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Università Svelate: il 20 marzo l'accademia italiana apre le porte ai cittadini
Editoriali

Università Svelate: il 20 marzo l'accademia italiana apre le porte ai cittadini

Il 20 marzo si celebra la Giornata Nazionale delle Università: oltre 80 atenei aprono aule, musei e laboratori al pubblico con eventi, workshop e visite guidate in tutta Italia.

Il 20 marzo è la Giornata Nazionale delle Università, battezzata con il nome evocativo di "Università Svelate". Non si tratta del consueto open day rivolto a futuri matricolandi, né di una cerimonia accademica riservata a pochi. L'idea è diversa, più ambiziosa. Oltre 80 atenei — statali e non statali, grandi e piccoli, distribuiti dalla Valle d'Aosta alla Sicilia — spalancano contemporaneamente i propri cancelli all'intera cittadinanza. Aule, cortili, biblioteche storiche, musei scientifici, laboratori di ricerca: tutto diventa accessibile per una giornata. Il progetto nasce dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e ha ottenuto il patrocinio del Ministero dell'Università e della Ricerca. La data non è casuale: coincide con la Giornata Internazionale della Felicità e si inserisce nella Settimana della Minerva, periodo dedicato alla celebrazione del sapere. Un intreccio simbolico che vuole trasmettere un messaggio preciso: la conoscenza genera benessere collettivo, e l'università ne è il motore principale. L'elenco delle iniziative è impressionante per varietà e capillarità. Si va dalle visite guidate nei palazzi storici che ospitano le sedi accademiche ai workshop di robotica, dai laboratori aperti ai bambini alle conferenze su temi di frontiera. Ogni ateneo ha declinato l'invito secondo la propria identità e il proprio territorio, creando un mosaico culturale che attraversa l'intero Paese. Non mancano le sorprese: alla LUM di Bari, il duo comico Pio e Amedeo vestirà i panni di "professori per un giorno", mentre a Camerino si parlerà de "La donna della bomba atomica". A Venezia IUAV si inaugura una mostra sulla ricostruzione di Longarone dopo il disastro del Vajont. Iniziative che dimostrano come l'accademia sappia parlare linguaggi diversi, rivolgendosi a pubblici eterogenei senza rinunciare alla sostanza dei contenuti.

Il significato dell'iniziativa: l'università come bene comune

Le parole della presidente della CRUI, Giovanna Iannantuoni, inquadrano con chiarezza la filosofia dell'evento: "L'università non è di chi ci insegna, né di chi ci lavora o ci studia. L'università è di tutti". Una dichiarazione che suona quasi come un manifesto politico-culturale, e che risponde a una percezione diffusa: quella dell'ateneo come luogo chiuso, autoreferenziale, distante dalla vita quotidiana dei cittadini. In realtà, le università italiane producono ogni anno ricerca scientifica che si traduce in tecnologie, brevetti, innovazione sociale. Formano i professionisti che opereranno nella sanità, nell'ingegneria, nell'educazione, nel diritto. Eppure questo contributo resta spesso invisibile, confinato dietro mura che — per quanto monumentali — finiscono per sembrare barriere. Iannantuoni ha insistito su un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: il ruolo dell'università come presidio territoriale. "Nei territori più difficili rappresenta un presidio contro le forze antisociali che minano la democrazia", ha affermato. Non è retorica. In molte aree del Mezzogiorno, la sede universitaria è letteralmente l'istituzione pubblica più visibile e accessibile, un punto di riferimento che va ben oltre la didattica. È un luogo dove si costruisce coesione sociale, dove giovani provenienti da contesti fragili trovano un'alternativa concreta. La definizione di università come "fabbrica più attiva della coesione sociale" coglie questa dimensione con efficacia. "Università Svelate" vuole rendere tangibile tutto questo. Non attraverso statistiche o rapporti annuali, ma con l'esperienza diretta: entrare in un laboratorio dove si studiano nuovi materiali, sfogliare un manoscritto medievale in una biblioteca storica, assistere a una lezione universitaria senza essere iscritti. L'obiettivo dichiarato è trasformare il 20 marzo in un appuntamento annuale, un rito collettivo che consolidi il legame tra atenei e comunità locali. Un legame che, secondo i promotori, non può limitarsi ai momenti di crisi o alle polemiche sulle tasse universitarie, ma deve nutrirsi di conoscenza reciproca e continuativa.

