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"Il Piccolo Principe è tornato": il romanzo di Ennio Di Francesco che riporta Saint-Exupéry nel mondo contemporaneo
Cultura

"Il Piccolo Principe è tornato": il romanzo di Ennio Di Francesco che riporta Saint-Exupéry nel mondo contemporaneo

Disponibile in formato audio

Un libro polisensoriale con illustrazioni e QR Code che affronta guerre, pandemie e povertà. L'elogio di Dacia Maraini: "Immaginazione e speranza"

Il ritorno del Piccolo Principe, tra passato e presente

C'è un bambino dai capelli d'oro che, ottant'anni dopo, torna a fare domande scomode. Lo fa in un mondo molto diverso da quello che Antoine de Saint-Exupéry aveva immaginato nel 1943, eppure per certi versi identico: un mondo dove gli adulti continuano a occuparsi di cose "serie" dimenticando l'essenziale. Ennio Di Francesco ha pubblicato "Il Piccolo Principe è tornato", un romanzo che riannoda i fili della celebre storia francese e li intreccia con le contraddizioni del nostro tempo.

L'operazione non è un semplice sequel, né un omaggio nostalgico. Di Francesco prende il personaggio più amato della letteratura per ragazzi e lo catapulta nel presente, costringendolo, e con lui il lettore, a confrontarsi con le fratture del XXI secolo: guerre, pandemie, povertà. Temi che nella fiaba originale erano sfiorati per metafora e che qui assumono una concretezza quasi giornalistica, senza per questo rinunciare alla dimensione poetica.

Un romanzo che parla ai giovani (e non solo)

La forza del libro sta nel suo doppio registro. Da un lato c'è una narrazione accessibile, pensata per i ragazzi, che mantiene la leggerezza e lo stupore dell'originale di Saint-Exupéry. Dall'altro emerge una riflessione più stratificata, capace di interpellare anche i lettori adulti. Il Piccolo Principe attraversa scenari contemporanei con lo sguardo di chi non ha perso la capacità di meravigliarsi, e proprio per questo riesce a vedere ciò che gli altri hanno smesso di guardare.

È un meccanismo narrativo antico, in fondo: l'ingenuo che svela la follia del mondo. Ma Di Francesco lo aggiorna con intelligenza, evitando la trappola del moralismo facile. Le domande restano aperte, come si conviene a un buon libro per giovani lettori.

L'impostazione polisensoriale: QR Code e illustrazioni

Uno degli aspetti più interessanti del volume è la sua struttura, che va oltre la pagina stampata. Il libro include le illustrazioni di Sergio Dellia, che accompagnano il testo con un tratto evocativo, a metà strada tra la fiaba e il reportage visivo. Ma la vera novità è l'impostazione polisensoriale: attraverso QR Code inseriti nel volume, il lettore può accedere a contenuti multimediali che espandono l'esperienza di lettura.

Si tratta di una scelta editoriale che intercetta le abitudini delle nuove generazioni, abituate a muoversi tra carta e digitale senza soluzione di continuità. Non è un espediente tecnologico fine a sé stesso, ma un modo per rendere il libro un oggetto culturale ibrido, capace di parlare il linguaggio dei suoi destinatari. Un approccio che ricorda, per certi versi, le sperimentazioni narrative che stanno emergendo anche in ambito cinematografico, come nel caso del possibile adattamento del romanzo d'esordio di Gino Castaldo, dove i confini tra i linguaggi artistici si fanno sempre più permeabili.

Il plauso di Dacia Maraini

A conferire ulteriore autorevolezza al progetto è arrivato il giudizio di Dacia Maraini, che ha elogiato il romanzo per la sua capacità di coniugare immaginazione e speranza. Un endorsement non da poco, considerando la statura della scrittrice nel panorama letterario italiano e la sua attenzione storica ai temi dell'educazione e della formazione dei giovani.

Stando a quanto emerge dalle prime reazioni critiche, il libro di Di Francesco sembra aver centrato un obiettivo ambizioso: parlare di temi durissimi, guerre, crisi sanitarie, disuguaglianze, senza mai cedere alla disperazione. Il Piccolo Principe, del resto, non è mai stato un personaggio rassegnato. Semmai, è sempre stato uno che chiede "per favore, disegnami una pecora", convinto che l'immaginazione possa ancora salvare qualcosa.

Un'operazione culturale che guarda alla scuola

Il romanzo di Di Francesco si presta naturalmente a un utilizzo in ambito scolastico. La combinazione di testo narrativo, apparato iconografico e contenuti digitali lo rende uno strumento versatile per i docenti, utilizzabile tanto nelle ore di italiano quanto in percorsi trasversali di educazione civica. In un momento in cui il dibattito sulla promozione della lettura tra i giovani è quanto mai acceso, un libro che riesce a essere contemporaneamente letterario, visuale e interattivo rappresenta una proposta concreta.

Non è un caso che le esperienze più significative di crescita culturale giovanile passino spesso attraverso progetti che combinano competenze diverse, come dimostrano le storie delle giovani eccellenze marchigiane recentemente premiate per i loro contributi alla comunità.

"Il Piccolo Principe è tornato" non pretende di sostituire l'originale. Sarebbe un'impresa impossibile e, francamente, inutile. Quello che fa, con garbo e consapevolezza, è dimostrare che certe domande non invecchiano. Che l'essenziale, come scriveva Saint-Exupéry, è ancora invisibile agli occhi. E che forse, per tornare a vederlo, serve ancora un bambino che arrivi da un asteroide lontano.

Pubblicato il: 25 marzo 2026 alle ore 08:29

Domande frequenti

In che modo 'Il Piccolo Principe è tornato' si distingue dall'opera originale di Saint-Exupéry?

Il romanzo di Ennio Di Francesco non è un semplice sequel né un omaggio nostalgico, ma riporta il personaggio nel mondo contemporaneo, affrontando tematiche attuali come guerre, pandemie e povertà in modo più diretto e concreto rispetto all'originale.

A chi è rivolto il nuovo romanzo di Ennio Di Francesco?

Il libro è pensato sia per i giovani, grazie a una narrazione accessibile e coinvolgente, sia per gli adulti, offrendo diversi livelli di lettura e spunti di riflessione su tematiche complesse del nostro tempo.

Quali sono le principali innovazioni presenti nella struttura del libro?

Il romanzo adotta un'impostazione polisensoriale, includendo illustrazioni evocative e QR Code che danno accesso a contenuti multimediali, creando così un'esperienza di lettura ibrida tra carta e digitale.

Che ruolo può avere questo libro nell'ambito scolastico?

Grazie alla combinazione di narrazione, immagini e contenuti digitali, il libro rappresenta uno strumento versatile per i docenti, adatto sia alle lezioni di italiano che a percorsi educativi trasversali come l'educazione civica.

Qual è stata la reazione della critica e di personalità del mondo letterario al romanzo?

Dacia Maraini ha elogiato il romanzo per la sua capacità di unire immaginazione e speranza, mentre la critica ha riconosciuto la forza del libro nell'affrontare temi difficili senza cedere alla disperazione.

Redazione EduNews24

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