Portofino e Lajatico, per ragioni diverse, condividono lo stesso meccanismo: la presenza di uno o pochi personaggi con redditi molto alti gonfia il dato medio dell'intero comune.

Milano al 9° posto non significa che ci siano otto comuni più ricchi di Milano nel senso comune del termine: quei comuni occupano le prime posizioni per effetto statistico di pochi residenti ad alto reddito. La classifica generale misura la media pro capite senza tenere conto delle dimensioni demografiche. Il confronto tra grandi città colloca Milano nettamente in testa; confrontarla con piccoli comuni del vertice è fuorviante quanto confrontare il PIL totale di un grande paese con il PIL pro capite di uno stato micro.

Domande frequenti

Cosa misura la classifica del MEF sui redditi per comune?

La classifica si basa sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (modello 730 e Redditi PF) relative all'anno d'imposta 2024, presentate nel corso del 2025. Per ogni comune viene calcolato il reddito complessivo medio pro capite dei contribuenti residenti che hanno presentato dichiarazione. Non include chi non presenta dichiarazione: lavoratori autonomi in regime forfettario sotto soglia, titolari di soli redditi esenti o comunque non soggetti all'obbligo dichiarativo.

Perché i dati vengono pubblicati con un anno di ritardo?

Le dichiarazioni dei redditi relative al 2024 vengono presentate nel corso del 2025 e poi elaborate dal Dipartimento delle Finanze. La raccolta, la verifica e l'aggregazione dei dati per tutti i circa 7.900 comuni italiani richiedono diversi mesi. I dataset open data comunali compaiono sul portale del MEF generalmente nel corso dell'anno successivo alla presentazione delle dichiarazioni, con copertura completa dal 2001 a oggi.

È possibile consultare i dati per il proprio comune?

Il Dipartimento delle Finanze pubblica tutti i dati in formato open data, scaricabili liberamente dal portale ufficiale Statistiche dichiarazioni IRPEF per comune - Dipartimento delle Finanze. I dataset sono in formato CSV, coprono tutti i comuni italiani e sono disponibili per ogni anno dal 2001 a oggi.

Milano è sempre stata il primo capoluogo nella classifica dei redditi?

I dati MEF confermano il primato di Milano tra i capoluoghi di provincia in modo costante negli ultimi anni. La concentrazione di funzioni finanziarie, direzionali e di servizi ad alto valore aggiunto nell'area metropolitana milanese ha consolidato questo primato. Tra il 2023 e il 2024 il reddito medio dichiarato a Milano è cresciuto del 3,3%, in linea con la dinamica delle altre grandi città del Nord.

I dati MEF 2024 confermano una geografia economica che si ripete da anni con variazioni contenute: il Nord dichiara di più, i capoluoghi del Sud si collocano nella metà bassa della classifica, e i vertici assoluti appartengono a piccoli comuni dove la residenza di uno o pochi contribuenti facoltosi altera la media pro capite. Leggere questa classifica tenendo conto dei suoi limiti statistici - il reddito dichiarato non è il reddito reale, e la dimensione del comune conta quanto il dato stesso - è il modo più preciso per trasformare questi numeri in una comprensione utile della distribuzione del reddito in Italia.

Pubblicato il: 29 aprile 2026 alle ore 13:33

Domande frequenti

Perché i comuni con pochi abitanti occupano le prime posizioni nella classifica dei redditi medi?

Nei comuni con pochi contribuenti, la presenza di uno o due residenti con redditi molto elevati può alzare notevolmente la media pro capite. Questo effetto statistico fa sì che piccoli centri possano superare realtà più grandi nella classifica.

Cosa rivela il confronto tra Nord e Sud Italia sui redditi dichiarati?

Il confronto mostra un netto divario: il Nord ha redditi medi dichiarati molto più alti rispetto al Sud. Ad esempio, tra Lombardia e Calabria la differenza supera i 10.900 euro, con il Nord che dichiara circa il 59% in più rispetto ad alcune regioni meridionali.

Quali sono i limiti principali della classifica dei redditi dichiarati per comune?

La classifica si basa sui redditi dichiarati al fisco, che non coincidono sempre con la ricchezza reale, specialmente nelle aree con alta evasione o lavoro sommerso. Inoltre, la media pro capite può essere distorta nei piccoli comuni dalla presenza di pochi contribuenti con redditi elevati.

Milano è davvero la città più “ricca” d’Italia secondo questa classifica?

Milano guida la classifica dei capoluoghi di provincia per reddito medio dichiarato, grazie alla sua base ampia di contribuenti e al tessuto economico avanzato. Tuttavia, alcuni piccoli comuni la superano nella media pro capite solo per effetto statistico, non per ricchezza diffusa.

Come si possono consultare i dati sui redditi dichiarati per il proprio comune?

Il Dipartimento delle Finanze pubblica i dati in formato open data, disponibili sul portale ufficiale delle Statistiche dichiarazioni IRPEF per comune. I dataset coprono tutti i comuni italiani e sono aggiornati annualmente dal 2001 a oggi.

Simona Alba

Articolo creato da

Simona Alba

Giornalista Pubblicista Simona Alba è una professionista dell’editoria, giornalista ed esperta in comunicazione con una solida specializzazione nella gestione di processi culturali e innovazione digitale. Laureata in Progettazione e gestione di eventi e imprese culturali a Firenze, ha proseguito il suo percorso accademico a Roma, presso l’Università La Sapienza, dove ha conseguito la laurea magistrale in Editoria e Giornalismo, focalizzandosi sull'analisi del panorama informativo contemporaneo e sul giornalismo d’inchiesta. Attualmente redattrice presso Edunews24, dove sviluppa contenuti focalizzati su istruzione, formazione, ricerca e nuove tecnologie. Nella sua attività professionale, coniuga il rigore dell'approfondimento giornalistico con le più avanzate strategie di analisi SEO e dinamiche del web, con l'obiettivo di rendere la divulgazione scientifica e culturale uno strumento accessibile per lo sviluppo dello spirito critico. Nel corso della sua carriera ha maturato esperienza all'interno di redazioni giornalistiche, distinguendosi per la capacità di interpretare la cultura come motore di cambiamento sociale e organizzativo.

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