Il ruolo della CRUI e il patrocinio ministeriale

La CRUI ha deliberato formalmente la richiesta di istituzionalizzare la Giornata Nazionale delle Università nella data del 20 marzo. Si tratta di un passaggio significativo: non un evento estemporaneo, ma la volontà di creare una ricorrenza stabile nel calendario civile italiano. Il modello di riferimento è quello di altre giornate nazionali dedicate a istituzioni o valori — dalla Giornata della Memoria alla Festa della Musica — che nel tempo hanno acquisito riconoscibilità e partecipazione crescente. Il patrocinio del Ministero dell'Università e della Ricerca conferisce all'iniziativa un riconoscimento istituzionale importante, sebbene il percorso verso l'istituzione formale per legge richieda ulteriori passaggi parlamentari. Intanto, la risposta del sistema universitario è stata massiccia. Hanno aderito atenei di ogni dimensione e tipologia: le grandi università generaliste come la Sapienza di Roma, la Federico II di Napoli e la Statale di Milano, le scuole di eccellenza come la Normale di Pisa, la SISSA di Trieste e lo IUSS di Pavia, i politecnici di Milano e Torino, gli atenei privati come la Bocconi, la LUISS e il San Raffaele. Anche realtà più piccole e specializzate hanno risposto con entusiasmo: l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la LIUC, l'Università per Stranieri di Siena e quella di Perugia. Questa adesione trasversale dimostra che il tema dell'apertura al territorio non è prerogativa di un segmento specifico del mondo accademico, ma una sensibilità condivisa. La CRUI ha coordinato l'iniziativa lasciando però ampia autonomia ai singoli atenei nella progettazione degli eventi. Una scelta che ha prodotto un programma estremamente variegato, capace di riflettere le specificità locali. L'università di montagna propone escursioni, quella costiera laboratori marini, quella metropolitana tour nei campus. È un federalismo culturale che funziona.

Da Nord a Sud: la mappa degli eventi

Scorrere l'elenco delle iniziative significa compiere un viaggio attraverso l'Italia universitaria, scoprendo quanto sia capillare e diversificata la presenza accademica nel Paese. Partiamo dal Nord. L'Università della Valle d'Aosta propone "La vie en refuge", un'iniziativa che lega sapere accademico e cultura alpina. A Bolzano il campus si apre con visite guidate alla scoperta di un ateneo trilingue unico nel panorama italiano. Bergamo sceglie la formula radiofonica: "L'università. Ascoltala in diretta", trasformando la giornata in un evento mediatico partecipativo. L'Università di Padova, tra le più antiche del mondo con i suoi 800 anni di storia, organizza un programma articolato che permette di esplorare spazi normalmente inaccessibili. Al Centro, Bologna coglie l'occasione per l'inaugurazione dell'Anno Accademico, fondendo cerimonia istituzionale e apertura alla città. Firenze apre le porte di Unifi con percorsi che attraversano secoli di storia architettonica. A Macerata si combinano presentazioni di libri, iniziative sull'inclusione e un concerto serale: un programma che copre l'intera giornata. La Scuola Normale Superiore di Pisa offre percorsi di visita nei suoi edifici storici affacciati su Piazza dei Cavalieri, uno dei luoghi più suggestivi della città. La Politecnica delle Marche si distingue con un'idea originale: una "scuola di Architettura per bambini" che avvicina i più piccoli al mondo della progettazione. Il Sud risponde con altrettanta energia. La Federico II di Napoli — fondata nel 1224, la più antica università pubblica e laica del mondo — organizza "Federico II Svelata", un evento che promette di rivelare angoli sconosciuti di un patrimonio immenso. Il Politecnico di Bari lancia "Open Poliba", mentre l'Università della Basilicata apre le porte dei suoi campus di Potenza e Matera. In Calabria si riflette sul tempo, a Catania si sperimentano "laboratori di felicità". Il Salento esplora il rapporto tra saperi universitari e territorio.

