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Gite scolastiche in crisi: tra costi crescenti, sicurezza e docenti senza tutele, quattro studenti su dieci rinunciano
Editoriali

Gite scolastiche in crisi: tra costi crescenti, sicurezza e docenti senza tutele, quattro studenti su dieci rinunciano

Un'indagine di Skuola.net rivela che il 40% degli studenti non parteciperà ai viaggi d'istruzione. Pesano i costi, la carenza di docenti accompagnatori e le nuove norme di sicurezza sui trasporti.

La decisione del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di imporre requisiti di sicurezza più stringenti per i bus utilizzati nelle gite scolastiche nasce da una tragedia concreta: la morte della docente Domenica Russo, 43 anni, rimasta uccisa il 20 maggio scorso in un incidente stradale provocato dalla distrazione del conducente, sorpreso a guardare lo smartphone alla guida. Un episodio che si sarebbe potuto evitare se il mezzo fosse stato dotato dei sistemi di sicurezza oggi resi obbligatori dal Ministero. La stretta normativa, però, ha prodotto un effetto collaterale significativo: l'aumento dei costi a carico delle famiglie, che si somma alle difficoltà già esistenti nell'organizzazione dei viaggi d'istruzione. I dati raccolti da Skuola.net fotografano un cambiamento nelle abitudini di trasporto. Il 19% degli studenti che parteciperanno a gite di più giorni viaggerà in treno, il 28% sceglierà l'aereo e il 5% la nave, con un quinto di questi ultimi che opterà per formule crocieristiche dove il mezzo di trasporto diventa parte integrante dell'esperienza didattica. Cresce dunque la diversificazione rispetto al tradizionale pullman, anche se le alternative ferroviarie e aeree comportano spesso budget più elevati. Le gare di appalto centralizzate volute dal Ministero consentono alle scuole di affidarsi a fornitori qualificati con formule chiavi in mano, ma la maggiore qualità dei servizi si traduce inevitabilmente in tariffe più alte che non tutte le famiglie possono sostenere.

Uscite didattiche giornaliere: un'alternativa insufficiente

Per chi non parte, le uscite didattiche giornaliere dovrebbero rappresentare un surrogato accessibile. I numeri, tuttavia, raccontano una realtà diversa. Solo il 31% degli studenti ha già preso parte ad almeno una visita d'istruzione durante l'anno in corso, mentre il 35% prevede di farlo entro la fine delle lezioni. Resta un 34% che teme di non partecipare a nessuna uscita, neppure di una sola giornata. È un dato che segnala come le difficoltà organizzative non riguardino soltanto i viaggi lunghi e costosi, ma si estendano anche alle attività più brevi e teoricamente più semplici da gestire. La carenza di docenti disponibili ad accompagnare le classi rappresenta uno dei principali ostacoli. Gli insegnanti si trovano a dover gestire studenti spesso indisciplinati disponendo di pochi strumenti disciplinari concreti, il tutto sotto il peso di responsabilità civili e penali rilevanti. Le indennità stipendiali previste per il ruolo di accompagnatore sono definite risibili, quando non del tutto assenti, perché dipendono dalla disponibilità dei fondi di istituto, notoriamente variabili e insufficienti.

Il commento di Grassucci: responsabilità enormi, indennità risibili

Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, ha inquadrato il problema con chiarezza: "Purtroppo nei viaggi di istruzione si può anche morire: può capitare agli studenti ma anche ai docenti accompagnatori". Grassucci riconosce l'utilità degli interventi ministeriali, dalle gare centralizzate ai requisiti di qualità per i mezzi di trasporto, ma sottolinea come "tutta questa sicurezza abbia un costo aggiuntivo per le famiglie, il che limita in parte la portata dei viaggi di istruzione". Il direttore di Skuola.net ha inoltre evidenziato che il problema economico non è l'unico freno. I docenti accompagnatori operano in condizioni di forte squilibrio tra le responsabilità assunte e le tutele ricevute. Gestire decine di studenti fuori dall'ambiente scolastico, spesso in contesti che amplificano i comportamenti indisciplinati, espone gli insegnanti a rischi professionali e legali significativi. A questo si aggiunge il carico burocratico che grava sul personale amministrativo delle scuole, chiamato a gestire affidamenti per decine di migliaia di euro con organici spesso ridotti. Il quadro complessivo restituisce l'immagine di uno strumento didattico prezioso, la gita scolastica, che rischia di diventare un privilegio per pochi anziché un'esperienza formativa universale.

Sintesi

I dati di Skuola.net confermano una tendenza preoccupante: quattro studenti su dieci rischiano di non partecipare ad alcun viaggio d'istruzione. Le nuove norme sulla sicurezza dei trasporti, introdotte dopo la morte della docente Domenica Russo, hanno innalzato gli standard qualitativi ma anche i costi per le famiglie. Parallelamente, la riluttanza dei docenti ad assumere il ruolo di accompagnatori, motivata dallo squilibrio tra responsabilità e compensi, riduce ulteriormente le possibilità organizzative. Persino le uscite giornaliere, che dovrebbero rappresentare un'alternativa più agile, soffrono delle stesse criticità. Il Ministero ha avviato interventi strutturali, dalle gare centralizzate ai requisiti di sicurezza, ma resta aperto il nodo delle risorse economiche e delle tutele per il personale scolastico coinvolto.

Pubblicato il: 31 marzo 2026 alle ore 16:22

Domande frequenti

Perché i costi delle gite scolastiche sono aumentati negli ultimi anni?

L'aumento dei costi è dovuto principalmente all'introduzione di requisiti di sicurezza più stringenti per i mezzi di trasporto, decisi dal Ministero dopo recenti tragedie. Questi standard qualitativi più elevati comportano tariffe più alte che gravano sulle famiglie.

Quali sono le principali alternative al tradizionale pullman per i viaggi d'istruzione?

Sempre più studenti viaggiano in treno, aereo o nave, con una quota che sceglie anche crociere didattiche. Tuttavia, queste alternative spesso richiedono budget ancora più elevati rispetto al pullman.

Le uscite didattiche giornaliere rappresentano una soluzione efficace ai problemi delle gite scolastiche?

Le uscite giornaliere dovrebbero essere un'alternativa accessibile, ma in realtà soffrono di difficoltà organizzative simili a quelle dei viaggi più lunghi. Solo una parte degli studenti vi partecipa e molti temono di non poter prendere parte nemmeno a queste attività.

Quali sono le principali difficoltà incontrate dai docenti accompagnatori durante le gite scolastiche?

I docenti devono gestire responsabilità civili e penali molto elevate, spesso senza adeguate tutele o indennità economiche. Inoltre, devono fronteggiare la disciplina degli studenti e un significativo carico burocratico.

Quali sono gli effetti delle nuove normative sulla partecipazione degli studenti alle gite scolastiche?

Le nuove normative hanno portato a un incremento dei costi e a una riduzione delle possibilità organizzative, contribuendo al fatto che quattro studenti su dieci rischiano di non partecipare ad alcun viaggio d'istruzione.

Cosa sta facendo il Ministero per migliorare la sicurezza e l'organizzazione delle gite scolastiche?

Il Ministero ha introdotto gare di appalto centralizzate per garantire fornitori qualificati e ha imposto nuovi requisiti di sicurezza per i mezzi di trasporto. Tuttavia, resta ancora irrisolto il problema delle risorse economiche e delle tutele per il personale scolastico coinvolto.

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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