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Cisgiordania, gas lacrimogeni contro i bambini palestinesi: una cinquantina di studenti bloccati, impossibile andare a scuola
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Cisgiordania, gas lacrimogeni contro i bambini palestinesi: una cinquantina di studenti bloccati, impossibile andare a scuola

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Nel villaggio di Umm al-Khair, vicino a Hebron, il primo giorno di ritorno alle lezioni in presenza si è trasformato in un incubo: strada chiusa dai militari israeliani, lacrimogeni sugli studenti

Il primo giorno di scuola negato

Doveva essere il giorno del ritorno alla normalità. Per decine di bambini palestinesi del villaggio di Umm al-Khair, a pochi chilometri da Hebron, il primo giorno di ripresa delle lezioni in presenza si è trasformato invece in una giornata di paura e frustrazione. La strada principale che conduce alla scuola è stata chiusa dalle forze militari israeliane, impedendo fisicamente agli studenti di raggiungere le aule.

Nessun quaderno aperto, nessun banco occupato. Solo una strada sbarrata e, poco dopo, il fumo acre dei lacrimogeni.

Gas lacrimogeni contro gli studenti

Stando a quanto emerge dalle testimonianze raccolte sul campo, i soldati israeliani hanno lanciato gas lacrimogeni direttamente contro gli studenti che tentavano di avvicinarsi alla scuola. Scene che colpiscono per la loro brutalità: si tratta di bambini, non di manifestanti. Minori in età scolare il cui unico intento era varcare il cancello di un istituto scolastico.

L'episodio si inserisce in un quadro ormai tristemente noto nella Cisgiordania occupata, dove le restrizioni alla mobilità imposte dall'esercito israeliano colpiscono in modo sistematico la quotidianità della popolazione civile. E i primi a pagarne il prezzo, come accade quasi sempre, sono i più piccoli.

La chiusura della strada principale non è stata accompagnata, a quanto risulta, da alcuna giustificazione ufficiale rivolta alle famiglie o alle autorità scolastiche locali. Un blocco imposto di fatto, che ha reso impossibile qualsiasi percorso alternativo sicuro per raggiungere l'edificio.

Una cinquantina di bambini senza lezioni

Il bilancio della giornata è netto: circa cinquanta bambini sono rimasti tagliati fuori dalle lezioni. Cinquanta studenti per i quali il diritto all'istruzione, sancito dalle convenzioni internazionali, è stato di fatto sospeso per volontà di un checkpoint militare.

Il villaggio di Umm al-Khair si trova in un'area particolarmente esposta alle tensioni tra comunità palestinesi e insediamenti israeliani nella zona di Hebron. Le famiglie della zona convivono da anni con restrizioni alla libertà di movimento, demolizioni e pressioni costanti. Ma l'impossibilità per i bambini di frequentare la scuola rappresenta, per molti osservatori, un punto di non ritorno simbolico nella compressione dei diritti fondamentali.

Non è la prima volta che il tema dell'istruzione negata in Cisgiordania finisce sotto i riflettori internazionali. Organizzazioni come UNICEF e Save the Children hanno più volte documentato come l'accesso all'educazione nei Territori Palestinesi Occupati sia costantemente minacciato da operazioni militari, blocchi stradali e violenze.

Il diritto all'istruzione sotto assedio

La Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia, ratificata dalla quasi totalità degli Stati membri delle Nazioni Unite, riconosce il diritto all'istruzione come inalienabile. L'articolo 28 impone agli Stati di rendere l'istruzione primaria obbligatoria e gratuita, garantendone l'accessibilità. Quanto accaduto a Umm al-Khair il 14 aprile 2026 appare in palese contraddizione con questi principi.

Il tema del diritto allo studio in contesti di conflitto e occupazione militare attraversa del resto il dibattito globale sull'istruzione. Anche in contesti apparentemente lontani, come quello delle università olandesi in lotta contro i tagli ai fondi per l'istruzione superiore, la difesa dell'accesso all'educazione resta una battaglia che accomuna realtà molto diverse tra loro. La differenza, nel caso palestinese, è che a essere in gioco non sono i finanziamenti ma la possibilità fisica di entrare in un'aula.

Mentre le istituzioni internazionali continuano a esprimere preoccupazione generica, sul terreno la realtà è fatta di bambini che tornano a casa senza aver potuto aprire un libro. E di gas lacrimogeni che, per una mattina, hanno sostituito il suono della campanella.

Pubblicato il: 15 aprile 2026 alle ore 07:36

Domande frequenti

Cosa è successo agli studenti palestinesi di Umm al-Khair il primo giorno di scuola?

Circa cinquanta bambini palestinesi non hanno potuto andare a scuola perché la strada principale è stata chiusa dalle forze militari israeliane e sono stati utilizzati gas lacrimogeni contro di loro mentre cercavano di raggiungere l’istituto.

Quali sono state le conseguenze immediate della chiusura della strada da parte delle forze israeliane?

La chiusura ha impedito agli studenti di accedere alla scuola, costringendo una cinquantina di bambini a restare a casa e negando di fatto il loro diritto all’istruzione per quella giornata.

Ci sono state giustificazioni ufficiali per il blocco imposto dalle autorità militari?

Secondo quanto riportato, non è stata fornita alcuna giustificazione ufficiale alle famiglie o alle autorità scolastiche locali riguardo la chiusura della strada.

In che modo il diritto all’istruzione dei bambini palestinesi viene messo a rischio in Cisgiordania?

Il diritto all’istruzione è frequentemente minacciato da operazioni militari, blocchi stradali e violenze, rendendo spesso difficile o impossibile per i bambini frequentare regolarmente la scuola.

Qual è la posizione delle organizzazioni internazionali sulla situazione dell’istruzione nei Territori Palestinesi Occupati?

Organizzazioni come UNICEF e Save the Children hanno più volte denunciato la minaccia costante all’accesso all’educazione dovuta a restrizioni e violenze nei Territori Palestinesi Occupati.

Cosa prevede la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia riguardo l’istruzione?

La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia stabilisce che l’istruzione primaria deve essere obbligatoria, gratuita e accessibile a tutti i bambini, principi che risultano violati da episodi come quello accaduto a Umm al-Khair.

Redazione EduNews24

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