Milano, Roma, Napoli: le iniziative nelle grandi città

Nelle tre maggiori aree metropolitane italiane, la concentrazione di atenei produce un'offerta particolarmente ricca. A Milano, città che ospita la più alta densità universitaria del Paese, il programma è un caleidoscopio. La Bicocca si svela alla città con giochi, laboratori e attività all'aperto nel suo campus urbano, un quartiere che l'università ha contribuito a trasformare radicalmente negli ultimi vent'anni. L'Università Statale propone un percorso guidato nella Ca' Granda, lo storico Ospedale Maggiore progettato dal Filarete nel XV secolo e oggi sede delle facoltà umanistiche: un gioiello rinascimentale che molti milanesi non hanno mai visitato. La Bocconi combina il tour del nuovo campus firmato dallo studio SANAA con un'esperienza di ricerca dal vivo sulla sostenibilità nel settore della moda. Il Politecnico apre il Campus Leonardo, la IULM i suoi laboratori di comunicazione, il San Raffaele organizza un workshop primaverile che unisce medicina e divulgazione. A Roma il panorama è altrettanto variegato. La Sapienza — con i suoi oltre 100.000 iscritti il più grande ateneo d'Europa — apre le porte della Città Universitaria progettata da Marcello Piacentini negli anni Trenta, un complesso architettonico di straordinario valore storico. Tor Vergata punta sulla tecnologia con talk e gare di robotica. La LUMSA declina la giornata in chiave giubilare con il tema "Speranza e Fiducia". Roma Tre offre visite alle sue sedi distribuite nel quartiere Ostiense, un'area in piena trasformazione urbana. La LUISS propone un laboratorio di podcasting, intercettando l'interesse delle nuove generazioni per i media digitali. Il Campus Bio-Medico affronta un tema filosofico sorprendente per un ateneo scientifico: "Come costruire una vita felice con le virtù". Napoli mette in campo la sua tradizione accademica secolare. Oltre alla Federico II, partecipano l'Orientale con l'iniziativa provocatoria "Il Rettore svelato", la Parthenope con visite ai laboratori scientifici, il Suor Orsola Benincasa con un programma dedicato al "care". La Vanvitelli apre il MUSA, il suo museo scientifico.

Piccoli atenei, grandi proposte

Se le grandi università possono contare su numeri e risorse imponenti, sono spesso i piccoli atenei a sorprendere per creatività e radicamento territoriale. L'Università di Camerino, nelle Marche interne ancora segnate dal sisma del 2016, sceglie un tema potente: "La donna della bomba atomica", un racconto che intreccia storia della scienza e questioni di genere. È un esempio di come un ateneo di dimensioni contenute — circa 7.000 studenti — possa produrre eventi culturali di rilevanza nazionale. L'Università di Pollenzo, sede dell'Università di Scienze Gastronomiche fondata da Carlo Petrini e dal movimento Slow Food, apre le porte del suo campus ricavato in un'antica tenuta sabauda. Le visite guidate permettono di scoprire un modello formativo unico al mondo, dove lo studio del cibo diventa lente per comprendere economia, ecologia e cultura. A Siena, l'Università per Stranieri organizza "Buon appetito! Cibo e culture", un evento che celebra la diversità culturale attraverso la tavola. La SISSA di Trieste — Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, eccellenza mondiale nella fisica teorica e nelle neuroscienze — dedica la giornata alle scuole con "SISSA for Schools", portando la ricerca di frontiera a contatto con gli studenti più giovani. L'Università del Molise celebra l'evento con particolare enfasi, consapevole del ruolo cruciale che un ateneo svolge in una regione piccola e a rischio spopolamento. UniMol non è solo un luogo di formazione: è un'infrastruttura sociale che trattiene talenti e genera opportunità in un territorio che altrimenti ne avrebbe poche. Lo stesso vale per l'Università della Basilicata, che apre i campus di Potenza e Matera — quest'ultima Capitale Europea della Cultura nel 2019 — dimostrando come accademia e rigenerazione urbana possano procedere insieme. L'Università di Teramo sintetizza lo spirito della giornata nel titolo del suo evento: "Svelare la conoscenza!". Tre parole che catturano l'essenza dell'operazione: rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto dietro le mura accademiche. Anche la LIUC di Castellanza coglie l'occasione per lanciare "LIUC Sport", consegnando borse di studio agli studenti-atleti e sottolineando come la formazione universitaria non sia solo libri e lezioni, ma un'esperienza integrale.

