Claudio Giunta, storico della letteratura e uno degli estensori delle nuove indicazioni nazionali per i licei, ha risposto alla polemica sui Promessi Sposi con due brani a confronto: il decimo capitolo di Manzoni e il decimo capitolo del Sistema periodico di Primo Levi. La conclusione è quella che molti docenti condividono in silenzio da decenni: la prosa di Manzoni è incomprensibile per la maggior parte dei quindicenni, e ancora di più per chi ha una madrelingua diversa dall'italiano.
Il nodo linguistico al cuore della polemica
La bozza delle nuove indicazioni nazionali, pubblicata il 22 aprile 2026, non elimina i Promessi Sposi: li sposta dal biennio al quarto anno, quando il romanzo si studierà nel contesto storico-letterario dell'Ottocento. Al biennio entrano sei letture integrali in due anni, scelte dai docenti tra autori più accessibili linguisticamente. La Divina Commedia segue un percorso simile: distribuita tra terzo e quarto anno, con canti selezionati dall'insegnante. Testo ufficiale delle nuove indicazioni per i licei - MIM
Giunta, nell'articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 4 maggio 2026, ha aperto il decimo capitolo dei Promessi Sposi e ha letto: «Vi son de' momenti in cui l'animo, particolarmente de' giovani, è disposto in maniera che ogni poco d'istanza basta a ottenerne ogni cosa...». Poi ha aperto Il sistema periodico allo stesso punto: un italiano limpido, un contesto storico concreto (Milano, 1942, i bombardamenti), personaggi subito riconoscibili. La differenza non è di qualità letteraria, è di accessibilità per lettori che stanno ancora costruendo la propria competenza in italiano.
I 223mila studenti che la polemica non cita
La polemica pubblica si è concentrata sul valore simbolico di Manzoni, sul rischio di perdere un classico contemporaneo, formula usata nella stessa bozza ministeriale. Ma nelle scuole superiori italiane ci sono oggi circa 223.000 ragazze e ragazzi con cittadinanza non italiana, l'8,4% del totale secondo i dati del Ministero dell'Istruzione. Giunta li cita esplicitamente: «i molti studenti e studentesse di madrelingua non italiana», per i quali la sintassi manzoniana è una barriera concreta, non un ostacolo superabile con più impegno.
I dati ISTAT 2025 sugli apprendimenti mostrano divari netti: tra gli studenti nati all'estero, il 75% registra competenze alfabetiche insufficienti; tra chi è nato in Italia da genitori stranieri la quota scende al 57,2%. Sono questi gli studenti che affrontano il periodare complesso del capitolo X, spesso senza ancora padroneggiare l'italiano standard, figuriamoci quello letterario dell'Ottocento.
Spostare i Promessi Sposi al quarto anno non è quindi cedere a una pedagogia semplificatrice. Significa leggerli quando si studia già la letteratura ottocentesca, con una base sintattica più solida e la strumentazione critica necessaria a capirne l'ironia, la lingua storica e la polemica religiosa. Il risultato atteso da Giunta è che Manzoni venga finalmente compreso, non solo studiato. Tutte le novità per la didattica dell'italiano nelle nuove indicazioni
Cosa cambia davvero per i docenti
Per gli insegnanti, la riforma traduce il principio di libertà in una struttura concreta. Al biennio, l'elenco di titoli tra cui scegliere è ampio: da Sorelle Materassi a Lessico famigliare, da Il giorno della civetta al Sistema periodico. L'unica lettura obbligatoria rimane i Promessi Sposi, collocata però nel momento didatticamente più appropriato.
Il ministro Valditara ha assunto una posizione prudente: apprezza il lavoro della commissione, coordinata da Loredana Perla dell'Università di Bari e composta da oltre 130 esperti, ma frena sull'adozione definitiva. Il sottosegretario Frassinetti ha difeso a sua volta l'importanza delle materie classiche nella formazione. La posizione di Frassinetti sulle materie classiche nelle nuove indicazioni L'entrata in vigore, se il testo viene approvato dopo consultazione pubblica, è prevista per settembre 2027.
La riforma non riguarda solo i licei: anche le indicazioni per la scuola primaria hanno sollevato un dibattito analogo, con posizioni distanti su tradizione e innovazione. La domanda concreta, per ogni docente, rimarrà la stessa anche dopo settembre 2027: un quindicenne con l'italiano da costruire capisce davvero cosa intende Manzoni quando scrive che «questi momenti che si dovrebbero dagli altri ammirare con timido rispetto son quelli appunto che l'astuzia interessata spia attentamente»? La riforma prova a dare a quella domanda una risposta strutturata, non ideologica.
Domande frequenti
Perché i Promessi Sposi sono considerati difficili per i quindicenni?
La prosa di Manzoni presenta una sintassi complessa e un lessico distante dall'italiano contemporaneo, risultando incomprensibile per la maggior parte dei quindicenni, soprattutto per chi non è madrelingua italiana.
Cosa prevedono le nuove indicazioni nazionali per lo studio dei Promessi Sposi nei licei?
Le nuove indicazioni spostano lo studio dei Promessi Sposi dal biennio al quarto anno, inserendolo nel contesto storico-letterario dell'Ottocento e lasciando al biennio sei letture integrali più accessibili, a scelta dei docenti.
In che modo la riforma tiene conto degli studenti con cittadinanza non italiana?
La riforma riconosce la difficoltà degli studenti non madrelingua nel comprendere la lingua letteraria ottocentesca, proponendo letture più accessibili nel biennio e posticipando i Promessi Sposi a quando le competenze linguistiche saranno più solide.
Che cambiamenti comporta la riforma per i docenti di italiano nei licei?
I docenti avranno maggiore libertà di scelta tra titoli più accessibili nel biennio, mentre la lettura obbligatoria dei Promessi Sposi sarà collocata in un momento didatticamente più appropriato, favorendo una migliore comprensione del testo.
Quando entreranno in vigore le nuove indicazioni nazionali, se approvate?
Se il testo sarà approvato dopo la consultazione pubblica, l'entrata in vigore delle nuove indicazioni è prevista per settembre 2027.