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Come l'IA affronta il calo demografico: tra produttività e welfare

L'Italia sta affrontando una crisi demografica senza precedenti. Nel 2025 le nascite sono scese a un minimo storico di 355.000, con un calo del 3,9% rispetto all'anno precedente e del 38% rispetto al 2008, con un tasso di fecondità di soli 1,14 figli per donna, ben al di sotto del livello necessario per il ricambio generazionale. La popolazione attiva è destinata a contrarsi significativamente: entro il 2050 il numero di lavoratori tra i 15 e i 64 anni scenderà di oltre 7 milioni rispetto al 2024, con conseguenti ripercussioni sul mercato del lavoro e sui sistemi di welfare e previdenza. La migrazione attualmente bilancia solo temporaneamente questo deficit demografico, mentre la composizione familiare si evolve verso nuclei sempre più piccoli. In questo contesto, l'intelligenza artificiale (IA) viene vista come uno strumento per mitigare la carenza di lavoratori. Attraverso l'automazione di compiti ripetitivi, il supporto decisionale e l'accelerazione dei processi produttivi, l'IA può aumentare la produttività del lavoro fino al 30% in certi settori, come stimato da Goldman Sachs. In Italia, l'adozione dell'IA da parte delle imprese, in particolare delle PMI, è in crescita, anche se fortemente eterogenea. Sebbene l'IA rappresenti un'opportunità per sostenere il sistema produttivo, essa non modifica la struttura demografica e non sostituisce le necessità di contribuenti attivi per il mantenimento delle pensioni e del welfare. Tuttavia, l'IA presenta limiti insuperabili nel colmare i divari demografici strutturali. Non aumenta il numero di contribuenti, essenziale per finanziare pensioni e servizi sociali, e non modula la domanda interna né la composizione demografica, in particolare rispetto all'invecchiamento progressivo della popolazione. La spesa pensionistica è in aumento, destinata a passare dal 15,2% del PIL nel 2025 al 17,1% nel 2040, aggravando il rapporto tra attivi e pensionati. Per risolvere alla radice il problema demografico occorrono politiche familiari efficaci e strutturali, quali incentivi alla natalità, supporto all'infanzia, flessibilità lavorativa e welfare, poiché solo così si potrà completare il contributo positivo dell'IA alla produttività nazionale.

Pubblicato: 25/5/2026