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Bernini in Cile per l'insediamento di Kast: cooperazione scientifica e visita all'ESO al centro della missione
Cultura

Bernini in Cile per l'insediamento di Kast: cooperazione scientifica e visita all'ESO al centro della missione

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Il Ministro dell'Università e della Ricerca ha rappresentato il Governo italiano al Cambio de mando del nuovo presidente cileno e ha avviato colloqui per rafforzare la collaborazione bilaterale nella ricerca

Bernini al Cambio de mando: l'Italia al fianco del Cile

Anna Maria Bernini, Ministro dell'Università e della Ricerca, è volata a Santiago per partecipare — in rappresentanza del Governo italiano — alla cerimonia ufficiale di insediamento del nuovo Presidente della Repubblica del Cile, José Antonio Kast. Il Cambio de mando, come viene tradizionalmente chiamato il passaggio di consegne presidenziale nel paese sudamericano, si è svolto l'11 marzo 2026 e ha visto la presenza di delegazioni da tutto il mondo.

La scelta di inviare il titolare del dicastero di via Crispi non è casuale. Segnala la volontà di Roma di investire sulla dimensione scientifica e tecnologica dei rapporti bilaterali con il Cile, un paese che negli ultimi decenni si è affermato come polo di eccellenza per la ricerca astronomica e le scienze della Terra, grazie anche alle sue condizioni geografiche uniche.

Il bilaterale con il Ministro Gates-Lincolao

A margine della cerimonia di insediamento, Bernini ha avuto un incontro bilaterale con il Ministro cileno della Scienza, Tecnologia, Conoscenza e Innovazione, Ximena Gates-Lincolao. Stando a quanto emerge, al centro del colloquio è stato posto il rafforzamento della cooperazione scientifica tra Italia e Cile, con particolare attenzione ai settori della ricerca di frontiera e alle possibilità di scambio accademico.

Non è la prima volta che i due paesi lavorano a un'intensificazione dei legami in ambito universitario e scientifico. L'Italia vanta già una presenza significativa in Cile attraverso programmi di collaborazione gestiti dal MUR e dal Ministero degli Affari Esteri, ma i margini di crescita restano ampi. La discussione tra i due ministri avrebbe toccato, tra gli altri punti:

  • Il potenziamento degli accordi di ricerca bilaterali in ambiti strategici come l'astrofisica, le energie rinnovabili e le scienze ambientali;
  • La promozione della mobilità di ricercatori e docenti tra atenei italiani e cileni;
  • L'individuazione di nuovi strumenti di finanziamento congiunto per progetti di ricerca.

La questione resta aperta su quali saranno le forme concrete che questa cooperazione assumerà nei prossimi mesi, ma il segnale politico è chiaro.

La visita all'European Southern Observatory

Il programma della missione cilena di Anna Maria Bernini prevede anche una tappa di grande rilievo simbolico e scientifico: la visita all'European Southern Observatory (ESO), l'organizzazione intergovernativa europea per la ricerca astronomica che ha nel deserto di Atacama, in Cile, alcune delle infrastrutture osservative più avanzate al mondo.

L'Italia è tra i paesi fondatori dell'ESO e contribuisce in misura significativa al suo bilancio. Proprio in Cile è in fase di completamento l'Extremely Large Telescope (ELT), il più grande telescopio ottico-infrarosso mai progettato, destinato a rivoluzionare la nostra comprensione dell'universo. La presenza del Ministro italiano presso la struttura rappresenta un modo per ribadire l'impegno del paese nella grande scienza internazionale e per verificare da vicino lo stato di avanzamento di progetti nei quali l'industria e la comunità scientifica italiane giocano un ruolo di primo piano.

Come sottolineato in più occasioni dallo stesso MUR, la partecipazione alle grandi infrastrutture di ricerca internazionali è considerata un pilastro della strategia italiana per la ricerca scientifica internazionale, capace di generare ricadute non solo in termini di conoscenza, ma anche di innovazione tecnologica e competitività industriale.

Il quadro più ampio: la diplomazia scientifica italiana in America Latina

La missione di Bernini in Cile si inserisce in un trend più ampio. L'Italia sta moltiplicando le iniziative di cooperazione universitaria internazionale con i paesi dell'America Latina, un'area con la quale condivide legami storici, linguistici e culturali profondi. Basti pensare alla recente missione istituzionale di ERSAF a Buenos Aires e Córdoba, che ha esplorato nuove forme di collaborazione tra Italia e Argentina nel campo della formazione e della cultura.

Si tratta di un approccio che potremmo definire di diplomazia scientifica: utilizzare la ricerca e l'alta formazione come leva per consolidare le relazioni internazionali. In un momento storico in cui la competizione globale per il talento e l'innovazione si fa sempre più serrata, l'apertura di canali privilegiati con paesi come il Cile — stabile, dinamico e dotato di un ecosistema di ricerca in crescita — appare una mossa strategica.

Resta ora da vedere se alle parole e alle strette di mano di Santiago seguiranno accordi vincolanti, finanziamenti dedicati e programmi operativi. La prossima mossa spetta ai tecnici dei due ministeri.

Pubblicato il: 13 marzo 2026 alle ore 14:45

Domande frequenti

Qual è stato il motivo principale della visita del Ministro Bernini in Cile?

Il Ministro Bernini si è recata in Cile per partecipare alla cerimonia di insediamento del nuovo Presidente José Antonio Kast e per rafforzare la cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e Cile.

Quali temi sono stati discussi durante l'incontro bilaterale tra Bernini e il Ministro cileno Gates-Lincolao?

Durante il bilaterale sono stati affrontati il rafforzamento degli accordi di ricerca, la mobilità di ricercatori e docenti tra i due paesi e l'individuazione di nuovi strumenti di finanziamento congiunto per progetti scientifici.

Perché la visita all'European Southern Observatory (ESO) è stata considerata significativa?

La visita all'ESO sottolinea l'importanza dell'impegno italiano nelle grandi infrastrutture di ricerca internazionali, dove l'Italia svolge un ruolo di primo piano, soprattutto nello sviluppo dell'Extremely Large Telescope (ELT).

Qual è il ruolo dell'Italia nell'ESO e nei progetti scientifici in Cile?

L'Italia è uno dei paesi fondatori dell'ESO e contribuisce in modo significativo sia al bilancio dell'organizzazione sia allo sviluppo di importanti progetti come l'ELT, coinvolgendo industria e comunità scientifica italiane.

In che modo la missione di Bernini si inserisce nella strategia di diplomazia scientifica italiana in America Latina?

La missione rappresenta parte di una più ampia strategia per usare la ricerca e l'alta formazione come strumenti di rafforzamento delle relazioni internazionali, promuovendo collaborazioni e scambi con paesi dell'America Latina.

Quali sono le prospettive future per la cooperazione scientifica tra Italia e Cile?

Le prospettive prevedono la definizione di accordi vincolanti, finanziamenti dedicati e programmi operativi congiunti, anche se restano da definire le modalità concrete di attuazione nei prossimi mesi.

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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