- Il Festival torna all'Auditorium Parco della Musica
- "Fare parentele": il tema dell'edizione 2026
- Sei percorsi tematici e l'installazione ORTO di Ciriaco Campus
- Roma, capitale anche del verde
- Domande frequenti
Il Festival torna all'Auditorium Parco della Musica
Prende il via il 10 aprile 2026, il Festival del Verde e del Paesaggio, la manifestazione che da anni trasforma il giardino pensile dell'Auditorium Parco della Musica in un laboratorio a cielo aperto dove architettura, botanica e cultura si intrecciano. Tre giorni, fino al 12 aprile, per riscoprire il rapporto tra natura e dimensione urbana in una delle cornici più suggestive della Capitale.
La scelta della location non è casuale. Il giardino pensile progettato da Renzo Piano rappresenta già di per sé un manifesto di convivenza tra costruito e verde, un luogo dove la vegetazione mediterranea dialoga con le strutture in travertino. Proprio qui, tra terrazze e percorsi alberati, il festival trova il suo palcoscenico naturale.
"Fare parentele": il tema dell'edizione 2026
Ogni edizione sceglie un filo conduttore. Quest'anno la bussola è "Fare parentele", un'espressione che evoca la necessità di ricucire legami spezzati, di riconoscere vincoli di prossimità tra esseri umani e mondo vegetale. Non si tratta di semplice retorica ambientalista. L'intento dichiarato dagli organizzatori è più sottile: restituire alla natura il ruolo di parente prossima della nostra vita quotidiana, non sfondo decorativo ma interlocutrice attiva.
Un approccio che richiama, su un altro versante culturale, le riflessioni portate avanti da diverse istituzioni romane sul rapporto tra creatività e territorio. La Capitale, del resto, si conferma un crocevia di proposte che spaziano dall'arte alla sostenibilità: basti pensare alle recenti iniziative legate al turismo verde e alla spesa sostenibile, segno di una sensibilità crescente verso questi temi.
Sei percorsi tematici e l'installazione ORTO di Ciriaco Campus
Il programma prevede sei percorsi tematici pensati per guidare i visitatori attraverso esperienze diverse, dalla progettazione del giardino alla riflessione filosofica sul paesaggio. Una struttura che punta a coinvolgere un pubblico ampio: appassionati di giardinaggio, famiglie, professionisti del settore, ma anche semplici curiosi attratti dall'idea di una passeggiata tra installazioni e piante.
Tra le proposte più attese c'è l'installazione ORTO, firmata dall'artista Ciriaco Campus. L'opera accoglie i visitatori all'ingresso del festival e si propone come soglia simbolica tra il mondo esterno e lo spazio della manifestazione. Campus, artista noto per il suo lavoro al confine tra scultura e ambiente, ha concepito ORTO come un dispositivo capace di alterare la percezione dello spazio, invitando chi entra a rallentare il passo e a guardare con occhi diversi.
Non è un caso che il festival dedichi sempre più attenzione alla contaminazione tra arte e natura. Roma, in questo senso, offre un terreno fertile: la città che ospita mostre di risonanza internazionale trova nel verde un ulteriore linguaggio espressivo, capace di parlare a un pubblico trasversale.
Roma, capitale anche del verde
Il Festival del Verde e del Paesaggio si inserisce in un calendario di eventi culturali a Roma che nel mese di aprile 2026 appare particolarmente ricco. La scelta di collocarlo all'inizio della primavera risponde a una logica precisa: intercettare quel momento dell'anno in cui il desiderio di spazi aperti e il risveglio della vegetazione coincidono, creando le condizioni ideali per un evento che vive, letteralmente, all'aria aperta.
Stando a quanto emerge dall'organizzazione, l'obiettivo di lungo periodo resta quello di consolidare Roma come punto di riferimento nazionale per la cultura del paesaggio, un ambito in cui l'Italia possiede un patrimonio enorme ma spesso poco valorizzato. Il giardino storico, il parco urbano, il paesaggio agrario: tutti temi che meritano una riflessione pubblica e che il festival prova, anno dopo anno, a portare al centro del dibattito.
Tre giorni non cambiano una città. Ma possono cambiare il modo in cui la si guarda.