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Tra milioni di anni un nuovo oceano dividerà in due l'Africa: il convegno dei Lincei a Roma
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Tra milioni di anni un nuovo oceano dividerà in due l'Africa: il convegno dei Lincei a Roma

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Una faglia di 35 chilometri nel deserto etiope è il laboratorio naturale dove si osserva la nascita di un oceano. L'Accademia Nazionale dei Lincei riunisce la comunità scientifica per fare il punto sui cambiamenti geologici in Africa orientale.

La Terra si muove sotto l'Africa orientale

L'Africa orientale si sta lentamente staccando dal resto del continente. Non è fantascienza, né un'ipotesi remota: è un processo geologico in corso, osservabile, misurabile. Tra milioni di anni, là dove oggi si estendono le pianure aride dell'Etiopia e le savane del Corno d'Africa, si aprirà un nuovo oceano destinato a ridisegnare la geografia del pianeta.

La notizia non è nuova per la comunità scientifica internazionale, che da decenni studia il rift africano e le sue dinamiche. Ma l'occasione per riportarla al centro del dibattito è arrivata da Roma, dove l'Accademia Nazionale dei Lincei ha organizzato un convegno dedicato proprio ai cambiamenti geologici in Africa orientale, in programma il 25 e 26 marzo.

Una faglia nel deserto etiope: il punto dove nasce un oceano

Il cuore del fenomeno si trova nel deserto etiope, nella regione dell'Afar. Qui una faglia lunga circa 35 chilometri rappresenta la cicatrice più visibile di un processo che coinvolge le viscere stesse del pianeta. La crosta terrestre si sta assottigliando, allungando, fratturando. Millimetro dopo millimetro, anno dopo anno.

Una finestra aperta, insomma, su meccanismi che altrove restano nascosti sotto gli oceani o sepolti in profondità.

Per chi segue le grandi scoperte legate alla storia geologica del nostro pianeta, vale la pena ricordare che processi analoghi, seppur su scala diversa, sono stati individuati anche al di fuori della Terra. Le recenti Scoperte su Marte: La Ferridrite e i Segni di un Antico Oceano dimostrano come lo studio degli oceani, presenti e passati, continui a offrire sorprese ben oltre i confini terrestri.

Tre placche in movimento: il puzzle tettonico africano

Per comprendere cosa sta accadendo bisogna guardare sotto la superficie. L'area coinvolta è il punto di giunzione di tre placche tettoniche: la placca araba, la placca nubiana e la placca somala. Si tratta di un cosiddetto punto triplo, una configurazione rara in cui tre porzioni della litosfera divergono contemporaneamente.

La placca araba si sta spostando verso nord-est, allontanandosi dall'Africa. Le placche nubiana e somala, che compongono insieme il continente africano, si stanno a loro volta separando lungo la linea del Grande Rift, la frattura che attraversa l'Africa orientale per migliaia di chilometri, dal Mozambico fino all'Etiopia.

Il risultato, proiettato su una scala temporale di milioni di anni, sarà la separazione del continente africano in due blocchi distinti e la formazione di un nuovo bacino oceanico. Il Corno d'Africa diventerà, in sostanza, una grande isola.

Va precisato che i tempi geologici non sono tempi umani. Le stime parlano di 5-10 milioni di anni prima che l'oceano si formi compiutamente. Ma ciò che rende la vicenda scientificamente straordinaria è che il processo è già in atto, e la regione dell'Afar ne è il laboratorio naturale per eccellenza.

Il convegno dei Lincei a Roma

L'Accademia Nazionale dei Lincei, la più antica accademia scientifica del mondo, ha scelto di dedicare a questo tema un convegno di due giorni nella sua sede romana. L'evento, che si è aperto il 25 marzo 2026 e prosegue fino al 26, ha riunito geologi, geofisici e vulcanologi italiani e internazionali.

La scelta non è casuale. L'Italia ha una lunga tradizione di ricerca nel campo della geologia africana, alimentata anche dalla vicinanza geografica e dai legami storici con il Corno d'Africa. Le università italiane sono coinvolte da anni in campagne di rilevamento nell'area del rift e nella depressione dell'Afar.

Proprio il mondo della ricerca universitaria italiana sta vivendo una fase di rinnovamento, come testimonia il recente stanziamento di risorse per i giovani ricercatori: un contesto nel quale queste competenze geologiche possono trovare nuova linfa. A tal proposito, il quadro delineato nell'articolo Un Nuovo Inizio per la Ricerca Universitaria: 37,5 Milioni di Euro per il Contratto di Ricerca 2025 offre una panoramica utile sulle opportunità disponibili.

Perché questa ricerca conta

Studiare la nascita di un oceano non è solo un esercizio accademico. Comprendere come si frattura un continente ha ricadute concrete: dalla valutazione del rischio sismico e vulcanico nelle aree circostanti, alla gestione delle risorse geotermiche che il rift mette a disposizione, fino alla comprensione dei meccanismi profondi che governano la dinamica del mantello terrestre.

La regione dell'Afar, peraltro, non è solo un laboratorio geologico. È anche uno dei luoghi dove sono stati ritrovati alcuni dei più importanti fossili di ominidi, a conferma di come i grandi processi tettonici abbiano plasmato non solo la geografia, ma anche la storia evolutiva della nostra specie. I tempi lunghi della geologia, del resto, sono gli stessi che governano l'evoluzione biologica: lo stesso ordine di grandezza, milioni di anni, che ha segnato ad esempio la storia millenaria del cacao, lunga 7,5 milioni di anni.

La questione resta aperta su molti fronti scientifici, ma una cosa è certa: sotto il deserto etiope, la Terra sta scrivendo un nuovo capitolo della sua storia. E per una volta, abbiamo la possibilità di leggerlo mentre accade.

Pubblicato il: 25 marzo 2026 alle ore 14:52

Domande frequenti

Cosa sta succedendo sotto l'Africa orientale e perché è importante?

L'Africa orientale si sta lentamente separando dal resto del continente a causa del movimento delle placche tettoniche. Questo processo porterà, tra milioni di anni, alla formazione di un nuovo oceano e alla divisione dell'Africa in due blocchi distinti.

Perché la regione dell'Afar in Etiopia è considerata unica per lo studio della geologia?

La regione dell'Afar ospita una faglia dove la separazione continentale è osservabile direttamente, rappresentando così un laboratorio naturale unico al mondo per studiare i processi di apertura di un oceano.

Quali sono le placche tettoniche coinvolte nel fenomeno e come si muovono?

Le tre placche coinvolte sono la placca araba, la placca nubiana e la placca somala. La placca araba si allontana verso nord-est, mentre le placche nubiana e somala si stanno separando lungo il Grande Rift africano.

Qual è il ruolo della ricerca italiana nello studio del rift africano?

L'Italia ha una lunga tradizione di ricerca geologica in Africa orientale, con università e ricercatori italiani attivamente coinvolti in campagne di rilevamento e studi nella regione, sostenuti anche da recenti finanziamenti per la ricerca.

Perché studiare la formazione di un nuovo oceano è rilevante anche al di fuori della geologia?

Capire come si forma un oceano aiuta a valutare rischi sismici e vulcanici, a gestire risorse geotermiche e a comprendere i meccanismi profondi della Terra. Inoltre, la regione dell'Afar ha fornito importanti fossili di ominidi, mostrando l'impatto dei processi geologici anche sull'evoluzione umana.

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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