L'ANVUR si prepara a cambiare volto. Il 18 marzo 2026 il Ministero dell'Università e della Ricerca ha ufficializzato l'avvio delle procedure per il rinnovo completo dei vertici dell'Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca, l'organismo pubblico che da oltre un decennio sovrintende alla qualità degli atenei e degli enti di ricerca del Paese. Con la pubblicazione di due distinti avvisi sul sito istituzionale del MUR, si apre una fase cruciale per il futuro della valutazione accademica italiana. Le candidature, da presentare esclusivamente in modalità telematica, dovranno pervenire entro le ore 18:00 del 7 aprile 2026. La finestra temporale è dunque relativamente stretta, poco più di venti giorni, un dato che impone ai potenziali candidati di muoversi rapidamente. La doppia procedura riguarda sia la figura apicale dell'Agenzia, il presidente, sia i quattro componenti del Consiglio direttivo, ciascuno espressione di un'area disciplinare specifica. La scelta dei nuovi vertici avrà ripercussioni dirette sulle politiche di valutazione della ricerca e della didattica universitaria per i prossimi quattro anni, in un momento in cui il sistema della formazione superiore è attraversato da trasformazioni profonde, dalla digitalizzazione alla crescente internazionalizzazione, fino alle sfide poste dall'intelligenza artificiale. Come dimostrano le recenti iniziative di Meta avvia l'addestramento dell'IA in Europa con dati pubblici, il confine tra ricerca, tecnologia e gestione dei dati è sempre più sottile, e la nuova governance ANVUR dovrà misurarsi anche con questi scenari.
Il rinnovo dei vertici ANVUR: cosa prevede la procedura
La procedura si articola su due binari paralleli ma distinti. Il primo riguarda la presidenza dell'Agenzia, il secondo il Consiglio direttivo. Entrambi i percorsi sono stati attivati con avvisi pubblicati nella sezione Concorsi e Avvisi del sito del MUR, disponibili anche in lingua inglese per favorire la partecipazione di candidati internazionali. Non si tratta di un dettaglio formale: la scelta di rendere bilingue la documentazione riflette la volontà di aprire la selezione a profili di respiro europeo e globale, un orientamento coerente con le best practice adottate dalle principali agenzie di valutazione del continente. L'ANVUR, istituita nel 2006 e operativa dal 2011, rappresenta il perno del sistema italiano di assicurazione della qualità nell'istruzione superiore. Le sue funzioni spaziano dall'accreditamento iniziale e periodico delle sedi e dei corsi di studio alla Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR), passando per l'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) e la valutazione delle strutture AFAM. Il peso delle decisioni assunte dai suoi organi di governo è dunque enorme: da esse dipendono l'allocazione di risorse, la reputazione degli atenei e, in ultima analisi, la qualità della formazione offerta a centinaia di migliaia di studenti. Il rinnovo arriva in un contesto di crescente attenzione alla trasparenza delle procedure selettive nel settore pubblico. Le modalità telematiche per la presentazione delle domande, con accesso tramite piattaforma online dedicata, rispondono a un'esigenza di tracciabilità e accessibilità che il MUR ha progressivamente esteso a tutte le proprie procedure concorsuali. Un approccio simile a quello adottato in ambito scolastico per la gestione dei dati personali, come emerge dalle recenti Indicazioni Ministeriali sul Trattamento dei Dati degli Studenti: Focus sull'Art. 96 del Codice Privacy, segno di una sensibilità istituzionale trasversale verso la correttezza amministrativa.
