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Turchia, studente apre il fuoco in un liceo a Sanliurfa: 16 feriti, poi si toglie la vita
Editoriali

Turchia, studente apre il fuoco in un liceo a Sanliurfa: 16 feriti, poi si toglie la vita

Sparatoria in una scuola superiore nel sudest della Turchia: uno studente nato nel 2007 ha ferito 16 persone con un fucile prima di suicidarsi. Indagini in corso.

Una mattina che doveva essere ordinaria si è trasformata in tragedia nel sudest della Turchia. Uno studente è entrato armato di fucile nella propria scuola superiore a Siverek, distretto della provincia di Sanliurfa, aprendo il fuoco in modo indiscriminato su compagni e personale scolastico. Sedici persone sono rimaste ferite. Il ragazzo, dopo aver tenuto in ostaggio diverse persone, si è tolto la vita con la stessa arma. L'episodio, avvenuto lunedì 14 aprile 2026, ha scosso profondamente il Paese.

Cosa è successo a Sanliurfa

I fatti si sono consumati all'interno della scuola superiore professionale e tecnica anatolica Ahmet Koyuncu, un istituto situato nel distretto di Siverek, nella provincia di Sanliurfa. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità locali, lo studente è entrato nell'edificio scolastico portando con sé un fucile e ha iniziato a sparare senza un obiettivo apparente, colpendo chiunque si trovasse sulla sua traiettoria.

La sparatoria ha generato il panico tra gli studenti e il personale. Alcuni sono riusciti a fuggire, altri sono rimasti bloccati all'interno della struttura. Il ragazzo, stando a quanto riferito dal governatore di Sanliurfa Hasan Sildak ai microfoni dell'emittente televisiva Ntv, ha anche preso in ostaggio diverse persone prima di rivolgere l'arma contro se stesso.

Il bilancio: 16 feriti tra studenti, insegnanti e personale

Il ministero dell'Interno turco, in un comunicato ufficiale diffuso nelle ore successive all'attacco, ha fornito un bilancio dettagliato delle vittime. Tra i 16 feriti figurano:

  • 10 studenti
  • 4 insegnanti
  • 1 agente di polizia
  • 1 addetto alla mensa scolastica

Tutti i feriti sono stati trasportati all'ospedale statale di Siverek per ricevere le cure necessarie. Al momento non sono state diffuse informazioni precise sulle condizioni dei ricoverati, ma le autorità sanitarie locali hanno confermato che nessuno dei feriti risulterebbe in pericolo di vita.

L'identità dell'attentatore e le prime ricostruzioni

Il ministero dell'Interno ha identificato l'attentatore attraverso le iniziali O.K., specificando che si trattava di uno studente iscritto allo stesso istituto. Il governatore Sildak ha precisato un dato che rende la vicenda ancora più drammatica: il ragazzo era nato nel 2007, il che significa che aveva appena 18 o 19 anni al momento dei fatti.

Non è ancora chiaro come lo studente sia riuscito a procurarsi il fucile utilizzato nell'attacco, né quali motivazioni lo abbiano spinto a compiere un gesto così estremo. Le forze di sicurezza turche hanno fatto sapere di aver avviato "un'indagine approfondita sull'accaduto", promettendo che tutti gli sviluppi sarebbero stati resi noti al pubblico.

La dinamica dell'episodio, con l'ingresso armato nell'istituto, la sparatoria indiscriminata, la presa di ostaggi e il suicidio finale, ricorda tragicamente gli school shooting che hanno segnato la cronaca statunitense negli ultimi decenni. Eventi di questo tipo restano però estremamente rari in Turchia.

La risposta delle autorità turche

La reazione istituzionale è stata rapida. Il comunicato del ministero dell'Interno ha confermato che le forze dell'ordine sono intervenute tempestivamente sul posto, anche se la situazione si è risolta con il suicidio dell'attentatore prima che fosse possibile un confronto diretto. "Le nostre forze di sicurezza hanno avviato un'indagine approfondita sull'accaduto e gli sviluppi saranno resi noti al pubblico", recita la nota ministeriale.

Il governatore Sildak si è recato personalmente presso l'ospedale dove sono stati ricoverati i feriti. Le autorità provinciali hanno disposto il rafforzamento delle misure di sicurezza nelle scuole del distretto, mentre gli inquirenti stanno cercando di ricostruire il percorso che ha portato il giovane studente a pianificare e mettere in atto l'attacco.

Un Paese sotto shock

La sparatoria di Siverek rappresenta un evento traumatico per la comunità locale e per l'intero Paese. La Turchia, pur non essendo estranea a episodi di violenza legati al terrorismo o a tensioni politiche, raramente si trova a fare i conti con sparatorie all'interno di istituti scolastici. Il fatto che l'autore fosse un giovanissimo studente dello stesso liceo aggiunge un ulteriore elemento di sgomento.

Mentre le famiglie dei feriti attendono aggiornamenti sulle condizioni dei propri cari, le indagini proseguono per chiarire le circostanze che hanno portato a questa tragedia. Due le domande centrali a cui gli investigatori dovranno rispondere: come un ragazzo di 18 anni abbia potuto entrare in possesso di un fucile e se vi fossero segnali premonitori che avrebbero potuto essere intercettati. La comunità di Siverek, intanto, cerca di elaborare uno shock che difficilmente verrà dimenticato.

Pubblicato il: 14 aprile 2026 alle ore 11:15

Domande frequenti

Cosa è successo esattamente nella scuola di Sanliurfa?

Uno studente armato di fucile è entrato nella scuola superiore professionale e tecnica anatolica Ahmet Koyuncu a Siverek, ha aperto il fuoco in modo indiscriminato su studenti e personale, ferendo 16 persone, e successivamente si è tolto la vita.

Quante e quali persone sono rimaste ferite nell'attacco?

Nell'attacco sono rimaste ferite 16 persone: 10 studenti, 4 insegnanti, 1 agente di polizia e 1 addetto alla mensa scolastica. Tutti sono stati ricoverati all'ospedale statale di Siverek e nessuno risulterebbe in pericolo di vita.

Chi era l'attentatore e cosa si sa sulle sue motivazioni?

L'attentatore è stato identificato come O.K., uno studente di 18 o 19 anni iscritto allo stesso istituto. Al momento non sono chiare le motivazioni dell'attacco e le autorità stanno conducendo un'indagine approfondita.

Come hanno reagito le autorità turche all'attacco?

Le autorità sono intervenute rapidamente, hanno avviato un'indagine sull'accaduto e rafforzato le misure di sicurezza nelle scuole del distretto. Il governatore e altri funzionari si sono recati in ospedale per seguire la situazione dei feriti.

Sono frequenti episodi simili nelle scuole turche?

No, episodi di sparatorie all'interno delle scuole sono estremamente rari in Turchia, rendendo questo evento particolarmente scioccante per la comunità locale e nazionale.

Quali sono le principali domande ancora senza risposta sull'accaduto?

Le indagini puntano a chiarire come lo studente sia riuscito a procurarsi il fucile e se ci fossero segnali premonitori che avrebbero potuto essere intercettati prima dell'attacco.

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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