Stop definitivo dell’ANAC all’affidamento diretto sopra soglia per i laboratori professionalizzanti: tutte le novità per le scuole
Indice
- Introduzione: la posizione dell’ANAC
- Il contesto dei laboratori professionalizzanti nelle scuole
- La disciplina generale degli affidamenti diretti
- Il parere ANAC del 23 gennaio 2026: contenuti e implicazioni
- L’importanza della soglia dei 139.999,99 euro
- La questione del frazionamento artificioso della spesa
- Conseguenze per le stazioni appaltanti scolastiche e gli errori da evitare
- Le regole per la gestione dei fondi europei nelle scuole
- Procedure da adottare per laboratori scolastici: indicazioni operative
- Criticità, rischi e responsabilità
- Analisi di casi: esempi pratici e best practice
- Il ruolo dell’ANAC nella prevenzione della corruzione
- Le prospettive future: verso maggiore trasparenza e controllo
- Sintesi finale
Introduzione: la posizione dell’ANAC
L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha segnato una tappa fondamentale per il settore della scuola con il parere reso il 23 gennaio 2026. Il focus principale riguarda l’affidamento diretto per laboratori professionalizzanti, procedura particolarmente diffusa nelle istituzioni scolastiche, soprattutto quando ci si trova a gestire progetti complessi finanziati dai fondi europei. L’ANAC ha posto un veto definitivo sull’utilizzo di modalità semplificate oltre la soglia di 139.999,99 euro, rispondendo così alle numerose richieste di chiarimenti sollevate dalle stazioni appaltanti scolastiche.
Il contesto dei laboratori professionalizzanti nelle scuole
Negli ultimi anni, l’attenzione per la realizzazione e l’ammodernamento dei laboratori scolastici si è intensificata, anche grazie ai finanziamenti derivanti dai fondi strutturali europei. I laboratori professionalizzanti, infatti, rappresentano una leva strategica per rinnovare la didattica e favorire competenze spendibili nel mercato del lavoro. L’afflusso di risorse straordinarie—come nel caso del PNRR o di altri programmi europei—ha però reso più complessa la gestione amministrativa e tecnica degli appalti.
In questo scenario, molte scuole hanno optato per l’affidamento diretto laboratori professionalizzanti, ritenendo la procedura più rapida ed efficace. Tuttavia, l’esigenza di rispetto delle regole in materia di appalti pubblici e la trasparenza nella spesa pubblica richiedono attenzione e rispetto delle normative vigenti.
La disciplina generale degli affidamenti diretti
Il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) disciplina con precisione le soglie sopra e sotto le quali è possibile ricorrere a forme semplificate di affidamento. L’affidamento diretto è consentito nel settore delle forniture, servizi e lavori fino alla soglia di 139.999,99 euro. Superata questa soglia, è obbligatorio l’utilizzo di procedure ad evidenza pubblica, con una maggiore apertura e trasparenza verso il mercato.
Negli anni, la tendenza delle stazioni appaltanti, incluse le scuole, è stata quella di “spezzettare” le spese per rientrare nelle soglie dell’affidamento diretto, spesso anche su suggerimento degli stessi operatori economici chiamati a partecipare. Questo atteggiamento, però, è stato più volte stigmatizzato dall’ANAC e da altre autorità di controllo.
Il parere ANAC del 23 gennaio 2026: contenuti e implicazioni
Il parere ANAC 23 gennaio 2026 chiarisce in modo definitivo che l’affidamento diretto per laboratori professionalizzanti è considerato illegittimo se supera la soglia dei 139.999,99 euro, anche se l’importo viene suddiviso in più lotti. L’Autorità ha sottolineato che rileva l’importo complessivo dell’intervento, indipendentemente dalle modalità formali di suddivisione.
I punti salienti del parere:
- Il limite dei 139.999,99 euro riguarda l’importo totale di tutti i lotti relativi a un medesimo progetto o intervento.
- Il frazionamento artificioso della spesa—cioè la suddivisione immotivata di un unico appalto in più lotti per rientrare sotto soglia—è espressamente vietato.
