- La Direttiva n. 11 del 2026: cosa prevede
- Chi può presentare domanda
- Tempi e modalità della procedura
- Il punteggio storico 2005-2006: un criterio che torna centrale
- Preferenza per la sede attuale: il principio di continuità
- Cosa tenere presente prima della scadenza
- Domande frequenti
La Direttiva n. 11 del 2026: cosa prevede
Con la Direttiva n. 11 del 27 febbraio 2026, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha definito il quadro operativo per la conferma degli incarichi di presidenza relativi all'anno scolastico 2026-2027. Non si tratta di una nuova assegnazione, né di un bando aperto a tutti: la procedura riguarda esclusivamente chi già ricopre l'incarico e intende proseguire nella medesima funzione.
La scelta del Ministero si muove lungo una direttrice chiara, quella della continuità gestionale. Un principio che, stando a quanto emerge dal provvedimento, mira a garantire stabilità nella governance degli istituti scolastici, evitando avvicendamenti non necessari in un periodo dell'anno cruciale per la programmazione del prossimo ciclo didattico.
In un panorama scolastico già caratterizzato da numerose scadenze amministrative, come quella recente per l'Apertura delle Graduatorie 24 Mesi ATA: Domande dal 28 Aprile al 19 Maggio 2025, questa nuova finestra temporale aggiunge un ulteriore appuntamento al calendario dei dirigenti e del personale coinvolto.
Chi può presentare domanda
Va ribadito con chiarezza: la procedura è riservata a chi già detiene un incarico di presidenza in corso. Non è prevista alcuna apertura a nuovi candidati. Si tratta, in sostanza, di un meccanismo di rinnovo che il MIM ha inteso regolamentare con tempistiche precise, così da consentire agli uffici scolastici territoriali di pianificare l'assetto organizzativo del prossimo anno con sufficiente anticipo.
Chi non rientra in questa casistica dovrà attendere eventuali procedure distinte, qualora il Ministero decidesse di bandire nuove assegnazioni.
Tempi e modalità della procedura
Le domande di conferma potranno essere presentate esclusivamente online a partire dal 29 aprile 2026 e fino al 22 maggio 2026. La finestra è dunque di poco meno di un mese, un arco temporale che il Ministero ha evidentemente ritenuto sufficiente per consentire a tutti gli interessati di completare l'iter.
La modalità telematica, ormai consolidata per la quasi totalità delle procedure amministrative scolastiche, dovrebbe agevolare la gestione delle istanze e ridurre i margini di errore legati alla documentazione cartacea. Resta fondamentale, tuttavia, che gli interessati verifichino per tempo le proprie credenziali di accesso ai sistemi ministeriali, per evitare ritardi dell'ultimo momento.
Il punteggio storico 2005-2006: un criterio che torna centrale
Tra i requisiti della domanda, un elemento merita particolare attenzione: la Direttiva richiede di indicare il punteggio storico riferito all'anno scolastico 2005-2006. Si tratta di un dato che affonda le radici in una stagione normativa ormai lontana, ma che continua a rappresentare un parametro di riferimento nella valutazione degli incarichi di presidenza.
Perché proprio quel punteggio? La scelta del MIM conferma la volontà di ancorare la procedura a criteri oggettivi e consolidati nel tempo, evitando valutazioni discrezionali. Per chi è in servizio da anni, recuperare quel dato non dovrebbe costituire un problema insormontabile, ma è comunque opportuno verificarne l'esattezza negli archivi personali o presso gli uffici competenti prima di compilare la domanda.
Preferenza per la sede attuale: il principio di continuità
Un altro aspetto qualificante della Direttiva riguarda le preferenze esprimibili in fase di domanda. Come sottolineato nel provvedimento, la sede attualmente occupata gode di un trattamento privilegiato. In altre parole, chi chiede la conferma nella stessa scuola in cui è già operativo avrà la priorità rispetto a eventuali richieste di spostamento.
Questa impostazione è coerente con la ratio complessiva del provvedimento. La continuità non è solo un principio astratto: nella gestione quotidiana di un istituto scolastico, la conoscenza del contesto, dei rapporti con il personale e con il territorio rappresenta un valore aggiunto difficilmente sostituibile. Il Ministero sembra voler tutelare questa dimensione, scoraggiando di fatto la mobilità fine a sé stessa.
In un momento in cui la scuola italiana si trova a fare i conti con tensioni su più fronti, come testimoniato dallo Sciopero Nazionale della Scuola il 7 Maggio: Prove Invalsi e Indicazioni Nazionali sotto Accusa, la stabilità della governance interna degli istituti acquista un significato ancora più rilevante.
Cosa tenere presente prima della scadenza
Per chi deve presentare la domanda, ecco i punti essenziali da non trascurare:
- Verifica delle credenziali: accertarsi di poter accedere alla piattaforma ministeriale prima dell'apertura della finestra il 29 aprile.
- Recupero del punteggio storico: il dato relativo al 2005-2006 è obbligatorio. In caso di dubbi, contattare l'ufficio scolastico di riferimento con anticipo.
- Scelta della sede: esprimere la preferenza per la sede attuale, se si desidera la conferma nella stessa, ricordando che questa opzione è prioritaria.
- Rispetto della scadenza: il 22 maggio 2026 è un termine perentorio. Domande inviate oltre quella data non saranno prese in considerazione.
La procedura, nella sua struttura, non presenta complessità particolari. Ma l'esperienza insegna che sono spesso i dettagli tecnici, un punteggio non aggiornato, una credenziale scaduta, a creare problemi evitabili. Muoversi per tempo, in questo caso, non è un consiglio generico: è una necessità.