La selezione del nuovo presidente
Per la presidenza dell'ANVUR, l'avviso ministeriale prevede l'individuazione di una terna di candidati da sottoporre al Ministro dell'Università e della Ricerca. Le candidature sono aperte dalle ore 18:00 del 17 marzo 2026 e si chiuderanno alle ore 18:00 del 7 aprile 2026. La procedura è rivolta, come recita testualmente il bando, a "personalità, anche straniere, di alta e riconosciuta qualificazione ed esperienza nel campo dell'istruzione superiore e della ricerca, nonché della valutazione di tali attività, provenienti da una pluralità di ambiti professionali e disciplinari". Una formulazione ampia, che non circoscrive il profilo a un settore accademico specifico ma valorizza la trasversalità delle competenze. Il Presidente dell'ANVUR viene nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro. Il mandato ha durata quadriennale e non è rinnovabile: una previsione normativa pensata per garantire l'indipendenza della carica e prevenire dinamiche di consolidamento del potere. Chi siederà alla guida dell'Agenzia nei prossimi quattro anni dovrà affrontare sfide rilevanti. Tra queste, la revisione dei criteri di valutazione della ricerca alla luce dell'evoluzione delle metriche bibliometriche e dell'open science, il rafforzamento del ruolo dell'ANVUR nel contesto europeo, dove agenzie come la QAA britannica o l'HCERES francese hanno consolidato modelli di valutazione sempre più sofisticati, e la gestione del delicato equilibrio tra autonomia universitaria e accountability. La scelta di consentire candidature anche a personalità straniere non è nuova, ma assume un significato particolare in questa tornata. Negli ultimi anni, diversi Paesi europei hanno optato per leadership delle proprie agenzie di valutazione con profili internazionali, riconoscendo che la qualità della ricerca e della formazione superiore non conosce confini nazionali. L'Italia, con questa apertura, si allinea a una tendenza consolidata.
Il rinnovo del Consiglio direttivo e le quattro aree
In parallelo alla selezione del presidente, il MUR ha avviato la procedura per la definizione delle quattro terne di candidati destinate al rinnovo del Consiglio direttivo dell'ANVUR. L'organo collegiale è articolato per aree disciplinari, ciascuna delle quali esprime un componente. Le aree individuate sono:
- Area tecnico-scientifica
- Scienze della vita e della salute
- Area economico-giuridico-umanistica
- Settore AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica)
Ogni candidato può concorrere per una sola area e deve dimostrare una solida esperienza scientifica unita a competenze specifiche nella valutazione del sistema universitario e della ricerca. La scadenza per la presentazione delle domande coincide con quella prevista per la presidenza: 7 aprile 2026. Anche in questo caso le candidature vanno inoltrate attraverso la piattaforma online del MUR. La suddivisione per aree riflette la complessità del sistema della formazione superiore italiano, che comprende non soltanto le università statali e non statali, gli istituti universitari a ordinamento speciale e le università telematiche, ma anche l'intero comparto AFAM, con i conservatori, le accademie di belle arti e gli istituti superiori per le industrie artistiche. La presenza di un componente del Consiglio dedicato specificamente al settore AFAM è un riconoscimento della specificità di questo segmento formativo, che negli ultimi anni ha conosciuto una significativa crescita in termini di iscritti e di rilevanza nel panorama culturale nazionale. I componenti del Consiglio direttivo restano in carica quattro anni, con mandato rinnovabile una sola volta, a differenza di quanto previsto per il presidente. L'incarico è a tempo pieno e comporta un regime di incompatibilità con altri rapporti di lavoro presso le istituzioni soggette a valutazione da parte dell'Agenzia: una garanzia di terzietà che il legislatore ha ritenuto indispensabile per preservare la credibilità dell'intero sistema valutativo.
Il Comitato di selezione: chi valuterà i candidati
Con decreto del 20 febbraio 2026, il MUR ha definito la composizione del Comitato di selezione incaricato di esaminare le candidature. La presidenza è stata affidata al prof. Marco Mancini, ordinario di Glottologia e linguistica presso l'Università di Roma La Sapienza e Segretario generale del MUR. Un profilo che unisce competenza accademica e conoscenza approfondita della macchina ministeriale. Accanto a Mancini siedono altri due membri di nomina ministeriale: il prof. Antonio Zoccoli, ordinario di Fisica sperimentale all'Università degli Studi di Bologna, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e della Consulta dei Presidenti degli Enti Pubblici di Ricerca (CoPER); e la prof.ssa Caterina Petrillo, ordinaria di Fisica sperimentale della materia condensata all'Università degli Studi di Perugia e presidente di Area Science Park. Due figure di primo piano nel panorama della ricerca italiana, con esperienze di governance di enti complessi. Il Comitato è completato da due componenti di designazione esterna:
- Il prof. Guido Martinelli, ordinario di Fisica teorica presso l'Università di Roma La Sapienza e membro del Comitato Nazionale per la Valutazione della Ricerca (CNVR), designato dal Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei.
- Il prof. Marco Ottaviani, ordinario di Economia presso l'Università Bocconi, designato dal Presidente dello European Research Council.