Patrimonio monumentale e sapere scientifico

Uno degli aspetti più affascinanti di "Università Svelate" riguarda la possibilità di accedere a complessi monumentali che normalmente restano chiusi al pubblico generico o sono visitabili solo parzialmente. Le università italiane hanno sede, in molti casi, in edifici di straordinario valore storico e architettonico. Il Castello del Valentino a Torino, residenza sabauda patrimonio UNESCO che ospita il Politecnico, aprirà le sue sale raccontando la storia dell'ateneo attraverso i suoi spazi. La Ca' Granda di Milano, capolavoro del Rinascimento lombardo, svelerà cortili e loggiati che i passanti intravedono appena dal portone principale. A Pisa, la Scuola Normale apre Palazzo della Carovana, affrescato dal Vasari. A Lucca, la Scuola IMT invita a visitare i suoi edifici storici nel cuore della città murata. Ma "Università Svelate" non è solo patrimonio artistico. È anche — e soprattutto — patrimonio scientifico. A Cagliari si organizzano visite guidate ai musei e alle collezioni scientifiche dell'ateneo, comprendenti reperti di mineralogia, zoologia e anatomia. A Pavia si scoprono i musei universitari, tra cui il celebre Museo per la Storia dell'Università che conserva strumenti scientifici dal Settecento in poi. Messina presenta una biblioteca digitale per la riscoperta dei fondi antichi, dimostrando come la tecnologia possa dare nuova vita a patrimoni documentari altrimenti inaccessibili. La Parthenope di Napoli apre i laboratori scientifici dei dipartimenti di Ingegneria e Scienze, offrendo ai visitatori un'immersione nel lavoro quotidiano dei ricercatori. Ferrara dedica la giornata a Kant nel tricentenario della nascita con "Kant24/Osa conoscere!", trasformando un anniversario filosofico in un invito alla curiosità intellettuale. Questa doppia anima — monumentale e scientifica — rende l'iniziativa particolarmente efficace nel comunicare la complessità del mondo universitario. L'ateneo non è solo il bel palazzo nel centro storico, né solo il laboratorio asettico in periferia. È entrambe le cose, e molto altro. È il luogo dove il passato e il futuro si incontrano quotidianamente, dove un affresco cinquecentesco fa da sfondo a una lezione di intelligenza artificiale.

Una giornata che guarda al futuro

La prima edizione di "Università Svelate" rappresenta un esperimento significativo per il sistema accademico italiano. Se l'obiettivo immediato è aprire fisicamente le porte degli atenei, quello di lungo periodo è più ambizioso: ricostruire un patto di fiducia tra università e società. I dati parlano chiaro: l'Italia resta tra i Paesi europei con la più bassa percentuale di laureati nella fascia 25-34 anni, segno di un rapporto ancora problematico con l'istruzione superiore. Troppi cittadini percepiscono l'università come un mondo lontano, elitario, irrilevante per la propria vita. Iniziative come questa possono contribuire a invertire la tendenza, mostrando concretamente cosa accade dentro quelle mura e perché riguarda tutti. La scelta di far coincidere la giornata con la Giornata Internazionale della Felicità non è un vezzo: è un messaggio. La conoscenza, la ricerca, la formazione non sono sacrifici da sopportare, ma strumenti di realizzazione personale e collettiva. I "laboratori di felicità" dell'Università di Catania incarnano questa visione con un titolo che è quasi un programma politico. La CRUI punta a rendere il 20 marzo un appuntamento fisso, capace di crescere anno dopo anno in partecipazione e visibilità. Il successo di questa prima edizione — misurabile in termini di affluenza, copertura mediatica e soddisfazione dei partecipanti — determinerà la traiettoria futura dell'iniziativa. Ma al di là dei numeri, resta il valore simbolico di un gesto collettivo: un intero sistema universitario che, nello stesso giorno, decide di guardarsi allo specchio e mostrarsi per quello che è. Con i suoi pregi e i suoi limiti, le sue eccellenze e le sue fragilità. Svelato, appunto.

Pubblicato il: 16 marzo 2026 alle ore 20:36

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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