- Le amministrazioni scolastiche devono documentare la ragionevolezza della suddivisione in lotti, ove prevista, dimostrando la reale autonomia funzionale delle singole parti.
- In caso di superamento della soglia, le scuole devono attivare le ordinarie procedure di gara.
L’importanza della soglia dei 139.999,99 euro
Il limite economico fissato dalla legislazione nazionale ed europea non è una mera formalità, bensì un presidio di trasparenza ed equità nel mercato degli appalti pubblici. La soglia affidamento diretto scuole indica il punto oltre il quale è doveroso garantire l’apertura alle migliori offerte e la massima competizione tra operatori, evitando favoritismi e pratiche elusive.
Sono molteplici le ragioni a supporto di questa soglia:
- Tutela della concorrenza, garantendo più partecipanti nei processi selettivi;
- Prevenzione degli abusi, impedendo frazionamenti immotivati delle spese;
- Trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici e in particolare dei fondi europei.
Per questi motivi, illegittimità affidamento diretto oltre 139999 euro diventa un punto chiave per la correttezza amministrativa.
La questione del frazionamento artificioso della spesa
Un principio consolidato della normativa in tema di appalti è il divieto di frazionamento artificioso appalti. Tale prassi consiste nello spezzettare una grossa fornitura o una serie di lavori in appalti più piccoli, ognuno sotto soglia, per eludere gli obblighi di pubblicità e gara previsti dalla legge.
L’ANAC ha più volte chiarito che il frazionamento artificioso:
- Viola il principio di trasparenza;
- Espone le amministrazioni e i responsabili del procedimento a responsabilità contabili e disciplinari;
- Rende la spesa pubblica meno controllabile e più soggetta ad abusi.
Il nuovo parere ribadisce e rafforza questi concetti, richiamando esplicitamente la sanzione della nullità degli atti e della conseguente responsabilità dei dirigenti scolastici che agiscono in violazione.
Conseguenze per le stazioni appaltanti scolastiche e gli errori da evitare
Alla luce del nuovo parere, le scuole e le stazioni appaltanti dovranno prestare particolare attenzione:
- Valutare sempre l’importo complessivo delle forniture o dei servizi collegati allo stesso progetto;
- Evitare di frazionare artificiosamente le richieste di spesa;
- Adeguare le procedure interne di controllo e validazione degli acquisti;
- Mantenere traccia documentale delle motivazioni alla base di ogni scelta gestionale;
- Attivare sempre le procedure di gara sopra soglia, scegliendo la più adeguata (aperta, ristretta, MEPA, ecc.).
Una mancata osservanza può comportare:
- Annullamento dei contratti;
- Revoca dei fondi europei assegnati;
- Segnalazioni alla Corte dei Conti e all’ANAC stessa.
Le regole per la gestione dei fondi europei nelle scuole
*Regole gestione fondi europei scuole*: la responsabilità nella corretta assegnazione e utilizzo dei fondi è elevatissima, considerata la rilevanza dei progetti finanziati. Tutte le norme sugli appalti si applicano con ancora maggiore attenzione quando si utilizzano risorse UE, dato il rischio di sanzioni gravi in caso di irregolarità. Non rispettare le soglie, affidare direttamente appalti sopra i limiti consentiti o frazionare la spesa in modo non giustificato possono comportare la perdita del finanziamento e un danno d’immagine per la scuola.
Ecco alcune best practice:
- Verificare accuratamente le linee guida e i bandi relativi al finanziamento ottenuto;
- Pianificare con precisione la suddivisione delle forniture, motivando ogni scelta;
- Operare sempre nel rispetto del principio di pubblicità e rotazione degli operatori economici.
Procedure da adottare per laboratori scolastici: indicazioni operative
Viste le precisazioni ANAC, ecco le principali procedure appalti laboratori scolastici da seguire:
- Censire tutte le esigenze progettuali legate al laboratorio professionalizzante.
