Indice dei capitoli
- Luce sulle cause: cos’è “Mi illumino di meno”
- Da Caterpillar alla legge dello Stato: la storia della giornata
- Come celebrare questa giornata?
- Emissioni e consumi: un quadro ancora da migliorare
- Un piccolo gesto quotidiano che conta
- Conclusione: una giornata che vale dodici mesi
Luce sulle cause: cos’è “Mi illumino di meno”
“Mi illumino di meno” è la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, celebrata ogni anno il 16 febbraio per diffondere la cultura del consumo responsabile di energia e risorse. Nato come appuntamento simbolico di sensibilizzazione, invita cittadini, scuole, istituzioni e imprese a riflettere su come ridurre gli sprechi energetici e sul valore di comportamenti quotidiani più sostenibili. Il nome prende ispirazione dalla poesia di Giuseppe Ungaretti (“M’illumino d’immenso”), sottolineando proprio l’idea di “illuminarsi” interiormente a partire da gesti concreti legati all’ambiente. Con il tempo, ciò che era una campagna radiofonica si è trasformato in un evento riconosciuto a livello nazionale, in cui lo spegnimento simbolico delle luci diventa il filo rosso di una discussione più ampia sull’efficienza energetica e sulle pratiche sostenibili.
Da Caterpillar alla legge dello Stato: la storia della giornata
“Mi illumino di meno” nasce nel 2005 grazie alla trasmissione Caterpillar di Rai Radio2, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del risparmio energetico e dell’uso responsabile delle risorse. Per anni è stata una campagna mediatica con protagonisti individui, scuole, aziende e amministrazioni locali, uniti nell'azione simbolica di spegnere le luci inutili per alcune ore. Nel 2022, il Parlamento italiano ha trasformato questa iniziativa in una Giornata Nazionale ufficiale, riconosciuta come strumento di educazione alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi, con la Legge n. 34/2022. Ogni edizione ha avuto un tema specifico, e negli anni la campagna si è allargata oltre la semplice ottica del risparmio energetico, includendo stili di vita sostenibili più ampi. Con oltre vent’anni di storia, “Mi illumino di meno” è diventata una delle giornate simboliche più radicate nel calendario italiano, capace di connettere media, istituzioni e società civile attorno alla sfida della transizione energetica.
Come celebrare questa giornata?
Il gesto più conosciuto di M'illumino di Meno resta lo spegnimento simbolico delle luci non necessarie nella serata del 16 febbraio. Anche nel 2026 numerose città hanno aderito con iniziative concrete: a Vicenza verranno spente le illuminazioni della Basilica Palladiana e di altri monumenti simbolo, accompagnate da un “concerto al buio”; a Rivoli si spegneranno il Castello e i principali edifici storici; mentre l’Università degli Studi di Padova parteciperà con lo spegnimento di sedi storiche e iniziative dedicate alla scienza e alla condivisione sostenibile.
Il singolo cittadino può fare molto più che spegnere una luce: ridurre il riscaldamento di un grado, scollegare i dispositivi in standby, usare lampadine LED, preferire elettrodomestici a pieno carico e limitare l’uso dell’auto scegliendo mezzi pubblici, bicicletta o car sharing. Può organizzare una cena a lume di candela con amici o famiglia per riflettere sui consumi, aderire a gruppi di acquisto solidale, privilegiare prodotti locali e durevoli, riparare invece di sostituire, donare o scambiare oggetti inutilizzati. Piccoli gesti quotidiani, se condivisi, diventano un’abitudine collettiva capace di generare un impatto reale e duraturo sull’ambiente.
Emissioni e consumi: un quadro ancora da migliorare
La giornata invita a riflettere sul rapporto tra consumi energetici e impatto ambientale, ma il quadro reale resta complesso. In Italia la quota di elettricità coperta da fonti rinnovabili ha raggiunto record storici negli ultimi anni, superando il 41 % della domanda elettrica nel 2024 grazie all’aumento di produzione da solare, idroelettrico ed eolico. A livello europeo, quasi la metà dell’elettricità consumata nel 2024 (circa 47,5 %) proveniva da fonti rinnovabili, con una crescita costante nel corso degli ultimi due decenni.
Nonostante questi progressi, la transizione energetica resta incompleta: le energie fossili continuano a coprire una quota rilevante della produzione elettrica e molte nazioni, Italia inclusa, dipendono fortemente da importazioni di gas naturale, che contribuiscono alle emissioni di CO₂. Nel primo semestre del 2025, ad esempio, le emissioni di gas serra in Italia sono risultate in leggero aumento rispetto all’anno precedente, anche a fronte di un mix energetico dove rinnovabili e fossili sono quasi alla pari.
Questi dati mostrano come, pur essendoci segnali positivi di crescita delle rinnovabili e di riduzione delle emissioni nel settore elettrico, non siano ancora sufficienti per centrare gli obiettivi climatici fissati per il 2030 e oltre. Una transizione davvero efficace richiede investimenti continui in capacità rinnovabile, accumulo energetico, infrastrutture più intelligenti e un cambiamento di abitudini quotidiane che riduca complessivamente i consumi e le emissioni.
Un piccolo gesto quotidiano che conta
“Mi illumino di meno” non è solo spegnere una luce per una sera: è un’occasione per mettere in pratica gesti che riducono concretamente il consumo energetico e la produzione di rifiuti ogni giorno. Scuole e università promuovono dibattiti, workshop e sfide tra classi per migliorare l’efficienza energetica nelle aule e negli spazi comuni, stimolando la cultura della sostenibilità tra le nuove generazioni. Aziende e enti pubblici aderenti adottano misure come spegnere l’illuminazione non necessaria, promuovere l’uso di mezzi di trasporto sostenibili e sensibilizzare i dipendenti su pratiche quotidiane virtuose come l’uso consapevole degli elettrodomestici, la riduzione degli sprechi e la mobilità attiva. I Comuni, inoltre, spesso realizzano eventi pubblici, performance artistiche al buio o attività culturali che mettono in evidenza la bellezza di “fare di più con meno”. In questo modo, la giornata diventa un simbolo capace di trasformarsi in azioni reali che – replicate quotidianamente – contribuiscono a ridurre l’impronta energetica complessiva di comunità intere.
Conclusione: una giornata che vale dodici mesi
“Mi illumino di meno” celebra una serata simbolica, ma il suo valore risiede nel ricordarci che ogni scelta quotidiana ha un impatto sull’ambiente. La giornata è l’occasione per misurare consapevolezza e puntare a una cultura del risparmio che vada oltre 24 ore, integrando pratiche energetiche responsabili in scuole, aziende e famiglie. In un momento storico in cui la transizione energetica e la sostenibilità climatica sono al centro dell’agenda globale, iniziative come questa aiutano a coinvolgere società, istituzioni e imprese in una riflessione collettiva sul futuro delle risorse e del nostro pianeta. Accendere l’attenzione spegnendo simbologie luminose diventa allora una potente metafora: quella di illuminare nuove strade per consumi più responsabili, stili di vita sostenibili e un futuro energetico più equo e rispettoso dell’ambiente, validi ogni giorno dell’anno.
Ilaria Brozzi