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Made in Italy, il Registro dei Marchi Storici taglia il traguardo dei 1000: un settore da quasi 94 miliardi di euro
Lavoro

Made in Italy, il Registro dei Marchi Storici taglia il traguardo dei 1000: un settore da quasi 94 miliardi di euro

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Il rapporto presentato dal ministro Urso a Palazzo Piacentini fotografa un ecosistema di 780 imprese e oltre 363mila addetti. Introdotto un nuovo strumento finanziario a sostegno del comparto

Il traguardo dei 1000 marchi storici

Mille marchi. Non è solo una cifra tonda, è una soglia simbolica che racconta qualcosa di profondo sull'identità produttiva del Paese. Il Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale ha raggiunto quota 1000 iscritti, un risultato che consolida uno degli strumenti più significativi a tutela del patrimonio imprenditoriale italiano.

Istituito per proteggere e valorizzare quei marchi che hanno contribuito a costruire la reputazione del Made in Italy nel mondo, il Registro rappresenta oggi una mappa articolata del tessuto economico nazionale. Dalla moda all'agroalimentare, dalla meccanica di precisione al design, i nomi iscritti compongono un mosaico che attraversa settori, regioni e generazioni di imprenditori.

I numeri del Made in Italy: fatturato e occupazione

I dati parlano chiaro. Le 780 imprese che operano sotto l'ombrello dei marchi storici registrati generano un volume d'affari complessivo di 93,6 miliardi di euro, una cifra che da sola basterebbe a giustificare l'attenzione istituzionale riservata al comparto.

Ma il dato forse più rilevante, in un Paese che continua a fare i conti con squilibri occupazionali strutturali, riguarda il lavoro: 363.201 addetti trovano impiego in questo ecosistema. Non si tratta di occupazione qualunque, peraltro. Parliamo in larga parte di competenze specialistiche, di saperi artigianali tramandati, di professionalità che incarnano quella fusione tra tradizione e innovazione che il mercato globale riconosce come tratto distintivo italiano.

Stando a quanto emerge dal rapporto, il settore dei marchi storici si configura dunque come un pilastro dell'economia reale, capace di generare valore aggiunto ben oltre il perimetro delle singole aziende coinvolte, alimentando filiere, indotto e territori.

Il rapporto di Urso e il videomessaggio di Meloni

La presentazione ufficiale del rapporto è avvenuta a Palazzo Piacentini, sede storica del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. A illustrare i risultati è stato il Ministro Adolfo Urso, che ha inquadrato il traguardo dei 1000 marchi come la conferma di una strategia di politica industriale orientata alla tutela dell'eccellenza produttiva nazionale.

L'evento si è aperto con un videomessaggio della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a sottolineare la centralità che il governo attribuisce al tema. Un segnale politico non trascurabile, che colloca la questione dei marchi storici al vertice dell'agenda economica.

Il quadro normativo italiano in materia si è arricchito negli ultimi anni di diversi interventi, dalla legge sul Made in Italy alle misure di sostegno per la competitività delle PMI. Il Registro, in questo contesto, funziona sia come scudo protettivo, sia come vetrina istituzionale per imprese che rappresentano l'eccellenza del Paese.

Un nuovo strumento finanziario per le imprese storiche

Tra le novità emerse dalla giornata di Palazzo Piacentini, spicca l'introduzione di un nuovo strumento finanziario specificamente pensato per supportare le imprese titolari di marchi storici. I dettagli operativi dovranno essere chiariti nei prossimi provvedimenti attuativi, ma l'obiettivo dichiarato è fornire leve concrete per affrontare le sfide della competitività internazionale, della transizione tecnologica e del ricambio generazionale.

È proprio quest'ultimo punto a rappresentare una delle criticità più sentite. Molte delle imprese iscritte al Registro sono realtà familiari, spesso di dimensioni medio-piccole, che rischiano di perdere continuità senza adeguati meccanismi di supporto. Che si tratti di accesso al credito agevolato, garanzie pubbliche o incentivi alla capitalizzazione, il nuovo strumento si inserisce in un solco già tracciato da iniziative come quelle rivolte all'equità e alla sostenibilità del sistema produttivo italiano. Sul fronte degli appalti e della tutela delle imprese nei rapporti con la pubblica amministrazione, vale la pena ricordare le proposte contenute nel Nuovo Manifesto per l'Economia dei Servizi: Un Appello all'Equità negli Appalti Pubblici, che affronta nodi analoghi dal versante della domanda pubblica.

Lavoro e competenze: la sfida che resta aperta

Oltre 363mila posti di lavoro sono un risultato significativo. La questione, però, resta aperta su un fronte cruciale: quali competenze serviranno a queste imprese nei prossimi anni?

La trasformazione digitale sta ridisegnando anche i settori più tradizionali. L'artigianato di alta gamma convive ormai con la prototipazione 3D, la gestione dei dati e le piattaforme di e-commerce. Il profilo del lavoratore del Made in Italy sta cambiando, e con esso cambiano le esigenze formative. Come evidenziato dall'analisi sulle competenze digitali e il loro peso crescente nel mercato del lavoro, il confine tra sapere tradizionale e skill tecnologiche si fa sempre più sottile.

Per le 780 imprese dei marchi storici, la sfida è duplice: da un lato preservare il patrimonio di conoscenze che le rende uniche, dall'altro integrare le nuove professionalità che il mercato richiede. Una tensione produttiva, se gestita bene. Un rischio concreto, se ignorata.

I 1000 marchi iscritti al Registro non sono un punto d'arrivo. Sono semmai la fotografia di un'Italia che, quando riesce a fare sistema tra istituzioni, imprese e territori, sa ancora esprimere un potenziale economico e culturale di primo piano. I 93,6 miliardi di fatturato lo dimostrano con l'eloquenza dei numeri.

Pubblicato il: 16 aprile 2026 alle ore 07:10

Domande frequenti

Che cos'è il Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale?

È uno strumento istituito per proteggere e valorizzare i marchi che hanno contribuito alla reputazione del Made in Italy, tutelando il patrimonio imprenditoriale e culturale italiano attraverso l'iscrizione di aziende di eccellenza provenienti da diversi settori.

Qual è l'impatto economico e occupazionale dei marchi storici in Italia?

Le 780 imprese registrate generano un fatturato complessivo di 93,6 miliardi di euro e garantiscono occupazione a oltre 363.000 persone, con un elevato livello di specializzazione e competenze artigianali e tecnologiche.

Quali sono le principali novità introdotte a sostegno delle imprese titolari di marchi storici?

È stato annunciato un nuovo strumento finanziario dedicato alle imprese storiche, il cui obiettivo è supportare la competitività internazionale, la transizione tecnologica e il ricambio generazionale, con dettagli operativi che saranno definiti da futuri provvedimenti.

Perché il traguardo dei 1000 marchi storici è considerato significativo dal Governo?

Il raggiungimento dei 1000 marchi iscritti è visto come una conferma della strategia di tutela dell'eccellenza produttiva nazionale, collocando la valorizzazione dei marchi storici al centro dell'agenda economica e delle politiche industriali del Paese.

Quali sfide future devono affrontare le imprese dei marchi storici in termini di lavoro e competenze?

Le imprese devono riuscire a preservare il proprio patrimonio di conoscenze tradizionali integrando al contempo nuove competenze digitali e tecnologiche, per rispondere alle trasformazioni del mercato e garantire la continuità generazionale.

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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