- Determinare se le forniture e i servizi sono tra loro omogenei e, se sì, conteggiarli insieme ai fini della soglia.
- Evìtare il frazionamento non motivato: se si attua una suddivisione in più appalti, questa deve derivare da effettive esigenze funzionali (es., attrezzature e arredi tecnici separabili perché destinati ad usi diversi).
- In caso di superamento soglia, attivare la procedura di gara ordinaria (MEPA, piattaforme e-procurement, pubblicazione bandi, ecc.).
- Garantire sempre la tracciabilità documentale e il controllo formale su tutti i passaggi.
Criticità, rischi e responsabilità
Le principali criticità emergenti dalla prassi degli ultimi anni riguardano:
- L’opacità nella scelta dei fornitori;
- Il rischio di contenziosi amministrativi o penali per affidamenti non regolari;
- L’eventualità, non infrequente, che si debbano restituire i fondi europei già spesi in caso di irregolarità.
Responsabilità principale ricade su:
- Dirigenti scolastici;
- Responsabili Unici del Procedimento (RUP);
- Segretari e direzioni amministrative.
Le azioni di ANAC stanno ridefinendo la cultura della legalità nella pubblica amministrazione scolastica.
Analisi di casi: esempi pratici e best practice
Un caso ricorrente riguarda la fornitura di attrezzature informatiche per laboratori di istituti tecnici. Se il totale della spesa, su più discipline o laboratori, supera la soglia, si dovrà procedere con una gara unica; suddividere, per esempio, acquisti per informatica e robotica, senza una reale autonomia funzionale, rappresenterebbe un frazionamento artificioso.
Best practice:
- Presentazione di un piano acquisti annuale chiaro, distinto per progetti e ben motivato;
- Trasparenza nelle decisioni del consiglio d’istituto e dei responsabili di progetto;
- Consultazione con gli uffici legali e finanziari in casi dubbi.
Il ruolo dell’ANAC nella prevenzione della corruzione
L’azione di ANAC laboratori professionalizzanti 2026 si inserisce in una strategia più ampia di difesa della legalità nella pubblica amministrazione. L’Autorità offre supporto non solo nei controlli successivi, ma anche con linee guida e pareri che aiutano a prevenire comportamenti a rischio, indirizzando le scuole verso modelli organizzativi più sicuri e trasparenti.
Le prospettive future: verso maggiore trasparenza e controllo
L’indirizzo fornito dal parere ANAC affidamento diretto rappresenta un invito a tutte le scuole italiane a rivedere ed adeguare le proprie pratiche amministrative. È prevedibile un crescente ricorso a piattaforme digitali di gara e l’introduzione di ulteriori controlli preventivi nella gestione dei fondi pubblici, in particolare di quelli europei.
Le parole d’ordine per il futuro saranno:
- Trasparenza,
- Competenza tecnica,
- Responsabilità individuale,
- Formazione continua del personale amministrativo.
Sintesi finale
Il veto definitivo dell’ANAC sull’affidamento diretto oltre la soglia per i laboratori professionalizzanti costituisce una svolta essenziale nel settore scolastico pubblico. Le scuole sono chiamate a una scrupolosa osservanza dei limiti e delle procedure, pena la perdita di fiducia da parte dei finanziatori europei e del sistema pubblico. Il rispetto delle regole su affidamento diretto laboratori professionalizzanti, limiti affidamento diretto scuole, regole gestione fondi europei scuole è ora ritenuto imprescindibile per garantire legalità, efficienza e crescita della scuola italiana.
Il futuro della qualità nella gestione degli appalti scolastici passa dalla capacità delle istituzioni di assimilare e applicare questi principi, partendo dalla formazione e dall’aggiornamento continuo del personale responsabile, fino al coinvolgimento delle comunità scolastiche nella promozione di una cultura della trasparenza. Il rispetto del recente parere ANAC 2026 rappresenta una condizione irrinunciabile per proteggere e valorizzare ogni euro investito nell’istruzione dei giovani italiani, ponendo le fondamenta per scuole più attrezzate, efficienti e sicure.