La composizione del Comitato rivela alcune scelte precise. Tre dei cinque membri provengono dall'area della fisica, una disciplina che vanta una lunga tradizione di eccellenza in Italia e che ha sviluppato metodologie consolidate di valutazione della produzione scientifica. La presenza di un economista della Bocconi e di un linguista alla presidenza garantisce tuttavia un minimo di pluralismo disciplinare. La designazione da parte dell'European Research Council conferisce al processo una dimensione internazionale significativa.
Come funziona la valutazione e le incompatibilità
Il Comitato di selezione procederà attraverso due fasi distinte. La prima consiste nella verifica di ammissibilità delle candidature, un passaggio formale ma essenziale per accertare il possesso dei requisiti previsti dagli avvisi. La seconda fase è una valutazione comparativa dei candidati ammessi, durante la quale il Comitato potrà ricorrere ad audizioni per approfondire competenze, attitudini gestionali e visione strategica dei singoli aspiranti. Il ricorso alle audizioni non è obbligatorio ma facoltativo, una flessibilità che consente al Comitato di calibrare l'intensità del processo selettivo in funzione del numero e della qualità delle candidature pervenute. Nella prassi delle precedenti selezioni ANVUR, le audizioni si sono rivelate uno strumento prezioso per distinguere tra candidati con curricula sulla carta equivalenti. Il regime di incompatibilità previsto per i componenti del Consiglio direttivo merita un approfondimento. Chi viene nominato deve cessare qualsiasi rapporto di lavoro con università, enti di ricerca e istituzioni AFAM soggette alla valutazione dell'Agenzia. Si tratta di una previsione stringente, che di fatto impone ai docenti universitari eventualmente selezionati di collocarsi in aspettativa o in posizione di fuori ruolo per l'intera durata del mandato. Una scelta radicale, che ha l'effetto collaterale di restringere il bacino dei potenziali candidati: non tutti i professori di ruolo sono disposti ad abbandonare, anche temporaneamente, la propria attività didattica e di ricerca. Tuttavia, è proprio questa rigidità a conferire credibilità al sistema. Un'agenzia di valutazione i cui vertici mantenessero legami operativi con le istituzioni valutate perderebbe inevitabilmente di autorevolezza.
Il ruolo strategico dell'ANVUR nel sistema universitario italiano
Il rinnovo dei vertici ANVUR arriva in un momento di transizione per l'intero ecosistema della formazione superiore e della ricerca. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha iniettato risorse senza precedenti nel sistema universitario, con investimenti su housing universitario, dottorati innovativi e infrastrutture di ricerca. La nuova governance dell'Agenzia dovrà accompagnare la fase di monitoraggio e valutazione dell'impatto di questi investimenti, un compito che richiede competenze tecniche sofisticate e indipendenza di giudizio. Sul piano europeo, l'ANVUR è membro dell'ENQA (European Association for Quality Assurance in Higher Education) e iscritta nell'EQAR (European Quality Assurance Register). Il mantenimento di queste affiliazioni, che certificano la conformità dell'Agenzia agli Standards and Guidelines for Quality Assurance in the European Higher Education Area (ESG), non è scontato: richiede revisioni periodiche e il rispetto di standard in continua evoluzione. La prossima leadership dovrà garantire che l'Italia resti pienamente integrata nel circuito europeo della qualità. C'è poi la questione della VQR, la Valutazione della Qualità della Ricerca, esercizio periodico che classifica la produzione scientifica di atenei e dipartimenti e influenza la distribuzione della quota premiale del Fondo di Finanziamento Ordinario. L'ultima edizione ha suscitato dibattiti accesi nella comunità accademica, con critiche rivolte sia alle metodologie impiegate sia ai tempi di restituzione dei risultati. Il nuovo Consiglio direttivo avrà il compito di avviare la prossima tornata, eventualmente rivedendo criteri e procedure alla luce delle osservazioni ricevute.
In definitiva, la procedura avviata il 18 marzo 2026 dal MUR non è un mero adempimento burocratico. La scelta dei nuovi vertici dell'ANVUR definirà l'orizzonte della valutazione universitaria e della ricerca per il prossimo quadriennio. Il Comitato di selezione presieduto dal prof. Marco Mancini ha davanti a sé una responsabilità considerevole: individuare profili capaci di coniugare rigore scientifico, visione strategica e capacità gestionale, in un contesto in cui la qualità del sistema formativo italiano è sempre più misurata, confrontata e, inevitabilmente, giudicata.