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Riforma pensioni 2026, Durigon rilancia l'anticipo a 64 anni: «Possiamo aumentare il deficit per salari e pensioni»
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Riforma pensioni 2026, Durigon rilancia l'anticipo a 64 anni: «Possiamo aumentare il deficit per salari e pensioni»

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Il sottosegretario al Lavoro annuncia la proposta della Lega: uscita dal lavoro a 64 anni con 25 anni di contributi. Parte intanto la staffetta generazionale con part-time per i lavoratori vicini alla pensione e assunzioni di giovani under 35.

La proposta della Lega: pensione a 64 anni con 25 anni di contributi

Torna sul tavolo del governo, con rinnovata insistenza, la bandiera previdenziale del Carroccio. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha confermato che la Lega intende rilanciare la proposta di pensionamento anticipato a 64 anni con almeno 25 anni di contributi versati, un intervento che punta a riaprire una via d'uscita dal mercato del lavoro più agevole rispetto ai requisiti attualmente in vigore.

La proposta non è nuova. Da anni il partito di Salvini agita il tema della flessibilità in uscita come cavallo di battaglia elettorale e programmatico. Stavolta, però, le dichiarazioni di Durigon arrivano in un momento politicamente delicato, con la legge di bilancio 2027 già all'orizzonte e la necessità di trovare coperture finanziarie credibili per qualsiasi intervento strutturale sulle pensioni. Il nodo, come sempre, è lì: chi paga.

Deficit e margini di bilancio: la strategia Durigon

Su questo punto, il sottosegretario ha scelto una linea tutt'altro che prudente. Stando a quanto emerge dalle sue dichiarazioni, Durigon ritiene che il rapporto deficit/Pil possa essere aumentato per sostenere interventi a favore di salari e pensioni. Una posizione che rischia di scontrarsi con i vincoli europei e con la linea più rigorista del Ministero dell'Economia, ma che fotografa una tensione reale all'interno della maggioranza.

La questione resta aperta. Da un lato c'è la pressione sociale di milioni di lavoratori che attendono segnali concreti, dall'altro i margini stretti di un bilancio pubblico che già deve fare i conti con il debito più alto dell'eurozona dopo la Grecia. Non è un caso che, come sottolineato da più osservatori, il tema della riforma delle pensioni con una revisione della previdenza complementare resti una delle piste percorse dal ministro Giorgetti per rendere sostenibile qualsiasi forma di anticipo.

Staffetta generazionale: come funziona il meccanismo

Oltre alle dichiarazioni d'intento, c'è però un provvedimento che ha già preso forma concreta. Si tratta della cosiddetta staffetta generazionale, un meccanismo pensato per favorire il ricambio occupazionale nelle aziende italiane.

Il funzionamento è lineare. Fino a 1.000 lavoratori prossimi alla pensione possono chiedere il passaggio al part-time, a condizione che l'azienda in cui operano assuma contestualmente un giovane under 35 a tempo pieno e indeterminato. L'idea di fondo è semplice: accompagnare i lavoratori più anziani verso l'uscita riducendone gradualmente l'impegno, aprendo al contempo spazi per l'ingresso di forze fresche nel mercato del lavoro.

È un modello che richiama esperienze già tentate in passato, spesso con risultati alterni. La differenza, questa volta, sta negli incentivi economici messi in campo per rendere il meccanismo attrattivo per le imprese.

Esonero contributivo fino a 3.000 euro per le aziende

Per favorire l'adesione alla staffetta generazionale, il governo ha previsto un esonero totale dei contributi previdenziali a carico delle aziende che partecipano al programma. Il beneficio può arrivare fino a 3.000 euro, una cifra che, sommata al risparmio derivante dal passaggio a part-time del lavoratore senior, dovrebbe rendere l'operazione a costo quasi zero per l'impresa.

Si tratta di un incentivo significativo, soprattutto per le piccole e medie imprese che rappresentano la spina dorsale del tessuto produttivo italiano. Resta da capire se il tetto di 1.000 lavoratori complessivi non sia troppo esiguo per avere un impatto reale sul mercato del lavoro, ma il meccanismo ha il pregio di essere immediatamente operativo e di collegare, per una volta, la questione previdenziale a quella occupazionale giovanile.

Il quadro della riforma pensioni tra 2025 e 2026

Le parole di Durigon si inseriscono in un contesto previdenziale che negli ultimi mesi ha visto più annunci che riforme compiute. Il 2025 si è chiuso con un bilancio controverso: da un lato il progressivo irrigidimento dei requisiti di accesso alla pensione, dall'altro l'assenza di quella riforma organica promessa da tempo. Chi sperava in un intervento strutturale ha dovuto fare i conti con una realtà fatta di proroghe, eccezioni e micro-aggiustamenti.

Gli effetti di questa impostazione sono già visibili. Come documentato dall'analisi sul drastico calo dell'accesso alla pensione prima dei 60 anni dopo la riforma 2025, la platea di chi riesce a lasciare il lavoro in anticipo si è ridotta sensibilmente. A questo si aggiungono le incertezze sul blocco dei requisiti pensionistici, che hanno generato confusione tra i lavoratori e i patronati.

Ora la proposta di un'uscita a 64 anni con 25 anni di contributi rimette la flessibilità al centro del dibattito. Se davvero troverà spazio nella prossima manovra finanziaria, sarà il segnale di un cambio di passo. Ma tra le intenzioni politiche e la traduzione in norme operative, la distanza, in Italia, è spesso più lunga di quanto si immagini. I prossimi mesi diranno se quella di Durigon è una promessa destinata a concretizzarsi o l'ennesimo rilancio destinato a restare sulla carta.

Pubblicato il: 8 aprile 2026 alle ore 09:13

Domande frequenti

Quali sono i requisiti della proposta della Lega per la pensione anticipata?

La proposta della Lega prevede la possibilità di andare in pensione anticipata a 64 anni con almeno 25 anni di contributi versati, offrendo una maggiore flessibilità rispetto ai requisiti attuali.

Come intende Durigon finanziare la riforma delle pensioni?

Durigon sostiene che sia possibile aumentare il rapporto deficit/PIL per finanziare interventi su salari e pensioni, anche se questa scelta potrebbe scontrarsi con i vincoli europei e le posizioni più rigoriste del Ministero dell'Economia.

In cosa consiste la staffetta generazionale e come funziona?

La staffetta generazionale permette ai lavoratori prossimi alla pensione di passare al part-time, a condizione che l'azienda assuma contestualmente un giovane under 35 a tempo pieno e indeterminato, favorendo così il ricambio generazionale nelle aziende.

Che incentivi sono previsti per le aziende che aderiscono alla staffetta generazionale?

Le aziende che partecipano al programma beneficiano di un esonero totale dei contributi previdenziali fino a 3.000 euro, rendendo l'operazione economicamente vantaggiosa, soprattutto per le piccole e medie imprese.

Qual è il contesto attuale della riforma delle pensioni tra 2025 e 2026?

Il quadro previdenziale recente è caratterizzato da un irrigidimento dei requisiti e l'assenza di una riforma organica, con un calo degli accessi anticipati alla pensione e una situazione di incertezza tra i lavoratori.

Redazione EduNews24

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