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Il TAR annulla il provvedimento 'Bologna Città 30': analisi dei vantaggi e delle critiche
Editoriali

Il TAR annulla il provvedimento 'Bologna Città 30': analisi dei vantaggi e delle critiche

Il Tribunale Amministrativo Regionale dell'Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento 'Bologna Città 30', suscitando un acceso dibattito sui benefici e le criticità del limite di velocità a 30 km/h nelle aree urbane.

Sommario

  • Introduzione al provvedimento 'Bologna Città 30'
  • La decisione del TAR: motivazioni e implicazioni
  • Vantaggi del limite di velocità a 30 km/h
  • Critiche e opposizioni al provvedimento
  • Reazioni politiche e istituzionali
  • Prospettive future per la mobilità urbana a Bologna
  • Sintesi finale

Introduzione al provvedimento 'Bologna Città 30'

Il progetto “Bologna Città 30” è stato introdotto dall’amministrazione comunale per aumentare la sicurezza stradale e migliorare la qualità della vita in città. L’obiettivo principale era ridurre gli incidenti e i feriti, rendendo le strade più sicure per pedoni, ciclisti e automobilisti. Il provvedimento prevedeva l’estensione del limite di velocità a 30 km/h su circa il 70% del territorio cittadino, mantenendo velocità più alte solo sulle arterie principali ad alto scorrimento. Questa misura faceva parte di un piano più ampio di mobilità sostenibile, volto a favorire l’uso di biciclette e mezzi pubblici, a diminuire l’inquinamento e a rendere il traffico urbano più fluido e vivibile per tutti i cittadini.

La decisione del TAR: motivazioni e implicazioni

Il 20 gennaio 2026, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) dell'Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento 'Bologna Città 30', accogliendo il ricorso presentato da alcuni tassisti. La sentenza ha evidenziato che l'estensione generalizzata del limite di velocità a 30 km/h non era adeguatamente motivata per ciascuna strada interessata, come richiesto dalla normativa vigente. Inoltre, il TAR ha sottolineato che l'amministrazione comunale non aveva fornito sufficienti evidenze sull'efficacia della misura in termini di sicurezza stradale e riduzione degli incidenti.

Vantaggi del limite di velocità a 30 km/h

Negli ultimi due anni, durante la sperimentazione del progetto “Bologna Città 30”, i dati ufficiali mostrano un impatto positivo sulla sicurezza stradale. Rispetto ai periodi precedenti, gli incidenti totali sono diminuiti, così come le persone ferite, con una riduzione significativa dei casi più gravi e dei decessi. In particolare, il numero di incidenti con conseguenze fatali è calato di oltre un terzo, e gli incidenti che coinvolgono pedoni sono sensibilmente diminuiti. Allo stesso tempo, l’uso della bicicletta e del servizio di bike sharing è aumentato in modo consistente, dimostrando un cambio di abitudini nella mobilità urbana.

Anche sotto il profilo ambientale, i primi dati confermano benefici interessanti. Le emissioni di ossidi di azoto, strettamente legate al traffico, hanno raggiunto i livelli più bassi degli ultimi dieci anni, grazie alla riduzione della velocità e all’aumento degli spostamenti con mezzi sostenibili. Limiti più bassi non hanno solo migliorato la sicurezza, ma hanno contribuito anche a rendere l’aria in città più pulita e respirabile.

Critiche e opposizioni al provvedimento

Nonostante i potenziali benefici, il provvedimento 'Bologna Città 30' ha incontrato diverse opposizioni:

  • Impatto negativo sulle attività economiche: alcuni operatori, come i tassisti, hanno lamentato una riduzione delle corse e un aumento dei tempi di percorrenza, con conseguenti perdite economiche.
  • Mancanza di alternative di trasporto pubblico efficienti: la riduzione della velocità senza un potenziamento del trasporto pubblico può penalizzare i pendolari e chi non ha alternative all'uso dell'auto privata.
  • Percezione di misure ideologiche: alcuni critici hanno interpretato il provvedimento come una scelta politica non supportata da sufficienti evidenze tecniche.

Reazioni politiche e istituzionali

La decisione del TAR ha suscitato reazioni contrastanti nel panorama politico:

  • Amministrazione comunale: il sindaco Matteo Lepore ha difeso il provvedimento, sottolineando i dati positivi sulla sicurezza stradale e annunciando l'intenzione di proseguire con misure volte a migliorare la mobilità urbana.
  • Opposizione: esponenti del centrodestra, tra cui il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, hanno accolto favorevolmente la sentenza, definendo il provvedimento una misura ideologica e punitiva nei confronti dei cittadini.

Prospettive future per la mobilità urbana a Bologna

Alla luce della sentenza del TAR, l'amministrazione comunale dovrà rivedere le proprie strategie per la mobilità urbana. Possibili azioni future includono:

  • Revisione del provvedimento: motivare in modo specifico l'adozione del limite di 30 km/h per ciascuna strada, in conformità con le indicazioni del TAR.
  • Potenziamento del trasporto pubblico: migliorare l'efficienza e la copertura dei mezzi pubblici per offrire valide alternative all'uso dell'auto privata.
  • Coinvolgimento della cittadinanza: promuovere consultazioni pubbliche per raccogliere suggerimenti e aumentare il consenso sulle misure di mobilità sostenibile.

Sintesi finale

La sentenza del TAR che annulla il provvedimento 'Bologna Città 30' rappresenta un punto di svolta nel dibattito sulla mobilità urbana. Mentre i benefici di un limite di velocità ridotto sono riconosciuti, è fondamentale che tali misure siano supportate da motivazioni specifiche e da un adeguato coinvolgimento della cittadinanza. L'amministrazione comunale è ora chiamata a rivedere le proprie politiche, bilanciando sicurezza stradale, efficienza dei trasporti e esigenze economiche dei cittadini.

Ilaria Brozzi

Pubblicato il: 22 gennaio 2026 alle ore 15:24

Ilaria Brozzi

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Ilaria Brozzi

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