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Mantegna, riemersi trentuno frammenti di pittura murale dalla chiesa degli Eremitani: Giuli e Gujral a Padova per la scoperta
Cultura

Mantegna, riemersi trentuno frammenti di pittura murale dalla chiesa degli Eremitani: Giuli e Gujral a Padova per la scoperta

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Il Ministro della Cultura e la Direttrice Generale dell'ICCROM hanno visitato la Cappella Ovetari, devastata dai bombardamenti del 1944. I frammenti risalgono al XIV e XV secolo e aprono un nuovo capitolo per il restauro del ciclo pittorico

La visita alla chiesa degli Eremitani

Padova torna al centro della scena culturale italiana. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e la Direttrice Generale dell'ICCROM, Aruna Francesca Maria Gujral, hanno visitato insieme la chiesa degli Eremitani, uno dei luoghi più carichi di storia e di cicatrici dell'intero patrimonio artistico veneto. L'occasione non era protocollare: i due hanno potuto osservare da vicino trentuno frammenti di pittura murale recentemente riscoperti, appartenenti alla celebre Cappella degli Ovetari.

Una visita che segna un momento significativo per la politica di tutela del patrimonio culturale. Non è la prima volta che il ministro Giuli si reca personalmente sui luoghi di nuove scoperte o restituzioni artistiche: poche settimane fa era stato a Pompei per la riemersione della sala affrescata della Villa dei Misteri, confermando un'attenzione diretta verso i cantieri di restauro più rilevanti del Paese.

Trentuno frammenti: cosa è stato ritrovato

Stando a quanto emerge, i trentuno frammenti di pittura murale risalgono a un arco cronologico compreso tra il XIV e il XV secolo. Si tratta di porzioni di intonaco dipinto riconducibili al ciclo decorativo della Cappella Ovetari, che ospitava opere di alcuni tra i maggiori maestri del Rinascimento padovano, su tutti Andrea Mantegna.

La scoperta rilancia interrogativi che il mondo della storia dell'arte si pone da decenni. Quanti altri lacerti si nascondono ancora tra le macerie ricomposte e i depositi? Quali informazioni possono fornire sulla tecnica pittorica del giovane Mantegna, che nella Cappella Ovetari lavorò tra il 1448 e il 1457, realizzando le Storie di san Giacomo e le Storie di san Cristoforo?

I frammenti, per quanto ridotti nelle dimensioni, rappresentano tessere preziose di un mosaico che si credeva irrimediabilmente perduto. Ogni centimetro quadrato di superficie dipinta recuperata è un documento materiale insostituibile.

La Cappella Ovetari e la ferita della guerra

Per comprendere il peso di questa scoperta bisogna tornare all'11 marzo 1944. Quel giorno un bombardamento alleato colpì in pieno la chiesa degli Eremitani, riducendo in frantumi gran parte della struttura e, con essa, il ciclo di affreschi della Cappella Ovetari. Fu una delle perdite artistiche più gravi subite dall'Italia durante la Seconda guerra mondiale. Degli affreschi di Mantegna sopravvissero soltanto l'Assunzione della Vergine e il Martirio di san Cristoforo, quest'ultimo in condizioni frammentarie.

Nei decenni successivi si sono susseguiti diversi interventi di recupero. Il più ambizioso, avviato negli anni Duemila grazie a tecnologie digitali e a un paziente lavoro di ricomposizione dei frammenti raccolti tra le macerie, ha permesso di restituire parzialmente l'aspetto della cappella. Ma ogni nuovo ritrovamento, come quello appena annunciato, aggiunge un tassello concreto a un'opera di ricostruzione che non può dirsi conclusa.

La chiesa degli Eremitani, del resto, non è soltanto il luogo del Mantegna. Le sue pareti conservano tracce di una stratificazione pittorica che attraversa almeno due secoli, dal Trecento al Quattrocento, con interventi di artisti come Guariento d'Arpo e Ansuino da Forlì. I frammenti ritrovati, databili tra il XIV e il XV secolo, potrebbero dunque appartenere a mani diverse.

