Loading...
Fino a 1300 euro per ogni Famiglia tra Libri, Zaini e Grembiuli
Editoriali

Fino a 1300 euro per ogni Famiglia tra Libri, Zaini e Grembiuli

Disponibile in formato audio

Settembre, si torna a scuola, ma per gli italiani è diventato il mese più costoso dell'anno tra libri, materiale scolastico, zaini, grembiuli e attività extracurricolari. Moltiplicando per i quasi 8 milioni di studenti italiani, si arriva a una spesa complessiva di circa 10 miliardi di euro che grave interamente sulle spalle delle famiglie.

Settembre, si torna a scuola, ma per le famiglie italiane è diventato il mese più costoso dell'anno: ogni nucleo spende mediamente 1.300 euro per figlio tra libri, materiale scolastico, zaini, grembiuli e attività extracurricolari. Moltiplicando per i quasi 8 milioni di studenti italiani, parliamo di una spesa complessiva di circa 10 miliardi di euro che grave interamente sulle spalle delle famiglie. Questa è la stima, da far tremare i polsi, dello studio fiorentino Susini Group stp. Rispetto alle altre famiglie europee, quelle italiane sono costrette a sostenere costi più alti, ciò è dovuto anche all'investimento del nostro Stato che destina appena il 3,9% del pil nell'istruzione, contro una media europea del 4,6%. Se l'Italia raggiungesse gli standard europei, significherebbe investire 15 miliardi di euro in più ogni anno nel sistema educativo, cifra che potrebbe rivoluzionare la scuola pubblica e alleggerire drasticamente i costi per le famiglie. Quest'anno i prezzi sono incrementati ulteriormente: i libri di testo sono aumentati del 1,8% rispetto al 2024. Un dizionario costa oggi fino a 90 euro, uno zaino di marca può superare i 150 euro, e non parliamo delle calcolatrici scientifiche che sfiorano i 200 euro. E' un mercato oligopolistico dove pochi attori dominano e le famiglie non hanno alternative. "La soluzione - afferma Sandro Susini, fondatore di Susini Group stp - esiste ed è a portata di mano. Buoni libri universali per tutte le famiglie con Isee sotto i 35.000 euro potrebbero ridurre del 70% i costi. Piattaforme digitali nazionali per i libri di testo ridurrebbero i prezzi del 40-50%. Mercatini dell'usato istituzionalizzati in ogni scuola permetterebbero risparmi fino al 60%. Il caro-scuola non è un fenomeno naturale ma il risultato di scelte politiche precise. Mentre altri Paesi europei garantiscono libri gratuiti e materiale scolastico incluso, l'Italia scarica da anni tutto sulle famiglie, trasformando il diritto all'istruzione in un privilegio economico. E' tempo di dire basta a questa tassa occulta che ogni settembre impoverisce milioni di famiglie italiane. Occorre investire di più nell'intelligenza naturale e meno in quella artificiale".

(Adnkronos/Labitalia)

Pubblicato il: 16 settembre 2025 alle ore 15:17

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

Articoli Correlati