Il ruolo dell'ICCROM e la cooperazione internazionale

La presenza di Aruna Francesca Maria Gujral a Padova non è un dettaglio secondario. L'ICCROM (Centro Internazionale di Studi per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali), con sede a Roma, è l'organizzazione intergovernativa che dal 1959 opera come riferimento mondiale per la conservazione del patrimonio culturale. Il suo coinvolgimento segnala che la riscoperta dei frammenti padovani ha una risonanza che va oltre i confini nazionali.

La collaborazione tra il Ministero della Cultura e l'ICCROM potrebbe tradursi in nuovi protocolli di studio e restauro, mettendo a disposizione competenze tecniche di livello internazionale per l'analisi dei frammenti. Tecniche come la riflettografia infrarossa, la fluorescenza a raggi X e la fotogrammetria 3D sono oggi strumenti imprescindibili per identificare pigmenti, leganti e, in ultima analisi, attribuire i lacerti a specifiche campagne decorative o a singoli artisti.

Un patrimonio che torna alla luce

Padova, già riconosciuta dall'UNESCO nel 2021 come patrimonio dell'umanità per i suoi cicli di affreschi del Trecento, vede così rafforzarsi ulteriormente il proprio profilo di città-laboratorio per la storia della pittura murale italiana. La Cappella degli Ovetari, pur nella sua condizione di rovina parzialmente ricomposta, resta uno dei nodi più affascinanti e dolorosi della storia dell'arte europea.

Trentuno frammenti non restituiscono un capolavoro intero. Ma raccontano una storia di resilienza, quella di un patrimonio che, ottant'anni dopo la distruzione, continua a riemergere. E ricordano, con la forza silenziosa della materia, quanto fragile sia la bellezza quando incontra la violenza della guerra.

Pubblicato il: 14 aprile 2026 alle ore 08:41

Domande frequenti

Cosa sono esattamente i trentuno frammenti ritrovati nella chiesa degli Eremitani?

Si tratta di porzioni di intonaco dipinto, databili tra il XIV e il XV secolo, appartenenti al ciclo decorativo della Cappella Ovetari e riconducibili alle opere di artisti come Andrea Mantegna e altri maestri del Rinascimento padovano.

Qual è il significato storico della Cappella Ovetari e cosa accadde durante la Seconda guerra mondiale?

La Cappella Ovetari era decorata da un celebre ciclo di affreschi, tra cui quelli di Mantegna, quasi completamente distrutto da un bombardamento alleato l'11 marzo 1944. Solo pochi affreschi sopravvissero, rendendo questa una delle perdite artistiche più gravi per l'Italia.

Qual è il ruolo dell'ICCROM nella riscoperta e nel restauro dei frammenti?

L'ICCROM, organizzazione internazionale per la conservazione del patrimonio culturale, offre competenze tecniche e promuove la cooperazione internazionale. Il suo coinvolgimento garantisce l'utilizzo di tecnologie avanzate e protocolli condivisi per lo studio e il restauro dei frammenti.

In che modo questi ritrovamenti contribuiscono alla conoscenza dell’arte di Andrea Mantegna e della pittura murale padovana?

I frammenti forniscono preziose informazioni sulle tecniche pittoriche utilizzate da Mantegna nella Cappella Ovetari e arricchiscono la comprensione della storia della pittura murale a Padova, città riconosciuta dall’UNESCO per i suoi cicli di affreschi trecenteschi.

Quali tecnologie e metodi vengono utilizzati per analizzare e restaurare i frammenti ritrovati?

Vengono impiegate tecnologie come la riflettografia infrarossa, la fluorescenza a raggi X e la fotogrammetria 3D, che permettono di identificare pigmenti e leganti e di attribuire i lacerti a specifici artisti o campagne decorative.

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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